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La WebRadioNotizie, talk, live, e musica dalla redazione del Ribelle
Fondatore Massimo Fini - Direttore Responsabile Valerio Lo Monaco
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  • LETTERE E RISPOSTE
    OPINIONI DEI LETTORI

    giovedì
    mar052015

    Quella vecchia novità chiamata Lega Nord

    Venticinquemila o sessantamila? Poco conta. Ci si chiede se oramai la forza delle idee – meglio, della pancia - abbia corrispondenza nei numeri che si registrano nelle piazze. Grillo ne aveva portati molti, ma molti di più di Salvini. Eppure vediamo oggi quanto peso politico hanno i 5 Stelle sia in Parlamento che fuori: annichiliti nelle stanze dei palazzi, incompresi fuori. 

    Si è aperto nuovamente uno spazio, insomma, tra gli arrabbiati e i delusi

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    mercoledì
    mar042015

    Noi Nel Mezzo del 04/03/2015 - Ecco il Podcast

    Ah, che attesa per il QE… (Ma il resto?)

    mercoledì
    mar042015

    I mostri evocati da noi stessi

    Si ha un bel tentare di comprendere, ricordando che tutti i conquistatori hanno razziato e distrutto. Si ha un bell’argomentare che i cristiani hanno sistematicamente demolito i templi pagani per erigere chiese al loro posto o per usare i materiali dei monumenti distrutti per edificare i propri.

    Non c’è giustificazione che tenga, non c’è attenuazione che possa far passare sotto silenzio l’orrenda scena dei bestioni barbuti che con le mazze mandano in frantumi le statue delle antiche civiltà nel museo di Mosul, riducendole in polvere che nessun restauratore potrà recuperare. Da certi punti di vista è barbarie più orrenda di quanto non siano la strage nella redazione di Charlie Hebdo e la decapitazione di prigionieri e ostaggi. Si dice che quelle distrutte potrebbero essere soltanto copie in gesso, ma l’intenzione era di devastare, nella convinzione che fossero le opere originali. 

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    martedì
    mar032015

    Economia, più che "fiducia" un atto di fede. E di speranza (o disperazione?)

    Cresce la fiducia e anche l’occupazione. Almeno così, a megafoni unificati, arriva il messaggio mediatico negli ultimi giorni. Non solo, secondo diversi titoli di quotidiani e televisioni, l’Italia è uscita ufficialmente dalla recessione. 

    I dati parlano chiaro. Almeno quelli comunicati. Sui metodi di raccolta e sulla loro interpretazione invece vige la più assoluta nebbia, almeno per quanto attiene la consapevolezza del cittadino medio che a tali organi di informazione si abbevera quotidianamente.

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    lunedì
    mar022015

    Omicidio Nemtsov: la pista “automatica” del Cremlino

    Due e due fa… Putin. Secondo i media del mainstream, si capisce. Siccome Boris Nemtsov era uno strenuo oppositore del presidente russo, e siccome venerdì notte è stato ammazzato a revolverate, l’addizione è bella che impostata e il risultato viene di conseguenza: dietro l’omicidio del dissidente c’è – ci deve essere – il suo nemico principale. Che del resto, sempre secondo la vulgata occidentale, è una sorta di tiranno pronto a tutto, ivi inclusi l’assassinio di singoli avversari (dalla giornalista Anna Politkovskaja all’ex agente segreto Aleksandr Litvinenko) e il ricorso alla violenza militare come in Cecenia, in Ossezia e in Ucraina.

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    lunedì
    mar022015

    È giusto il carcere per i negazionisti?

    venerdì
    feb272015

    Quel luogo comune sull'Articolo 1

    Il Jobs Act (ma che palle questa fissazione, tipica di un Paese colonia, di utilizzare termini anglofoni) è stata presentata da Renzi e dai suoi fidi scudieri come la panacea di tutti i mali. L'occupazione ripartirà, questa la tesi sostenuta, perché le imprese saranno più invogliate ad assumere se saranno messe in condizione di licenziare. Un principio a dir poco folle ma che ormai è stato fatto passare come se fosse la cosa più naturale del mondo. 

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    venerdì
    feb272015

    La falsa democrazia tra plebei e appelli incostituzionali

    Mattarella come Bergoglio.  Il papa che si paga da solo l’albergo e le consumazioni, che passeggia tranquillamente fra la gente e minaccia un pugno a chi gli diffamasse la mamma, trova un emulo nel neo-presidente che rinuncia al volo di Stato per salire su un aereo di linea, viaggia col treno fra gli altri passeggeri e non in una carrozza a lui destinata, prende l’autobus come un comune cittadino.

    I democratici esultano. Finalmente un Potere, ecclesiastico e civile, che perde la P maiuscola e si colloca a misura del comune cittadino rinunciando a privilegi anacronistici. 

    Ebbene, si spaccia per democrazia quello che è plebeismo.

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    giovedì
    feb262015

    Tranquilli, lavoratori: c’è la Cgil che vi «rappresenta»

    Susanna Camusso ha buttato lì la frase con la massima disinvoltura, come se fosse un’assoluta ovvietà. E in effetti lo è, ma solo in termini relativi. Solo a patto di prendere per buona la situazione degradata che si è venuta a creare negli ultimi decenni, col sostanziale appiattimento di tutti i dissidi sociali sulle linee guida del modello dominante.

    «Noi dice il segretario generale della Cgil – dobbiamo fare il nostro lavoro, che è il lavoro di un’organizzazione sindacale di rappresentanza dei lavoratori».

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    giovedì
    feb262015

    Un Paese senza figli o di genitori anziani

    mercoledì
    feb252015

    Noi Nel Mezzo del 25/02/2015 - Ecco il podcast

    In collegamento: Federico Zamboni

    In studio: Valerio Lo Monaco

    martedì
    feb242015

    Syriza: la solita “sinistra” a marcia indietro

    Sui termini ci si può sbizzarrire a piacimento. Sulla sostanza molto meno. I termini, che per lo più sono solo un involucro e, dunque, il “packaging” verbale dell’industria mediatica, vanno dal neutrale «compromesso» del Sole 24 Ore al ben più drastico «resa» di Repubblica. La sostanza, che in qualche modo avevamo anticipato nell’analisi di venerdì scorso, è pressoché indiscutibile: il proclamato conflitto tra Grecia e UE (o Troika) si è già trasformato nel classico negoziato di facciata, asimmetrico e a senso quasi unico.

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    martedì
    feb242015

    Jobs Act, come rendere (ancora più) instabile un Paese

    Fare cassa. Tutto sommato è questa forse l’unica reale conseguenza del Jobs Act, una legge che si districa in milioni di diverse interpretazioni e paradigmi. Una politica che non vede però al di là del proprio naso e che proprio per questo rischia di essere controproducente per l’intero sistema.

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    lunedì
    feb232015

    Stillicidio greco

    La benedizione di Matteo Renzi a Tsipras deve avere portato male. Ai Greci, naturalmente. E sempre partendo dal punto di vista più diffuso, che non è il nostro, secondo il quale la vittoria di Syriza avrebbe potuto portare sul serio a una svolta politica, economica e sociale per la Grecia. A quanto pare, invece, anche il nuovo premier ellenico sta modificando la sua strategia politica in un mero atto comunicativo: la ormai nota "annuncite" tanto in voga dalle nostre parti.

     

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    lunedì
    feb232015

    La forza dell'Isis non sta nei suoi guerriglieri ma nella sua ideologia

    lunedì
    feb232015

    Ribelle 65 - Gennaio 2015

    venerdì
    feb202015

    Grecia contro UE. O almeno così sembra

    In superficie – o in apparenza, e le due parole non sono esattamente dei sinonimi – i rapporti tra UE e Grecia rimangono quanto mai incerti. Al punto che viene spontaneo guardare alla giornata di oggi, in cui l’Eurogruppo dovrà decidere se accettare o no le richieste elleniche di attenuazione degli accordi pregressi, come a un passaggio decisivo.

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    venerdì
    feb202015

    L'ultima salvezza è il Papa comunista

    giovedì
    feb192015

    Italians do it better

    La delocalizzazione all'estero per molte aziende italiane si è rivelata controproducente. Sì, d'accordo, in Paesi come Turchia, Cina, Corea, Romania e India, il costo del lavoro è ancora molto più basso che in Italia e poi non ci sono sindacalisti intransigenti ed invasivi, tipo Maurizio Landini, che ancora svolgono il proprio mestiere e che pretendono di difendere alla lettera i diritti di chi lavora. Figuriamoci

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    giovedì
    feb192015

    Borderline: Walter Bonatti, un sogno a vasta quota

    Non sarà ovviamente possibile a tutti andare a Milano, al Palazzo della Regione a vedere i paesaggi immortalati in fotografia da Bonatti nel corso dei suoi viaggi; la mostra, intitolata “Fotografia dei grandi spazi”, rappresenta anche un’occasione per ripensare all’uomo che fu Walter Bonatti: un alpinista, un esploratore, un reporter e uno scrittore d’eccezione, sì, ma prima ancora un acerrimo sognatore.

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