Ai nostri Lettori

LETTERE E RISPOSTE
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giovedì
apr282016

Una "rotta" possibile

di Giampaolo Gentili

Un tentativo di ribellione (tra i tanti)

Tra pericoli e distacchi 

Ma almeno: “vero”

Introduzione

Chi sono. E perché

Come da buona educazione mi sembra giusto presentarmi.

Sono un illustre sconosciuto, oggi forse un po' meno, ma di base è così. Ci tengo a sottolinearlo in quanto l'anonimato garantisce la libertà, spesso, di dire senza troppi pudori ogni baggianata possibile: in perfetto stile social network. Pensate che non ho neanche un account facebook, e usurpo meschinamente quello di mia moglie. Insomma agisco sotto mentite spoglie nelle migliori delle ipotesi.

Certo sono anche altro, ma da qui a passare all'autoreferenzialismo il passo è troppo breve, e non serve allo scopo.

Per cui salto al succo. Vivo a bordo di una barca a vela insieme alla mia compagna, gran parte dell'anno.

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mercoledì
apr272016

Il nuovo giornale. Appunti #5. Entriamo nel vivo

È arrivata l’ora di fare un ulteriore passo avanti. Anzi più di uno. I primi mesi passati dall’ultima versione del progetto del Ribelle sono serviti a confermare alcune cose e a prendere coscienza di altre. Dal che discendono alcune considerazioni e alcune scelte che dobbiamo fare. E che vogliamo fare unicamente assieme a voi abbonati e sostenitori. Ovvero a coloro che molto più che semplici lettori sono veri e propri sodali, da anni, ormai, a tutto il progetto che portiamo avanti dalla nascita di questo luogo.

Quello che segue è pertanto rivolto a voi esclusivamente (ed è il motivo per quale preferiamo lasciarne la lettura riservata). 

Leggi tutto, per Abbonati

 

martedì
apr262016

Il bluff del #JobsAct - aggiornamento aprile 2016

In seguito ai primi dati utilizzati da Matteo Renzi per sostenere la bontà delle sue norme sulla efficacia sul mondo del lavoro, ora arrivano quelli di inizio 2016: un disastro. Come volevasi dimostrare. Già all’epoca si era sorvolato nello specificare come la parola “indeterminato”, essendoci un’ampia libertà di licenziamento, non avesse più un gran significato e su quanto i dati fossero parziali. Come dimostrato in altra sede (qui), l'andamento annuale si è mantenuto stabile, e la crescita di fine anno poteva essere facilmente ascrivibile alla scadenza degli sgravi contributivi, vero asse portante dell’intera legge. 

Ebbene, ora sono passati altri due mesi, e dunque cominciano a trapelare i dati dell’occupazione riferibili al primo trimestre 2016.

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mercoledì
apr202016

MoVimento 5 Stelle: e ora?

di Valerio Lo Monaco

(con interventi di Federico Zamboni)

Dopo Grillo. E dopo Casaleggio 

I nodi ancora da sciogliere

I volti che possono riuscirci

Perché

Grillo ha dichiarato da tempo di volersi fare da parte, e il suo nome non compare più nel simbolo del MoVimento 5 Stelle. Casaleggio è morto. Porsi qualche domanda sul futuro di questa realtà politica è d’obbligo. 

È quasi un decennio ormai, se consideriamo anche la fase preparatoria dei meetup, che il MoVimento originato da Beppe Grillo è presente nel panorama del nostro Paese. E la sua presenza si è estesa anche a livello più propriamente politico, con l’ingresso in Parlamento del 2013. Si possono fare delle prime sintesi, e si devono fare proprio adesso, momento nel quale stanno intervenendo cambiamenti di notevole spessore, sia per la diffusione di questa realtà politica, sia per la maturazione di alcuni suoi esponenti sia, soprattutto, per le ultimissime vicende che abbiamo appena richiamato, la prima voluta, la seconda subita.

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mercoledì
apr132016

Governance: l'autoritarismo moderno

di Valerio Lo Monaco

Come la Trilateral Commission, e i suoi servi, ci hanno tolto la sovranità

Perché

Occorre mettere a fuoco il significato reale del termine governance, perché questo viene usato in modo disorientante e mediaticamente persuasivo praticamente in ogni ordine e grado dalla propaganda e dall’azione politica. Non da oggi, naturalmente, ma è innegabile, come vedremo, che proprio in questa fase storica le applicazioni reali che l’estensione pratica della sua azione dispiegano sulle decisioni politiche influenti sulla vita di ognuno di noi stiano cambiando radicalmente il volto della società nella quale viviamo.

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mercoledì
apr062016

Le "parole" della politica

di Luciano Fuschini

tra mistificazione e utilizzi scorretti

con la complicità di media 

e “intellettuali” embedded

Perché

Il primo dovere dei cosiddetti opinion’s makers, quelli che un tempo erano definiti “gli intellettuali”, sarebbe di usare il linguaggio in modo rigoroso, chiarendone i significati e depurandolo delle deformazioni che gli interessi dei diversi gruppi sociali e l’uso improprio dei parlanti vi hanno apportato.

Di fatto i suddetti formatori dell’opinione pubblica si comportano in modo esattamente opposto. Sono proprio loro i responsabili dell’uso distorto delle parole a fini propagandistici. Lo fanno in modo sistematico e pienamente consapevole. Lo fanno nell’interesse dei gruppi di potere o dei partiti dei quali si sono messi al servizio.

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mercoledì
mar302016

The Walking Dead

di Tina Benaglio

"Un'apocalissi postmoderna?"

La serie

Opere d’arte, opere artistiche, opere musicali… Ma anche film, fumetti, serie televisive, videoclip e quant’altro: sono tutti frammenti in cui si condensa lo spirito di un’epoca. Ci dicono, infatti, come si diverte, come piange, come ride la gente di un certo periodo storico. Certo, quando passano attraverso i mass media, sono anche dei possibili condizionamenti, dato che, in questo caso, indicano ai più per cosa è giusto commuoversi, di cosa bisogna ridere, di cosa bisogna avere paura.

Resta vero che, anche quando si tratta di prodotti considerati di “bassa cultura”, essi hanno le loro radici nella parte profonda dell’animo umano. E l’animo umano non nasce e cresce nel vuoto culturale. Esso è il prodotto di una lunga tradizione. Le cui radici si perdono nella notte dei tempi.

Prendiamo, ad esempio, la serie tivù “The Walking Dead”, tratta dall’omonima serie a fumetti. Come non pensare che gli scenari apocalittici della serie non siano collegati alla dimensione apocalittica della nostra religione? E l’impossibilità di fidarsi degli stessi amici di disavventura? Non è forse ravvisabile in questo il modo di essere del nostro attuale tempo storico?

«Ragazzina! Sono un poliziotto... ragazzina, non avere paura, okay? Ragazzina... oh...».  (Rick Grimes, frase di apertura della serie "The Walking Dead").

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mercoledì
mar232016

Unioni Civili: e il nuovo mondo etico e sociale

di Sara Santolini

Tra diritti di coppia e adozioni,
tra le rivendicazioni gay e l’utero in affitto. Gli altri Paesi, i casi, i dubbi
e le questioni irrisolte. 

Introduzione

L’ambito giuridico delle Unioni Civili è in corso di modifica sensibile anche nel nostro Paese. Non è affare di poco conto, o che riguarda unicamente lo status di chi è toccato direttamente da questa normativa. Perché si tratta, con tutte le implicazioni che porta (o porterà) con sé, di un ambito che è in grado di cambiare significativamente il quadro della nostra società civile. 

In questo testo cerchiamo di fare chiarezza sul processo attualmente in corso in Italia, ma soprattutto su quello che avviene negli altri Paesi, e allargheremo l’orizzonte, fatalmente, agli altri temi collegati alle vicende, ai desideri e alle rivendicazioni delle coppie omosessuali in merito agli aspetti dell’adozione e a quello, niente affatto trascurabile dal punto di vista etico e sociale, del marketing dell’utero in affitto.

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mercoledì
mar162016

Altro che Postmodernità

di Luciano Fuschini

"Siamo a un cambio epocale

le dinamiche sono complesse

e i territori inesplorati"

Introduzione

Il termine postmodernità vuole indicare un andare oltre la modernità. 

“L’andare oltre” appartiene al campo semantico delle concezioni progressiste, quelle che si orientano secondo uno storicismo che vede nello sviluppo dell’umanità una linea ascendente. Ogni tappa, ogni epoca storica successiva, rappresenta un passo in avanti verso una méta finale di piena realizzazione delle potenzialità umane.

Ci proponiamo quindi, sinteticamente, di passare in rassegna le caratteristiche di quella che si è soliti definire “modernità”.

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lunedì
mar142016

Comunicazione e marketing dell'uomo seriale

Interventi di Eduardo Zarelli e Valerio Lo Monaco alla conferenza di Bologna

(playlist di 3 video)

mercoledì
mar092016

Energia e Geopolitica

di Filippo Ghira

l'Eni e la sovranità perduta, 

il petrolio, il gas, 

e le guerre "interessate" nel mondo

Introduzione

La recessione economica in corso e il conseguente calo della domanda globale stanno provocando un crollo del prezzo del petrolio, sceso a febbraio del 2016 sotto i 30 dollari al barile (un barile è pari a 159 litri), situazione che è in grado di destabilizzare gli attuali equilibri internazionali che già sono deboli di proprio.

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mercoledì
mar022016

Ribelli: chiamata alle armi

di Valerio Lo Monaco

Introduzione

Il Ribelle è un disadattato. E in larga parte lo è anche l’Homo Sapiens, per comunque la pensi, qualunque siano le sue opinioni, che sia ribelle o meno. Non può che essere così. Un po’ perché la cultura crea distanza. Consciamente o meno, tale distanza esiste. Perché la cultura per sua stessa natura mette distanza. Che la si faccia notare o meno, questa distanza si sente. La avverte chi ha una cultura, la distanza da chi invece ignora, e la sente anche chi ignora. Almeno chi, tra coloro che ignorano, si rende conto della sua ignoranza. Ma il termine disadattato è corretto anche perché è comprensibile che alla società che abbiamo attorno non ci si senta adatti. Non si sia a proprio agio. Il che comporta una seconda affermazione - siamo sempre nel campo delle opinioni personali, le quali peraltro si confermano nelle tante conferenze e incontri che continuiamo a fare in giro per l’Italia: il Ribelle, accomunando in questo termine con una forzatura pregna di speranza chiunque non si senta a proprio agio in questa società, chiunque tenti in un modo o in un altro di reagire e anche chiunque pur non trovando forza e metodi e complicità per agire in qualche modo avverta tutto il peso della erroneità di questo modello, è anche un disturbato

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mercoledì
feb242016

Cosmo di valori

di Valerio Lo Monaco

Una delle caratteristiche antropologiche dell’Homo Sapiens è quella della capacità riflessiva. Intellettuale oltre che istintiva, animale. Nulla a che vedere, per quello che ci riguarda in questa circostanza, con capacità mnemoniche. La creatività, il ragionamento astratto, il linguaggio e l’introspezione. Insomma a partire da ciò che, secondo le teorie dell’evoluzione e della storia del paleolitico medio, permisero alla specie Sapiens di capire, in seguito a una riduzione della popolazione globale per via di un evento particolare (che è tutt’ora in fase di studio ma che è stato ben delineato dalle teorie di Linneaus nel 1758), che era necessaria una migrazione dai posti originari. Che c’era bisogno di muoversi, ovvero di “fare qualcosa”. Dall’Africa, attraverso quello che è stato definito corridoio mediorientale, quell’uomo iniziò a colonizzare la Terra intera. Quell’uomo in definitiva subì una azione, se ne accorse, la capì, ipotizzò una strategia da attuare e decise una reazione.

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martedì
feb232016

Il nuovo "giornale". Appunti #4. Amazon e libri cartacei

La road map del nuovo corso del Ribelle comunicata a suo tempo è stata rispettata quasi al 100%. La collana di eBook è stata varata e viaggia ormai con regolarità, e proprio per questa desideriamo comunicare a tutti i prossimi imminenti sviluppi. Che riguardano due aspetti. Il primo, forse meno importante, è il fatto che da oggi i titoli pubblicati qui sul Ribelle e disponibili a tutti gli abbonati così come a chi, anche non abbonato, volesse acquistarli uno per uno, sono ora a disposizione anche attraverso la piattaforma Amazon, ovvero nel formato adatto al particolare lettore di eBook proprietario dell’azienda, cioè il Kindle.

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mercoledì
feb172016

Emergenza costante (sicuri?)


 

Le misure di sicurezza tra legge e psicologia

di Tina Benaglio

Introduzione

Se è vero ciò che ha scritto il filosofo Giorgio Agamben in un suo articolo su “Le Monde”, e cioè che lo stato di emergenza non è uno strumento a difesa della democrazia, ma al contrario è «il dispositivo attraverso il quale i regimi totalitari si affermarono in Europa», resta allora da capire perché mai le persone possano con tranquillità accettare, se non addirittura in taluni casi chiedere, lo stato di emergenza. Nello stato di emergenza, infatti, le libertà individuali vengono sospese, vi è la «rinuncia a qualsiasi certezza del diritto». Del diritto di qualsiasi persona.

Eppure oggi si assiste, da parte di un numero sempre più crescente di persone, alla rinuncia dei propri diritti - e dell'intero apparato delle tutele democratiche - in nome di una maggiore sicurezza personale. Vera o presunta.

Perché succede? Quali sono i meccanismi psicologici personali coinvolti in queste scelte? Quali sono, quindi, i meccanismi psicologici su cui il “sistema” sta facendo leva?

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venerdì
feb122016

La sega a scuola è un processo formativo irrinunciabile

mercoledì
feb102016

Il BLUFF del Jobs Act

di Sara Santolini

Introduzione

«È una giornata storica, un giorno atteso per molti anni da un’intera generazione che ha visto la politica fare la guerra ai precari ma non al precariato: superiamo l’articolo 18 e i co.co.co., nessuno sarà più lasciato solo, ci saranno più tutele per chi perde il posto e parole come mutuo, ferie, diritti e buonuscita entrano nel vocabolario di una generazione che ne era stata esclusa»

Le parole pronunciate da Matteo Renzi, presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana dal 22 febbraio 2014, al via libera dei primi due degli otto decreti attuativi del Jobs Act, suonano come autentica propaganda. Risultavano tali già durante la conferenza stampa nella quale sono state pronunciate, e lo risultano ancora più chiaramente oggi, mentre la nuova legge sul lavoro dispiega i suoi effetti. Lo diciamo subito: il precariato è la regola, i contratti capestro sono ancora facilmente applicabili grazie alle mille deroghe inserite nei decreti, la cassa integrazione non è più per tutti gli ex dipendenti, la concessione di un mutuo è quasi del tutto esclusa con un contratto a tutele crescenti - che in quanto tale non garantisce la continuità del reddito - i diritti sono stati calpestati alla luce del sole e sacrificati sull’altare della convenienza delle aziende. 

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mercoledì
feb032016

Estinzione (?) Di Nazioni di Popoli di Civiltà

di Luciano Fuschini

Introduzione

Anche le nazioni, come gli individui, muoiono.

I Sumeri non esistono più. Hanno lasciato una traccia nella storia del mondo, ma non esistono più. I Babilonesi non esistono più. Ci sono resti archeologici che parlano di loro. Ci hanno lasciato la scansione del tempo secondo il numero 6, ci hanno lasciato credenze astrologiche, ma non esistono più. Gli Egizi sono estinti. (...)

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mercoledì
gen272016

Licio Gelli. Burattino o burattinaio?

di Filippo Ghira

Introduzione

La morte di Gelli a metà dicembre 2015 ha occupato per pochi giorni le prime pagine dei giornali. Stranamente pochi. Lo stesso, curiosamente, è successo nel 2013 per Giulio Andreotti. Una dimostrazione del fatto che in questa epoca le notizie vengono consumate molto velocemente, ma non solo. Anche la conferma che Gelli, come il Divo Giulio che in molti hanno indicato come il vero capo della Loggia P2, appartiene pienamente alla storia della Prima Repubblica e che, per la funzione che ha ricoperto, deve essere messo al più presto nel dimenticatoio per non suscitare imbarazzanti paragoni con il presente. 

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mercoledì
gen202016

Homo Sapiens Vs Homo Ludens

di Valerio Lo Monaco

Introduzione

La Cultura costa cara. È sempre stato così. Riservata alle élite, poi raggiunta dalla borghesia e alla fine, con grossi sacrifici, appannaggio anche di alcuni tra le classi sociali meno abbienti, ha comunque comportato un grosso esborso economico da parte di chi ha anelato di volerla raggiungere. E anche un enorme dispendio di tempo (non la si acquisisce in un giorno, la cultura). Nel mondo attuale anche il tempo (vogliono convincerci) è denaro. Ma naturalmente non vogliamo soffermarci sui costi economici. Anche perché più che di denaro preferiamo parlare di valore. Della cultura. E del tempo. E di come lo si impiega.

Qui, se parliamo di valore, non c'è mastercard che tenga. E se parliamo di investimento siamo ancora più altrove: probabilmente è uno dei pochissimi beni che, una volta acquisiti, non ci possono essere sottratti. E che possono essere tramandati senza pagare tasse di successione.

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