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La WebRadioNotizie, talk, live, e musica dalla redazione del Ribelle
Fondatore Massimo Fini - Direttore Responsabile Valerio Lo Monaco
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  • LETTERE E RISPOSTE
    OPINIONI DEI LETTORI

    martedì
    mag052015

    Da Kumari a Fedez

    Kumari è una bambina nepalese di sette anni.

    La religione del luogo, un misto di induismo e buddhismo, la venera come l’incarnazione di una Dea.

    Durante il terremoto, che l’ha lasciata incolume, ha mantenuto un sereno distacco. A occhi chiusi, ha parlato agli astanti rassicurandoli. Evidentemente è già calata nella parte, povera bambina che non conoscerà i giochi dell’infanzia né avrà una vita normale, con le sue poche gioie e i suoi tanti dolori. 

    Una delle milioni di vittime che la superstizione ha disseminato lungo il cammino della storia.

    Da noi non ci sono incarnazioni di divinità, però abbiamo un nuovo maitre à penser, una fonte di sapere e saggezza, un tuttologo le cui sentenze trovano larga e diffusa eco sui media.

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    lunedì
    mag042015

    Egregi Black Bloc, il sistema vi ringrazia

    «Missione compiuta, a Milano!».

    La citazione è fittizia, ma c’è da scommettere che in moltissimi la attribuirebbero – la affibbierebbero – ai Black Bloc. Per forza: i media hanno martellato a senso unico la versione ufficiale, che peraltro si incardina su degli schemi che sono vecchi di decenni (vedi l’etichetta di Anni di piombo e la sostanziale equiparazione di estremismo e terrorismo), e gli sprovveduti si sono adeguati di slancio. Convintissimi, anzi, che non ci fosse bisogno di alcuna riflessione particolare, essendo tutto così chiaro: da una parte c’è l’immensa moltitudine dei buoni, ovvero i cittadini perbene e le pubbliche istituzioni che vegliano su di loro, e dall’altra i manipoli dei cattivi di turno, che mirano solo a scatenare la loro violenza vandalica. Di fronte all’aggressione distruttrice dei teppisti, che hanno persino incendiato delle auto in sosta, non c’è che da rinserrare le file degli onesti e alzare un muro compatto di concordia e legalità. In sintesi: di ordine pubblico.

    Ecco fatto. La contrapposizione è elementare e la capirebbe anche un bambino. Essendo palesemente impossibile solidarizzare con chi si diverte solo a spaccare tutto, senza prendersi la briga di fornire (e ancora prima di fornire a sé stesso) uno straccio di ragionamento degno di tal nome, sembra ovvio che l’unica alternativa possibile sia schierarsi dalla parte opposta.

    Appunto: sembra.

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    lunedì
    mag042015

    Il lavoro che non c'è

    In Italia il lavoro non c'è e non ci sarà ancora per molto tempo. Questa l'amara realtà che emerge dai dati ufficiali sull'occupazione nel nostro Paese. Dati che ci dicono che nel periodo 2007-2014 la disoccupazione è aumentata più del doppio rispetto alla media europea. Una disoccupazione che, e questo è l'aspetto più grave, ha colpito quella che era una caratteristica tipica degli italiani: l'arte di arrangiarsi. 

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    venerdì
    mag012015

    Italicum, siamo quasi fritti

    Non chiamateli tecnicismi, gli scontri di principio e di merito intorno all’Italicum e al suo cammino parlamentare. E non accodatevi alla vulgata per cui alla stragrande maggioranza degli italiani non gliene frega un accidente delle modalità con cui si vota. 

    Sono due enormi mistificazioni, che servono entrambe a spianare la strada alla riforma voluta da Renzi e modellata su misura, guarda caso, sulle potenzialità elettorali del Pd. Le potenzialità odierne, in particolare.

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    giovedì
    apr302015

    La nostra Costituzione? Fatta a brandelli, e da un bel pezzo

    Letta nipote, riapparso agli onori dei talk-show forse solo per fare la promozione del suo libro, ha affermato in modo perentorio che l’art.10 della Costituzione ci obbliga ad accogliere i profughi.

    Quanta diligente osservanza del dettato costituzionale quando serve a rafforzare la propria tesi… 

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    giovedì
    apr302015

    Massimo Fini a Roma il 4 maggio per presentare il suo libro

    Per chi fosse dalle parti di Roma, l'appuntamento è per Lunedì 4 maggio alle 18 e 30 in Piazza San Salvarore in Lauro 15 (centro storico). Intereverranno Massimo Fini, Antonio Padellaro, e ci saranno letture di Francesca Gatto.

    Il tutto moderato da Sebastiano Caputo de l'Intellettuale Dissidente che ha organizzato la presentazione.

    mercoledì
    apr292015

    Fascismo renziano? Ma per favore…

    Eppure viene proposto, il parallelo. Fuori e dentro il Parlamento. Come se la storia non abbia insegnato nulla. Come se la storicizzazione, malgrado i fascismi e gli antifascismi tuttora militanti (sic!) non abbia sul serio nulla di meglio su cui far riflettere.

    In merito a Renzi oggi dobbiamo parlare di autoritarismo, certo, ma il fascismo non c’entra proprio nulla. Ed era cosa certamente molto differente. L’unico riferimento che può essere fatto è dunque solo in tema di legge elettorale, con i precedenti del Ventennio prima e della “legge truffa” del 1953 poi, per quanto attiene a derive autoritarie sulla legge elettorale. Le similitudini si fermano qui. 

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    martedì
    apr282015

    Borderline: la fatalità di Limonov

    A proposito della Giornata mondiale del libro, quanti sono ancora quelli non letti e incessantemente rimandati? Per pura indolenza, perché l’autore non ispira fiducia, perché ne parlano tutti o, persino, per quella chiassosa copertina per nulla accattivante. Alcune volte, rispetto ai romanzi contemporanei, si preferisce di gran lunga lasciare il passo ai classici – all’eterno della letteratura, per dirla con Bene – cui spesso non basta una sola volta per dire che li si è letti: bisogna tornarci, ma dopo anni, riscoprendone un senso e, dunque, un epilogo tutto nuovo. Mai, come nel campo della lettura, il tempo è prezioso: sono troppi, gli autori che non conosciamo, e molti quelli cui dovremmo tornare a fare visita. 

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    lunedì
    apr272015

    Bello slogan, “dal bailout al bail-in”

    Poco meno che di sfuggita, come un avvertimento doveroso ma tutto sommato di routine. E con il solito, comodissimo alibi del richiamo alle norme UE: della serie “ormai si è deciso così, lassù, e noi possiamo/dobbiamo soltanto adeguarci”. La comunicazione del governatore della Banca d’Italia, del resto, è arrivata nel corso di un’audizione al Senato e nell’ambito di un discorso più ampio, dal titolo fatalmente ponderoso di “Indagine conoscitiva sul sistema bancario italiano nella prospettiva della vigilanza europea”.

    Tra una riflessione e l’altra, ecco spuntare anche l’insidiosissimo promemoria su ciò che cambierà a partire dal primo gennaio 2016 in tema di salvataggi bancari, con l’entrata in vigore del Meccanismo Unico di Risoluzione delle Crisi (Single Resolution Mechanism, SRM).

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    venerdì
    apr242015

    Venezuela: due anni dopo Chávez, a che punto è la revolucion?

    Due anni difficili, quelli di Nicolás Maduro alla guida del Venezuela. Era prevedibile che arrivare dopo Hugo Chávez, dopo la sua lunga marcia verso il socialismo del XXI secolo e i cambiamenti radicali impressi al Paese, avrebbe significato dover affrontare, oltre che la condizione contingente, anche il confronto impari col ricordo del leader della rivoluzione bolivariana. 

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    giovedì
    apr232015

    Grecia: siamo alla "resa dei conti" (letteralmente)

    I problemi della Grecia non si possono più nascondere dietro le prese di posizione del governo di Tsipras e dietro le aperture (più verbali che altro) della Commissione europea, della Banca centrale e soprattutto della Germania. Un Paese che è gravato da un debito pubblico del 180% sul Prodotto interno lordo non dispone infatti di alcun margine di manovra ed è costretto a contare sulla “benevolenza” dei propri creditori internazionali che, questa è la speranza, dovrebbero rinunciare a buona parte dei soldi che hanno imprestato ad Atene. Oltre alla stessa Bce e al Fondo monetario internazionale, si tratta di banche, già gravate da una inadeguata patrimonializzazione rispetto alle proprie attività, come la Bce ripete ad ogni occasione. Ne consegue che si tratta di una strada che avrebbe effetti domino dalle conseguenze imprevedibili. 

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    mercoledì
    apr222015

    Lacrime di coccodrillo, sui migranti che crepano

    È un caso da manuale di inganno collettivo, il modo in cui si discute della questione dei cosiddetti migranti. In massima parte, infatti, il dibattito viene incardinato su una contrapposizione di natura apparentemente morale: una sorta di conflitto, grottesco, tra i buoni e i cattivi. Dove i buoni sarebbero quelli che si commuovono e solidarizzano con gli sventurati in arrivo sulle nostre coste, mentre i cattivi sarebbero invece quelli che non si commuovono affatto e chiedono a gran voce di fermare il fenomeno con ogni mezzo, sia preventivo che repressivo.

    Semplificando, e ricorrendo al cast politico della legislatura in corso, è il dissidio tra i tipini sensibili alla Boldrini e i tipacci sbrigativi alla Salvini.

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    mercoledì
    apr222015

    Noi Nel Mezzo del 22/04/2015 - ecco il Podcast

    Immigrazione (o invasione?), e nomadi. Senza ipocrisie

    martedì
    apr212015

    Putin: quando le parole sono pesate una a una

    Le conferenze stampa di Putin generalmente non sono banali. Anche quella di giovedì 16 aprile ha riservato risposte di un certo interesse.

    Sulle sanzioni, ha sostenuto che la questione ucraina è stata solo il pretesto per imporle, in quanto sono state decise per una preesistente ostilità verso la Russia. 

    Una tesi inoppugnabile se si pensa che i capi dell’Occidente, escluso Letta che allora era il nostro presidente del Consiglio, non si recarono alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali in segno di protesta verso la politica del governo russo, episodio che si verificò prima che scoppiasse il bubbone ucraino.

    Tuttavia l’aspetto di maggiore interesse delle sue riflessioni sulle sanzioni è la calma con cui ha affrontato la questione. 

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    lunedì
    apr202015

    In Asia la Storia si è rimessa in marcia

    A guardare le vicende statunitensi ed europee dal punto di vista economico e sociale si è presi dallo sconforto. E non parliamo neanche di mettere un po' di attenzione nei fatti di casa nostra, visto che le cose in questo caso sono messe anche peggio. Non solo dal punto di vista dei dati economici, delle previsioni, dei trucchi e delle illusioni. Così come non solo per quanto attiene le ennesime, e sempre uguali, alternanze (giammai alternative), che si pongono e ripropongono sulla scena politica. Sotto questi aspetti il re è veramente nudo, per chi sappia cogliere i fatti oppure anche per chi, molto semplicemente, decide una buona volta di credere ai propri stessi occhi, alle proprie tasche sempre più vuote, invece di affidarsi alle rappresentazioni della realtà che ci vengono fornite quotidianamente. 

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    venerdì
    apr172015

    Orgoglio celerino: lo Stato ordina, noi eseguiamo

    Per 14 anni è stato zitto, quantomeno pubblicamente, poi alla fine non ha più resistito ed è uscito allo scoperto. Via Facebook, manco a dirlo: dove ci si può affacciare in qualsiasi momento del giorno o della notte (anche in senso metaforico, ovvero al sole della lucidità o nelle tenebre della frustrazione) e sciorinare le proprie emozioni e i propri pensieri. I propri ragionamenti, o presunti tali.

    Lui si chiama Fabio Tortosa, classe 1973, e di mestiere fa il poliziotto.

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    giovedì
    apr162015

    Draghi-Spot a favore del Quantitative Easing. Ma all’improvviso…

    Basta con la dittatura della Banca centrale europea! Così recitava lo slogan stampato sulla maglietta di una manifestante che ha cercato inutilmente di interrompere la conferenza stampa di Mario Draghi che, a Francoforte, ha fatto il punto sui risultati del cosiddetto Quantitative Easing. Il meccanismo che comporta la fornitura di moneta alle banche in cambio dell'acquisto di titoli pubblici a lungo termine dei Paesi membri dell'Eurozona che le stesse hanno in portafoglio.

    La manifestante, che si chiama Josephine Witt ed è una militante del gruppo Femen ma che ha precisato di ritenersi «un'attivista indipendente», ha gridato più volte lo stesso slogan nella sala, è riuscita ad arrampicarsi sul banco dei dirigenti e a riempire Draghi di coriandoli (una metafora delle banconote che la Bce regala agli amici?), prima di essere trascinata via dagli uomini della sicurezza.

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    mercoledì
    apr152015

    Genocidio Armeno: Sandro Gozi, la vergogna, l’ignoranza e il doppiopesismo opportunista

    Hitler aveva ragione quando, prima di invadere la Polonia, sosteneva, nella famosa frase che gli viene attribuita: «Chi si ricorda del massacro degli armeni?». Ragione, però, non tanto nel fatto, vero anche quello, che nessuno o ben pochi se ne ricorda(va)no, quanto nel chiamarlo “massacro”: perché nel 1939 la parola genocidio non esisteva, essa venne coniata nel 1944 da R. Lemkin, un giurista polacco di origine ebraica, proprio in riferimento al “massacro” degli armeni.

    Da quel giorno in poi, però, quello e solo quello è il termine giuridicamente e moralmente corretto per indicare quanto perpetrato dei turchi a partire dal 24 aprile di cento anni fa: genocidio e basta, né massacro, né sterminio, né strage, né altro: genocidio senza se e senza ma.

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    martedì
    apr142015

    Hillary for President: la conoscete o no?

    Poveri elettori Democrats, se dotati di un minimo di autentica idealità: alle Presidenziali del prossimo anno il candidato del loro partito sarà quasi sicuramente Hillary Clinton. Una su cui è semplicemente impossibile nutrire delle aspettative, quanto ad autonomia dall’establishment: e se è vero che tali aspettative sono di per sé infondate, come ha ribadito, in ultimo, anche la presidenza del “sognatore” Obama, in questo caso non c’è nemmeno spazio per le illusioni.

    Con i suoi ormai 67 anni, e con la sua lunghissima parabola ascendente nel mondo politico statunitense, Hillary Rodham Clinton è l’antitesi stessa di qualsiasi slancio disinteressato.

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    lunedì
    apr132015

    La famiglia Le Pen e il "delirio di immobilità"

    Dunque, la rottura fra Le Pen padre e Le Pen figlia è conclamata.

    Jean-Marie Le Pen ha difeso l’operato del maresciallo Pétain nel governo collaborazionista di Vichy e ha definito le camere a gas “un dettaglio nella seconda guerra mondiale”.

    Marine Le Pen ha preso le distanze da quelle dichiarazioni, accusando il padre di operare in modo da nuocerle politicamente, e ha escluso la candidatura del vecchio fondatore del Front National a presidente del dipartimento della Provenza.

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