Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

L'insostenibile leggerezza dell'avere - Valerio Pignatta (Emi)

Dalla teoria alla pratica: la decrescita nella vita quotidiana

In un passato recente molti preannunciarono che il sistema economico e il modello di sviluppo del mondo occidentale sarebbero presto entrati in collasso. Avevano ragione. Oggi sono molto chiari i limiti di questo sistema impostato sullo sfruttamento irresponsabile delle risorse naturali e sull'unico valore del guadagno a tutti i costi. Il pianeta si sta esaurendo e si sta avviando pericolosamente a diventare - se non lo è già - un'enorme discarica a cielo aperto abitata da fantasmi programmati per lavorare a basso costo e approfittare fino all'ultimo di ogni risorsa ancora disponibile.



Nonostante gli annunci di catastrofi imminenti siano ormai all'ordine del giorno, una reazione positiva - che pur esiste - stenta a decollare. Forse manca una vera coscienza di quello che sta accadendo e di quello che potrebbe e dovrebbe essere fatto.

In questo libro, l'Autore riporta prima di tutto una sintesi dei movimenti sociali e politici che hanno fatto crescere esperienze di vita di persone che si sono date come ideale quello della "decrescita", cioè di una crescita su altre basi. Compone un quadro suggestivo che stimola il lettore a riflettere su se stesso e a capire che anche lui può cambiare, recuperando, tra l'altro, cose spesso sacrificate sull'altare del progresso come l'incontro con la natura, con il tempo, con gli altri, con la vita e tutte le sue espressioni.

Emi, 2009

265 pp. 

Dalla redazione:

La prima sezione del libro è decisamente interessante, passando in rassegna, in modo sintetico ma denso, buona parte dell'universo relativo alle possibilità "altre", e a vari movimenti sociali e politici, che in un senso o in un altro si stanno muovendo in modo decisamente opposto a quello del sistema dominante.

Pignatta è molto accurato nella ricognizione - datata 2009 - citando con dovizia di particolari siti internet e altre pubblicazioni dove trovare informazioni utili.

Ciò non gli impedisce - purtroppo - di fraintendere quasi completamente il pensiero di Massimo Fini e del suo Movimento Zero, collocando entrambi su un piano politico assiale al quale invece lo stesso Fini e tutto il suo movimento, per non parlare della rivista che state leggendo, si sforzano costantemente, e da anni, di evitare. Malgrado questo doveroso appunto, che speriamo presto di chiarire con l'autore se vorrà concederci una intervista che stiamo programmando, il libro merita senz'altro di far parte di una biblioteca ribelle personale. 

La seconda parte, infatti, illustra alcuni casi veramente estremi di discesa dal treno di questo modello di sviluppo, con persone e comunità che hanno fatto una scelta veramente drastica - e per molti, c'è da giurare, irripetibile se non incomprensibile - che comunque comporta diversi spunti da tenere in considerazione. Al di là di parti che definire "auliche" è poco, la lettura è in ogni caso utile, soprattutto per chi veramente, pur sentendo il proprio disagio esistenziale, non riesce neanche a immaginare che si possa vivere veramente in modo del tutto diverso da quello attuale. Pur facendo le dovute, indispensabili e affatto facili rinunce che, se per molti rappresentano attualmente qualcosa di incommensurabile, hanno regalato a chi le ha fatte dei miglioramenti di vita proprio negli ambiti con i quali il nostro modello di sviluppo non smette di dissanguare la vita di ognuno di noi.

vlm

 

 

 

 

 

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