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RASSEGNA STAMPA DEL 19/11/2008
a cura di Arianna Editrice
Indice
Politica e Informazione
- < Il "telefonino", la tua voce. Purtroppo sì di Carlo Gambescia
- <
Nel ’900 i giovani lottavano contro i padri. Ora non più
di Adele Cambria
- < Generazione decrescente di Andrea Bertaglio
Ecologia e Localismo
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Sporchi da morire. La terribile corsa agli inceneritori
di Pino Cabras
- <
Cuba si adatta di Marinella Correggia
- <
Perché avete tolto la certificazione energetica?
di Gabriele Bindi
- <
Nuova direttiva europea sui rifiuti, ecco come dovrà adeguarsi l´Italia
di Eleonora Santucci
Economia e Decrescita
- < Il peggio non è passato di Nouriel Roubini
- < Se si ferma il motore del ‘900 di Luciano Gallino
Internazionale, Conflitti e Autodeterminazione
- <
Kosovo: lo status quo scricchiola con l’accordo Eulex
di Milo Drulovic e Simone Santini
- < Tibet, i cinquecento contro il Dalai Lama di Nicola Sessa
- < Come restare 1.000 anni in Irak di Frida Berrigan
- < Gli USA e le politiche sanitarie pubbliche di Ralph Nader
Cultura, Filosofia e Spiritualità
- < A.A.A. Uomo o donna dignitosi cercasi di Francesco Lamendola
- < E la bolla sentimentale scoppia di Claudio Risé
- <
La corrispondenza tra Julius Evola e Gottfried Benn
di Gianfranco de Turris
- <
Liberarci dall'ossessione del fare per lasciarci riempire dalle voci amiche
di Francesco Lamendola
- < Eluana e i miei “non so” di Claudio Ughetto
- <
Eluana, che sgomento la vita decisa nei tribunali
di Susanna Tamaro
- <
Ueda Shizuteru: linguaggio e silenzio, esperienza e comprensione
di Raquel Bouso García
Respinti con perdite (Archivio Fini: per abbonati)
L'Indipendente del 11 maggio 1995
L’altro giorno “l’Onorevole Presidente Professor Vittorio Sgarbi” (forse) saltellava nel suo studio di Canale 5 strillando ai telespettatori: “Ve l’avevo detto! Ve l’avevo detto”. Era tutto contento, l’onorevole Sgarbi, per l’azione disciplinare che il ministro della Giustizia, Filippo Mancuso, aveva promosso nei confronti dei magistrati milanesi di Mani Pulite. Questa iniziativa, diceva, anzi urlava, Sgarbi, era la prova provata di quanto egli va dicendo, anzi urlando, da tempo e cioè che i magistrati milanesi di Mani Pulite hanno compiuto nella conduzione delle inchieste ogni sorta di abusi tanto da meritarsi l’epiteto di “assassini” di cui l’ex critico d’arte li ha più volte gratificati. (...)
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Per favore: non inviateci curriculum
Dopo quanto avevo scritto qui e qui, in merito alle collaborazioni eccetera... devo aggiornare le preghiere con un'altra segnalazione: per favore, non inviateci curriculum.
Qualcuno arriva con piccola presentazione, qualcuno senza neanche la firma, altri solo con l'indirizzo email di spedizione.
Per non parlare di chi chiama, pretendendo di parlare immediatamente con me o con Fini, dicendo "non conosco le tematiche della rivista ma vorrei collaborare...".
Non è presunzione o cattiveria se non possiamo parlare con chiunque al telefono e vi diciamo di inviarci delle email: è che proprio non ce la facciamo, in questo momento, a stare dietro a tutti gli input. Anche perché, converrete, dobbiamo dare la precedenza alla rivista - a fare la rivista - e agli abbonati, of course. (...)
RASSEGNA STAMPA DEL 18/11/2008
a cura di Arianna Editrice
Indice
Politica e Informazione
- < Quale sol per l'avvenire? di Marco Della Luna
- <
Giustizia italiana: riconosciuto innocente dopo 30 anni di carcere
di Piero Mannironi
- < Calearo, l'imprenditore filantropo... di Alessandro Cavallini
- < Eutanasia: "banalità del bene"? di Carlo Gambescia
- < Le civiltà muoiono di burocrazia di Ugo Bardi
- < Sentenza Diaz, ricatto politico di Marco Milioni
- <
Forza Villari. Ora possiamo nausearci in pace.
di Massimo Gramellini
- <
Le foto di Eluana nel lettino? Un orrore da talk-show
di Stenio Solinas
- <
L'incubo Berlusconi è tutto ciò che vorreste essere e non siete
di Marcello Veneziani
- <
Parmalat? Tutti liberi e felici, Tanzi in testa...
di Vittorio Feltri
- <
Rapimento Abu Omar: Berlusconi si nasconde dietro il segreto di stato
di Fabrizio Di Ernesto
Ecologia e Localismo
- <
Le storie dei soldati vittime dell'uranio impoverito
di redazionale
- < La rivista degli ingegneri di Marco Cedolin
Economia e Decrescita
- <
Gli USA affronteranno presto una nuova grande depressione
di Yevgeniy Chernyx
- <
Vertice del G-20: prepariamoci ad un collasso da 'si salvi chi può'
di MoviSol
- <
Il G 20, il summit che convocò un altro summit
di Marco Ferri
- <
Crisi finanziaria globale: proposte per il G-20
di Paolo Raimondi
Internazionale, Conflitti e Autodeterminazione
- < Status Of Force Agreement (SOFA) di Chalmers Johnson
- <
Il lascito di Bill, le colpe di George, i compiti di Barack
di Zbigniew Brzezinski
- < Nicaragua: vince Sandino di Fabrizio Casari
- < Striscia di Gaza: solo il diritto di morire di Milena Nebbia
Cultura, Filosofia e Spiritualità
- <
Quale Buddhismo? di Giuseppe Gorlani
- <
La speranza si leva gioiosa come un vento fresco quando il buio dell'anima sembra farsi più fitto
di Francesco Lamendola
- < Il mistero della bellezza di Francesco Lamendola
- <
Religiosità del Tirolo di Julius Evola
Storia e Controstoria
- <
Il "genocidio armeno": non solo una questione lessicale e quantitativa (incontro pubblico)
di redazionale
- < Medioevo, tempo di maghi. O no? di Franco Cardini
- <
La fede negli astri. Dall'antichità al Rinascimento
di Marie Rebecchi
ThyssenKrupp, difese d'ufficio e massimizzazione dei profitti
di Federico Zamboni
La notizia, in prima pagina sui quotidiani di oggi, è che l’amministratore delegato della ThyssenKrupp, Harald Espenhan, è stato rinviato a giudizio per omicidio volontario. Mentre altri cinque dirigenti della multinazionale verranno processati per omicidio colposo.
Secondo gli inquirenti, dunque, la strage del 6 dicembre 2007, in cui morirono bruciati ben sette operai, non fu dovuta a una tragica fatalità ma a responsabilità precise. I manager dell’azienda omisero deliberatamente quei controlli sugli impianti e sulle misure di sicurezza che avrebbero potuto evitare l’incidente o limitarne gli effetti. Potendo ragionevolmente prevedere le conseguenze di quelle omissioni, per la Procura di Torino essi non hanno alcuna giustificazione: la loro condotta ha influito sugli eventi in modo determinante. I sette operai sono morti. Loro, i sei dirigenti della ThissenKrupp, ne devono rispondere in giudizio.





Sara Santolini