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a cura di Valerio Lo Monaco

(in arrivo)

mercoledì
feb032016

Estinzione (?) Di Nazioni di Popoli di Civiltà

di Luciano Fuschini

Introduzione

Anche le nazioni, come gli individui, muoiono.

I Sumeri non esistono più. Hanno lasciato una traccia nella storia del mondo, ma non esistono più. I Babilonesi non esistono più. Ci sono resti archeologici che parlano di loro. Ci hanno lasciato la scansione del tempo secondo il numero 6, ci hanno lasciato credenze astrologiche, ma non esistono più. Gli Egizi sono estinti. (...)

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mercoledì
gen272016

Licio Gelli. Burattino o burattinaio?

di Filippo Ghira

Introduzione

La morte di Gelli a metà dicembre 2015 ha occupato per pochi giorni le prime pagine dei giornali. Stranamente pochi. Lo stesso, curiosamente, è successo nel 2013 per Giulio Andreotti. Una dimostrazione del fatto che in questa epoca le notizie vengono consumate molto velocemente, ma non solo. Anche la conferma che Gelli, come il Divo Giulio che in molti hanno indicato come il vero capo della Loggia P2, appartiene pienamente alla storia della Prima Repubblica e che, per la funzione che ha ricoperto, deve essere messo al più presto nel dimenticatoio per non suscitare imbarazzanti paragoni con il presente. 

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mercoledì
gen202016

Homo Sapiens Vs Homo Ludens

di Valerio Lo Monaco

Introduzione

La Cultura costa cara. È sempre stato così. Riservata alle élite, poi raggiunta dalla borghesia e alla fine, con grossi sacrifici, appannaggio anche di alcuni tra le classi sociali meno abbienti, ha comunque comportato un grosso esborso economico da parte di chi ha anelato di volerla raggiungere. E anche un enorme dispendio di tempo (non la si acquisisce in un giorno, la cultura). Nel mondo attuale anche il tempo (vogliono convincerci) è denaro. Ma naturalmente non vogliamo soffermarci sui costi economici. Anche perché più che di denaro preferiamo parlare di valore. Della cultura. E del tempo. E di come lo si impiega.

Qui, se parliamo di valore, non c'è mastercard che tenga. E se parliamo di investimento siamo ancora più altrove: probabilmente è uno dei pochissimi beni che, una volta acquisiti, non ci possono essere sottratti. E che possono essere tramandati senza pagare tasse di successione.

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lunedì
gen182016

Ci vediamo il 22 a Trieste (se passate da quelle parti)

Sia io sia Federico Zamboni abbiamo accettato di partecipare alla bella iniziativa di Walter Altin e dei suoi amici di Trieste.

Ci vediamo il 22 allora (almeno per chi è in zona...)

sabato
gen162016

Privatizzazioni: un pizzico di storia, le grandi fasi, gli uomini chiave e i luoghi comuni

La storia delle privatizzazioni e dei privatizzatori che hanno svuotato questo Paese di ogni sua ricchezza, trasformandolo da settima potenza economica mondiale a un grande discount per ricchi speculatori senza scrupoli.

Sul sito Byoblu du Claudio Messora

venerdì
gen152016

Il nuovo "giornale", Appunti #3. Ecco gli step immediati

Siamo pronti al varo delle novità che avevamo anticipato solo qualche giorno addietro, qui.

Desideriamo dare qualche informazione pratica a tutti i nostri lettori, abbonati e sostenitori, sulle cose che accadranno nei prossimi giorni (sul serio: giorni, non settimane).

Il tutto, in estrema sintesi, si completa in tre passi (più un quarto a seguire). 

 

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venerdì
gen152016

Ribelle 75 - Dicembre 2015

lunedì
gen112016

I primi quarant'anni de La Repubblica: bilancio del "primo tempo"

I primi quarant'anni del quotidiano La Repubblica dunque, tondi tondi il prossimo 14 gennaio. A nostro avviso non c'è molto da festeggiare. Se non, naturalmente, la longevità di un giornale in questo scenario di enormi cambiamenti nel mondo dell'editoria così come avvenuto nell’ultimo quindicennio. La data è effettivamente storica, visto che il giornale fondato da Eugenio Scalfari e diretto ininterrottamente da Ezio Mauro si appresta proprio a spegnere quaranta candeline: ciò significa, però, che qualche linea si può tirare.

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giovedì
gen072016

Il nuovo "giornale", Appunti #2. Intanto le prime novità

Dritti al punto: ancora non ci siamo. Ma alcune novità di peso, da subito e per tutti i nostri abbonati e sostenitori, ci sono. Grazie a loro.

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lunedì
gen042016

Il PD ha divorato la parola sinistra. E lo scenario politico è congelato

Il Partito Democratico può essere ancora definito di sinistra? Il PD è oggi un partito carnivoro che ingoia tutto. Un partito che, per dirla alla Veltroni, ingloba i banchieri ma anche gli operai, gli intellettuali ma anche gli analfabeti, i cattolici impegnati ma anche gli atei e gli agnostici. Non a caso Renzi vorrebbe farne il Partito della Nazione, una sorta di contenitore pigliatutto, quale era la Democrazia Cristiana collassata in Mani Pulite. Un Moloch che, come tale, sarebbe in grado di offrire a iscritti ed elettori, non soltanto interessi ma anche scuse ed alibi per una adesione. Ma che significa oggi dirsi di sinistra? O di destra? Da decenni tali distinzioni lasciano il tempo che trovano ed hanno perso di significato non tanto nel linguaggio politico quanto nella percezione dei cittadini.

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mercoledì
dic302015

Che il 2015 passi alla storia. E che il 2016 veda crescere ancora la nostra comunità

No, non pubblichiamo "le dieci foto dell'anno" e neanche "i dieci video più cliccati del web", perché molto semplicemente qui non siamo a caccia di click. E lo stesso con tutte le classifiche che inondano i siti di cosiddetta informazione del nostro Paese. Ma un bilancio e un breve riepilogo è necessario farlo. Perché alcune cose, importanti, questo 2015 le ha dette.

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lunedì
dic282015

L'usura. E poi la finanza islamica

Le recenti disavventure bancarie hanno stimolato riflessioni sulla cattiva gestione della finanza o su questioni di dettaglio invero insignificanti come gli scandaletti veri o presunti della famiglia Boschi o come le falle nei meccanismi di controllo della Banca d’Italia. Nessuno nei media di regime osa riandare alla radice per rimettere in discussione i princìpi su cui si basa tutto il sistema del credito in Occidente, un sistema che è pura e semplice usura.

Le grandi religioni monoteiste, fin troppo vilipese nella modernità che di usura prospera, convergono nella condanna senza appello del prestito a interesse.

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lunedì
dic212015

Persino Visco lancia l’allarme sul Bail-In

Di tutte le cose dette da Ignazio Visco, il governatore della Banca d’Italia, nella pseudo intervista di Domenica sera da Fabio Fazio, ce ne è una, probabilmente quella meno colta dal pubblico televisivo, che in realtà vale la pena di sottolineare. Essa riguarda, di fatto, la nuova norma del Bail-In che entrerà in vigore dal primo gennaio del prossimo anno.

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giovedì
dic172015

Fed: denaro più caro negli Usa

È finita negli Stati Uniti la politica della Federal Reserve a tassi zero. Per ora. La Banca centrale non offrirà più denaro gratis alle banche sue azioniste. I tassi di interesse, fermi dal 16 dicembre 2008 in una fascia tra lo 0 e lo 0,25%, sono stati infatti portati in una fascia tra lo 0,25 e lo 0,50%. Janet Yellen ha fatto sapere che nel 2016 ci potrebbero essere altri aumenti “graduali”. Gli esperti prevedono almeno altri quattro interventi con un più 1% complessivo. 

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mercoledì
dic162015

No, non siamo tutti uguali

Il mio articolo del 13 dicembre scorso “Cari bancari, ma non vi fate schifo?” (qui) ha suscitato un certo interesse. Ed evidentemente parecchia irritazione (in più di qualcuno). E più di qualche commento. Si va dal lapidario “Che cavolate che scrivi, grosse cavolate…” a qualche commento più lungo e, in qualche caso, in filo più articolato.

È superfluo rispondere a tutti. Ad alcuni è inutile farlo. Ad altri proprio impossibile, tipo quello che ho appena citato: non si può farlo al di sotto di un livello minimo di eventuale contro-argomentazione proposta.

Ad altri commenti, invece, è opportuno replicare, anche perché hanno il pregio di sollevare una questione che si snoda sotto traccia nella nostra società, che ne è uno specchio, e che però ha bisogno di essere rigettata con sdegno.

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lunedì
dic142015

Cari bancari, ma non vi fate schifo?

Bancari, sì. Non banchieri. Non è un errore. Parliamo proprio di quelle persone che in una banca ci lavorano, non di quelle che una Banca la possiedono. Gli impiegati, proprio loro. E per essere precisi non di quelli alle operazioni di sportello, ma di quelli che sono lì per vendere i prodotti finanziari ai clienti. Quelli che vi accolgono in quelle simil salette riservate, che in qualche caso vi chiamano anche al telefono, perché magari si sono accorti che sul conto corrente avete più di qualche migliaio di euro. E che dunque sono prontissimi a consigliarvi di investirli in qualche modo. Ecco, è a questi che ci riferiamo. Perché questi non sono i proprietari della Banca, non sono ricchi possidenti. Hanno un contratto di lavoro di tutto rispetto, lo sappiamo, mensilità multiple e tutto il resto. Ma è gente come noi. I cui genitori sono magari esempi coincidenti delle stesse persone alle quali consigliano di acquistare i prodotti che propongono.

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venerdì
dic112015

Banchieri, governanti, e "parco buoi"

Il suicidio di Luigino D'Angelo, il pensionato di Civitavecchia che, a causa del decreto 183 che ha salvato quattro banche dal fallimento ma che, nel caso specifico, ha fatto volatilizzare tutti i suoi risparmi (ben 110 mila euro investiti nei cosiddetti “bond subordinati” della Banca Popolare dell'Etruria) e quelli di altre migliaia di obbligazionisti, ha innescato tutta una serie di reazioni dove la rabbia diffusa per l'episodio in sé si è mischiata all'indignazione per le iniziative di un governo che, di fatto, si trova sempre schierato a fianco dei vertici bancari e contro i cittadini. 

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venerdì
dic112015

Ribelle 74 - Novembre 2015

giovedì
dic102015

Marine Le Pen: la differenza è tutta di "caratura". Altro che populismo

A intervalli regolari e periodici, e a vario titolo, viene rispolverato il termine populismo, sempre connotandolo di valore negativo. In ordine di tempo gli ultimi casi si riferiscono alle parole di Donald Trump, candidato alle primarie repubblicane per le prossime elezioni negli Stati Uniti e alla ascesa, che appare inarrestabile, di Marine Le Pen in Francia con il nuovo corso del Front National.

Per quanto riguarda l’Italia il termine viene usato maggiormente per indicare spregiativamente tutti i richiami e i discorsi che i vari leader del centrodestra pronunciano da anni e, da ultimo, soprattutto per ogni messaggio politico proveniente dall’area del Movimento 5 Stelle. 

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mercoledì
dic092015

La Grande Guerra non è mai finita

Il papa parla di guerra mondiale in atto, “a pezzi” secondo la sua espressione linguisticamente non felicissima. Alcuni negano che ci sia una guerra mondiale, essendo normale che esistano conflitti locali in qualche area del mondo. Altri parlano di terza guerra mondiale in corso. Infine i più pedanti precisano che questa sarebbe la quarta, classificando come terza la cosiddetta “guerra fredda”.

Sono tutti discorsi futili.

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