Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
La WebRadioNotizie, talk, live, e musica dalla redazione del Ribelle
Fondatore Massimo Fini - Direttore Responsabile Valerio Lo Monaco
  • Home
  • PAGINE ▼
  • Sezioni Sito ▼
  • WebRadio ▼
  • WebTV ▼
  • Mensile ▼
  • Info ▼
  • NEGOZIO
  • Il Ribelle Minuto per Minuto
  • Abbonamenti
  • Accesso Abbonati
  • Ai nostri Lettori
    LETTERE E RISPOSTE
    OPINIONI DEI LETTORI

    venerdì
    dic192014

    Obama a Cuba: regalo di Natale col "pacco"

    Un braccio di ferro lungo 55 anni. Cuba e gli Usa, i nemici storici, riannodano le relazioni. In un discorso memorabile il presidente Barack Obama ha addirittura citato l’eroe cubano José Martì. Si tratta indubbiamente di un evento di portata storica, quantomeno nella sua simbologia: nel passo indietro statunitense, nella ammissione di fatto del fallimento di un embargo criminale che lungi dal piegare il popolo cubano, lo ha trasformato nella memoria viva e tangibile della resistenza nazionale. E la citazione di Marti è il messaggio più forte. 

    Click to read more ...

    giovedì
    dic182014

    Ego a mille, rivoluzione a puttane

    Brutta bestia, la frustrazione. Specialmente quando scaturisce da un bisogno smodato di affermazione personale e supera i confini della vicenda di un singolo individuo. Quando si proietta su tematiche collettive che di per sé sarebbero giuste, o persino sacrosante, e nel dilagare di questa smania nevrotica finisce con lo strumentalizzarle-contaminarle-snaturarle.

    È il caso di Paolo Barnard. E non soltanto il suo.

    Click to read more ...

    mercoledì
    dic172014

    Il 'mondo di mezzo' che viene da lontano

    mercoledì
    dic172014

    Se la Germania ci lascia con il cerino in mano

    Francia in deflazione. E Germania quasi. Dunque, ci siamo: la deriva è ormai estesa a ogni Paese dell’area euro. Con due aggravanti, anzi tre.

    La prima: nei conti dei vari istituti di statistica, soprattutto quello francese, al momento non vengono calcolati i cali enormi dei prezzi nel settore energetico, come ad esempio quello del petrolio, arrivato a meno di 60 dollari al barile. La seconda: i debiti pubblici dei vari Paesi, a questo punto, diventano sul serio un rischio di enorme detonatore, visto che nessuno può aiutare qualcun altro (ammesso che possa averne la volontà). La terza: anche nel caso in cui Mario Draghi si decidesse, attraverso la Banca Centrale Europea, a varare il Quantitative Easing tanto atteso, e tanto osteggiato dalla Germania, le cose non potranno migliorare.

    Click to read more ...

    martedì
    dic162014

    Criminalità e corruzione ecco dove si nutre il "mondo di mezzo"

    martedì
    dic162014

    Fassina & C. sbraitano. Ma restano lì

    Coincidenza è dire troppo, ma il parallelo è interessante: negli USA il Senato concede al governo federale i fondi necessari a continuare a operare in deficit, così da proseguire l’attività fino a settembre 2015, e l’approvazione del provvedimento arriva con un voto bipartisan che associa – o mescola – Democratici e Repubblicani; qui in Italia l’assemblea Pd si svolge all’insegna dell’ennesima baruffa scatenata dalla minoranza che contesta Renzi, accusandolo sia per le sue politiche economiche che per l’arroganza con cui le persegue, ma alla fine le tensioni non portano a nessuna rottura definitiva e l’eventuale scissione non è neanche ventilata dai dissidenti.

    Detto alla statunitense, “Follow the money”.

    Click to read more ...

    lunedì
    dic152014

    Discutere la Nato intanto. E poi l'Euro

    La campagna referendaria di M5S contro l’euro è partita. Valgono poco le obiezioni di quanti rilevano la non praticabilità di un referendum di questo tipo con le attuali regole costituzionali. Infatti il significato dell’iniziativa è tutto politico ed è legittimo utilizzare una raccolta di firme come pretesto per stimolare un dibattito e far prendere coscienza di un problema.

    L’obiezione più consistente è un’altra.

    Si promuovono battaglie politiche quando c’è una fondata speranza di vincerle, non quando la sconfitta è certa.  Andare incontro a una sconfitta certa significa recare danno a quella stessa causa che si voleva promuovere. 

    Click to read more ...

    lunedì
    dic152014

    Non è disaffezione. La democrazia è finita

    venerdì
    dic122014

    Paura greca (secondo estratto)

    Per salvare la Grecia nel momento in cui fu chiaro, anni addietro, che si trattava del primo caso conclamato del fallimento della costruzione dell’Unione Europea basata sull’adesione incondizionata all’Euro di Paesi che non ne avrebbero mai potuto beneficiarne, sarebbero bastati circa 80 miliardi.

    Al momento attuale, alcune stime in merito al denaro speso in quella situazione arrivano invece a circa 250 miliardi. Con i dati relativi alla buona riuscita della operazione che sono piuttosto eloquenti: 27% di disoccupazione rilevata, il 50% di quella giovanile e un debito pubblico che viaggia tuttora attorno al 180% sul Pil. Per non parlare di uno Stato che dal punto di vista sociale è stato annientato.

    Dunque, ribadiamo: 80 miliardi per salvare il tutto a fronte di oltre 250 spesi per arrivare a risultati disastrosi.

    Click to read more ...

    giovedì
    dic112014

    Dicci, Re Giorgio: chi sono mai gli eversori?

    Un altro totale ribaltamento della realtà. Da parte di Giorgio Napolitano, nel caso di giornata. A proposito: bisognerebbe iniziare a parlarne, di lui e degli altri che hanno rivestito o rivestiranno il medesimo ruolo, non più come dei Capi dello Stato ma come dei Capi di questo Stato. Tanto per ricordare costantemente e al colpo d’occhio che quella in cui viviamo non è affatto l’unica e la sola Repubblica italiana possibile, bensì una sua versione degradata e incancrenita. Ovvero irrecuperabile, mantenendo gli assetti attuali.

    Click to read more ...

    mercoledì
    dic102014

    La CIA torturò. Ma è acqua passata

    Il tipico cocktail USA: due parti quasi uguali di brutalità e di arroganza, con l’aggiunta (tardiva) di un’abbondante spruzzata di ipocrisia. E con una guarnizione di chiacchiere, o di lacrime di coccodrillo.

    La ricetta è costante. Cambiano invece, ma nemmeno poi tanto, le modalità con cui viene servita la bevanda. O la pozione. O l’intruglio. In questo caso, che del resto era stra-annunciato, la messinscena è di quelle particolarmente pompose: prima una ponderosissima inchiesta del Senato, che si estende per oltre seimila pagine ma che nella sintesi pubblicata on-line si riduce a una lunghezza pari a meno di un decimo, e poi il fervorino del presidente Obama in persona. Il quale non esita, con la sua abituale e serafica impudenza, a dichiarare che «I duri metodi utilizzati dalla Cia sono contrari e incompatibili con i valori del nostro Paese».

    Click to read more ...

    martedì
    dic092014

    Ribelle 63 - Novembre 2014

    martedì
    dic092014

    L'attualità di Berto e l'immobilismo della politica

    martedì
    dic092014

    La Russia sotto attacco. Di nuovo

    Ci attendono mesi cruciali per la storia del mondo. Sarà quindi utile tentare di collocare i frammenti di informazione in un quadro più unitario che li colleghi e ne indichi il senso. 

    Gli USA si logorarono nella lunghissima guerra del Viet Nam, che resistette agli americani anche grazie al sostegno in armi e denaro che ebbe dall’URSS. Dopo il ritiro degli USA, per qualche anno l’URSS apparve egemone, o almeno in fase di espansione. Si sostituì agli americani nelle basi aero-navali che avevano avuto nella penisola indocinese, accentuando i timori della Cina. Penetrò profondamente in Africa, utilizzando spregiudicatamente truppe cubane. Approfittò dell’altro duro colpo che venne inferto agli Usa con la rivoluzione khomeinista che abbatté la monarchia iraniana.

    Click to read more ...

    giovedì
    dic042014

    “Mafia capitale”. La serie

    Abbuffatevi di notizie – i torrenziali aggiornamenti sciorinati dai media, in maniera tanto enfatica quanto transitoria – e dello scandalo che è appena esploso a Roma non capirete un accidente. La vera chiave di volta, infatti, è che questa specifica vicenda si innesta su una serie di fenomeni che hanno una portata assai più vasta, al punto da poter essere considerati di carattere generale. Addirittura, anzi, connaturati al modello politico ed economico dominante.

    Lo specchietto per le allodole è presentarli invece come una anomalia, che per quanto grave e ramificata si colloca all’interno di un sistema fondamentalmente sano.

    Click to read more ...

    mercoledì
    dic032014

    Contro la crescita serve l'Europa autarchica

    mercoledì
    dic032014

    Notizie: la ridondanza di un deserto

    Il panorama è veramente desolante. Ci riferiamo soprattutto a quello italiano, anche se, andando a verificare quotidianamente anche sulla stampa estera e su diversi media europei, statunitensi e russi presenti nella personale rassegna, le cose non cambiano poi molto. C'è differenza, naturalmente, sulla scelta dei temi e su come questi vengono affrontati da caso a caso, da giornale a giornale, da Paese a Paese, ma il motivo di fondo è abbastanza simile. 

    In Europa soprattutto, gli argomenti portati all'attenzione pubblica dai vari media locali sono pressoché gli stessi, con una presenza e rilevanza massicce di politica interna. Seguono quelli di carattere economico, con un taglio sempre ben pronto a rispettare lo spartito imposto da Bruxelles. E infine, solo alla fine, ci sono i temi di esteri.

    Click to read more ...

    martedì
    dic022014

    Bravo, Grillo. Un M5S così è l’ideale per il sistema

    «Sono un po’ stanchino» ha scritto venerdì scorso Beppe Grillo sul suo blog. E siccome era un po’ stanchino, dichiarava di aver capito di non bastare più e proponeva, perciò, una sorta di direttorio allargato e composto da cinque parlamentari del M5S, che sono Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia.

    L’innovazione, manco a dirlo, è stata avallata a grandissima maggioranza con una delle solite consultazioni lampo effettuate on-line e riservate agli “iscritti certificati”. Dei 37.127 che hanno votato, 34.050 si sono schierati per il sì e appena 3.077 per il no. Detto in termini percentuali, il 91,7 di favorevoli e l’8,3 di contrari. In pratica un trionfo. Ma un trionfo di chi? E, soprattutto, a quale scopo e con quali prospettive?

    Click to read more ...

    lunedì
    dic012014

    Un Presidente per Renzi: per ora solo chiacchiere

    Le imminenti e annunciate dimissioni di Napolitano hanno aperto di fatto la corsa al Quirinale. A caratterizzarla il solito copione dei tempi andati. Candidature annunciate (così è stata intesa quella di Amato lanciata da Berlusconi) giusto per silurarle. Ed altre silurate in partenza (Marini, Prodi e D'Alema) da parte di Renzi tanto per ribadire che i tempi sono cambiati e che il candidato espresso dalla maggioranza (o meglio da lui) riuscirà ad entrare trionfalmente sul Colle. 

    In realtà, le premesse per colpi di mano nel segreto dell'urna ci sono tutte.

    Click to read more ...

    lunedì
    dic012014

    Burkina Faso. La rivoluzione fallita

    Per quasi un mese in Burkina Faso riecheggiava una sola parola: rivoluzione. Da domenica scorsa i toni si sono smorzati. Un nuovo governo di transizione è stato formato senza rispecchiare le richieste del popolo burkinabé che chiedeva un “cambiamento”.

    Le vecchie facce sono ai posti di comando e le forze armate ricoprono posizioni strategiche. In mano a esponenti dell’esercito, oltre alla guida dell’esecutivo stesso, sono andati in particolare i ministeri delle Miniere e dell’ Energia e i dicasteri della Difesa e degli Interni.

    Click to read more ...

    comments powered by Disqus