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La WebRadioNotizie, talk, live, e musica dalla redazione del Ribelle
Fondatore Massimo Fini - Direttore Responsabile Valerio Lo Monaco
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    LETTERE E RISPOSTE
    OPINIONI DEI LETTORI

    sabato
    gen242015

    La vita e le malattie determinate dal caso, chi vuol essere lieto sia

    venerdì
    gen232015

    “Out of the Crisis”: la fiction USA-UE

    Prima Obama e poi Draghi. Nel giro di nemmeno due giorni: martedì sera il presidente degli USA, ieri pomeriggio il governatore della BCE. Come in una coproduzione tivù tra reti diverse che ufficialmente sono autonome ma che in pratica fanno capo ai medesimi investitori: una specie di spin-off tra due serie di grande impatto e che marciano (o tirano avanti…) in parallelo.

    Il titolo del doppio episodio è quasi lo stesso. “Out of the Crisis”.

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    venerdì
    gen232015

    La libertà che non libera tutti

    L’aggressione alla redazione del settimanale Charlie con l’uccisione dei giornalisti ha aperto, in Europa e non solo, un tema che ne ha innescati diversi altri. Dal concetto di libertà a quello di sicurezza, dalla presunta aggressione del fondamentalismo islamico all’occidente a quella delle responsabilità di quest’ultimo nella nascita e nella fomentazione stessa dell’Isis. Oltre naturalmente a tutta la pletora di significati e significanti retorici che siamo tra i più bravi al mondo ad abbinare a circostanze del genere, con gli ulteriori beceri corollari utili alle più mere e deteriori logiche interne di carattere elettoralistico.

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    giovedì
    gen222015

    Aggressione occidentale all’Islam? Ma anche no

    Clicca per ingrandireL’Islam sotto costante aggressione occidentale, un mantra che sentiamo ripetere anche da voci a noi vicine: a prima vista non hanno torto, ma solo a prima vista, sono tesi confutabili anche senza risalire fino alle crociate.

    Anzi, no: una breve digressione sulle perfide crociate, che l’Islam rinfaccia sempre all’Occidente cristiano va fatta, tanto per mettere i puntini sulle “i” riguardo chi ha cominciato prima ad andare a rompere i coglioni in terre e fedi altrui. Sì, i crociati assaltarono terre islamiche, anche se, prima crociata a parte, in realtà esercitarono il proprio business di saccheggio più altrove che in Terrasanta, ma non va dimenticato che fino a pochi secoli prima quelle terre erano cristiane, e non approfondiamo oltre per tenere il discorso limitato alla contrapposizione Islam e occidente/cristianità. 

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    giovedì
    gen222015

    Uno Stato senza autorità

    Il titolo del New York Times “Non c'è angolo d'Italia immune dalla criminalità” fotografa perfettamente la realtà del nostro Paese dove le più svariate bande di delinquenti la fanno ormai da padrone. Certo, si potrebbe replicare al quotidiano di oltre Atlantico che anche gli Stati Uniti registrano una presenza diffusa delle varie mafie. Oltre a quella italo-americana, quelle colombiana, messicana, cinese, russa, vietmanita, coreana, tanto per citare le più potenti.

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    mercoledì
    gen212015

    Bce e Grecia, le due prossime bufale

    I prossimi imminenti giorni prevedono due ambiti da tenere d’occhio e da analizzare per quanto attiene l’aspetto economico. Entrambi riguardano l’Europa e hanno potenzialmente la possibilità di essere determinanti, eppure di entrambi non si parla quanto si dovrebbe. C’è un motivo, per questo, come vedremo. Ci riferiamo alla decisione della Banca Centrale Europea, prevista domani, e alle votazioni in Grecia, fissate per il prossimo fine settimana.

    Beninteso, le caratteristiche di potenziale importanza che vengono imputate a questi due eventi a nostro avviso sono diametralmente opposte a quelle che si potrebbero pensare a prima vista, e che su vari media, invece, vengono veicolate a senso unico.

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    mercoledì
    gen212015

    Rimpiangeremo la moderazione e la saggezza del Mullah Omar

    martedì
    gen202015

    Mai nessun rispetto, per le “religioni” oppressive

    «Qui in Occidente la satira dovrebbe darsi dei limiti, portando rispetto alla fede religiosa altrui e, quindi, anche all’Islam». A prima vista può sembrare una tesi ben fondata – e non c’è dubbio che su queste stesse pagine sia Luciano Fuschini che Fiorenza Licitra l’abbiano sostenuta con la loro consueta finezza – ma come accade spesso le conclusioni “logiche” discendono da una premessa che viene data per scontata e che, viceversa, non lo è per niente.

    Questa premessa è tutta racchiusa nella parola “rispetto”.

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    martedì
    gen202015

    Picchiare un cattolico non è peccato, parola di Papa

    Inutile andare a scomodare quei poveracci di Charlie Hebdo e chi è per la libertà di espressione, senza se e senza ma teologici, per incolparli della perdita di serietà del sacro: ci pensano già da soli quelli che emanano fatwe contro i pupazzi di neve e Papa Francesco da Hooligan.

    Certo che se questa è l’aura di sacralità intoccabile, al di sopra di ogni scherno, che dovrebbe essere propria di una, asseriscono i suoi adepti, così alta figura morale, stiamo messi bene: è la satira ad essere colpita nel suo profondo, ma come si a fa canzonare più di quanto costoro non facciano già da soli?

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    martedì
    gen202015

    Ormai siamo in guerra e allora va sospeso il trattato di Schengen

    lunedì
    gen192015

    Tutto pronto per il Patriot Act europeo?

    Paura. Una parola che si insinua nella mente come un germe inarrestabile. Soprattutto quando indotta. Come un tumore che si annida nelle parti più nascoste del corpo, viene alimentato da noi stessi, inconsapevolmente, dalla nostra voglia di chiarezza che porta a credere alla spiegazione più semplice. E poi, d'un tratto, dispiega i suoi effetti. Così è accaduto negli Stati Uniti all'indomani del 11 settembre 2001, così ci sono i primi segni possa accadere anche nella vecchia e "saggia" Europa. 

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    lunedì
    gen192015

    Io non sono per i ciarlivendoli

    Non sono Charlie Hebdo perché la libertà di espressione non coincide con l’invalso diritto di offendere. Questa, più che libertà, è un’incontinenza senescente, e anche abbastanza demente, di scrivere e dire tutto quel che passa per la cervice. 

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    lunedì
    gen192015

    Perché non avrei allegato Charlie Hebdo al Fatto

    venerdì
    gen162015

    Disinformazione come arma di guerra

    Il modo come i telegiornali, l’unico mezzo d’informazione della maggioranza degli italiani, hanno dato notizia dei movimenti di Hayat Boumedienne, è estremamente istruttivo.

    La probabile terrorista compagna di uno dei killer di Parigi, non sarebbe stata con lui nel supermercato ebraico come si era detto in un primo momento, ma già da diversi giorni si sarebbe recata in Siria. Le varianti al verbo “recarsi” sono “rifugiata” oppure “diretta”. Punto. L’informazione finisce qui, senza altri chiarimenti. 

    Cosa può capire il cittadino che non conosce i dettagli dei complessi intrecci politici di quelle regioni, cioè la gran parte degli spettatori-ascoltatori?

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    giovedì
    gen152015

    Charlie e il senso del sacro

    “Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio”: ecco uno stile di vita pregno di sacralità, perché la vita non è sacra in sé: la sacralità bisogna conferirgliela giorno dopo giorno. È frase che dovrebbe esser il motto di ogni ribelle che si rispetti, anche se è fin troppo sentita e il più delle volte si rivela una fanfaronata: solo a posteriori è possibile sapere se chi la pronuncia è un Uomo o un cialtrone. Charb (Stéphane Charbonnier, il direttore ucciso di Charlie Hebdo) si è rivelato un Uomo e non un fanfarone: egli è morto in piedi e non sopravvive in ginocchio, come molti suoi confratelli, che, specie in Italia, approfittano dell’esser già in posizione per leccar culi a destra e a sinistra.

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    giovedì
    gen152015

    La "Libertà" politicamente corretta

    Libertà. Mai parola è stata più abusata. Concetto mutevole a seconda di chi lo applica e di chi lo subisce. C’è libertà nel conformismo? Probabilmente sì. Di sentirsi al sicuro, protetti da brutte accuse, dalla censura politicamente corretta, accettati da chi ci sta attorno. Non c’è calcolo in questo - almeno per la cosiddetta gente comune (nelle élites c’è invece assoluta consapevolezza). C’è solo istinto di conservazione, la propensione a voler far parte del gruppo maggioritario, accettato, blandito. 

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    giovedì
    gen152015

    Noi bombardiamo. Loro esportano guerra

    mercoledì
    gen142015

    E Renzi “arruolò” il Padre Dante… 

    Ma no, dài: Matteo Renzi che si pavoneggia citando “La Divina Commedia” è davvero troppo. Ovviamente la decisione più logica sembrerebbe quella di non curarsene affatto, sia perché lo svarione di giornata è perfettamente in linea col personaggio, sia perché si tratta di un dettaglio obiettivamente marginale rispetto alle sue responsabilità come presidente del Consiglio, ovverosia come alfiere del neoliberismo travestito da sinistra riformista.

    Eppure, con tutte le debite proporzioni, non sarebbe giusto fargliela passare liscia minimizzando.

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    martedì
    gen132015

    Isis e affini: chi si stupisce che le conseguenze arrivino anche da noi?

    Nelle pieghe degli insulsi dibattiti, soprattutto televisivi, attorno alla vicenda Charlie Hebdo, esce qualcosa di un leggero, leggerissimo interesse. Fatta la tara a tutte le dinamiche elettorali interne che stanno portando avanti alcuni infausti esponenti della nostra politica interna, e non sottolineando, questa volta almeno, l’assoluta mancanza del benché minimo dubbio su una operazione, quella dei presunti colpevoli, la cui versione ufficiale consta di tinte più comiche che ridicole, oltre che tragiche, naturalmente (solo Giulietto Chiesa, su La7 durante una trasmissione de La Gabbia, ci pare abbia sollevato qualche ragionevolissimo dubbio), c’è almeno un particolare che viene sollevato appena e poi subito riposto senza il minimo approfondimento che pure meriterebbe.

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    martedì
    gen132015

    Presentazione del Vizio oscuro dell'Occidente e di Sudditi a una Casa Editrice americana interessata alla pubblicazione negli Stati Uniti

    Il ‘vizio oscuro’ dell’Occidente è, nell’interpretazione di Fini (scrittore attivo in Italia dal 1985 con ‘La Ragione aveva Torto?’ in cui mette in dubbio gli esiti e le conquiste dell’Illuminismo) la pretesa totalitaria delle Democrazie di omologare a sé, alle proprie istituzioni, ai propri valori, ai propri costumi, ai propri consumi, al proprio modello di sviluppo, l’intero esistente e quindi società e comunità che hanno storie, culture, tradizioni completamente diverse. L’Occidente non è più in grado di tollerare e nemmeno concepire, concettualmente prima ancora che praticamente, ‘l’altro da sé’. Questo totalitarismo ‘democratico’ globale non può avere come risposta che un altrettale totalitarismo, nelle forme del terrorismo globale.

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