Ma cosa avranno capito, gli elettori del M5S?

Risparmiamoci le citazioni. Anche se ce ne sarebbero a volontà, visto che dopo il successo del Movimento 5 Stelle alle Amministrative sono fioccate le frasi fin troppo simili sul “desiderio di cambiamento”, non vale la pena di perderci tempo, attribuendo specifiche paternità ai singoli frammenti di un quadro complessivo. E ripetitivo.

Che è incentrato, appunto, su questa constatazione superficiale e quanto mai ambigua: gli italiani ne hanno le scatole piene dei soliti partiti, e delle solite facce, e quindi si rivolgono altrove. Oggi verso Grillo, o i “grillini”, e domani chissà.


di Federico Zamboni

(nel Quotidiano)

Italia: una società in liquefazione

È stato diffuso ieri il rapporto ISTAT 2012, contenente una lunga serie di dati che, visti nel loro complesso, rappresentano un’istantanea molto dettagliata dello stato avanzato di disgregazione in cui versa la società italiana (e non solo).

Una versione in numeri e percentuali di quanto Zygmunt Bauman va teorizzando da anni rispetto alla liquefazione delle società, ottenuta tramite l’allentamento e la precarizzazione di ogni tipo di relazione, da quelle professionali a quelle comunitarie.


di Davide Stasi

(nel Quotidiano)

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Il neo presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, lo dice esplicitamente: «Gli italiani non capiscono perché l'azienda Stato non possa risparmiare come risparmia l'impresa nella quale lavorano».

Il ministro Fornero pone la questione tra le righe, auspicando l’estensione a tutto il pubblico impiego delle norme sul lavoro privato. Ovverosia, la libertà di licenziamento senza giusta causa.

In entrambi i casi le buone ragioni diventano un pretesto. Con la scusa degli sprechi e dei privilegi, che indubbiamente ci sono e vanno rimossi, si mira a far credere che lo Stato ideale sia quello che spende di meno.

Non “meglio”: ma solo “meno”.

Terremoto in Emilia: una strana analogia con l’Ohio

La terra ha tremato e continua a tremare tra il modenese, il bolognese e il ferrarese. Ci sono stati morti e, al momento, gli sfollati sono circa 6.500. Quanto alle cose i danni sono molteplici in gran parte delle aree colpite.

Ma non è dell’Emilia Romagna che è il caso di parlare. Almeno non subito. Prima ha senso spostarsi niente meno che di 7.000 chilometri a ovest. Esattamente a Youngstown, Ohio, Stati Uniti. Dove mesi fa si è scatenato un costante e significativo sciame sismico culminato in un terremoto non indifferente tra dicembre e gennaio scorso.


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