Ma torniamo alla Borsa di Milano
E vediamo come sono andati alcuni dei principali titoli dei diversi comparti. Il primo dato è quello del 2 settembre, il secondo quello dell’11 novembre. Cominciamo dal versante bancario e assicurativo. Alleanza: da 6,56 a 5,11; Generali: da 22,70 a 19,16; Intesa San Paolo: da 3,72 a 2,51; Mediobanca: da 9,65 a 9,15; Mediolanum: da 3,02 a 3,06; Montepaschi: da 1,79 a 1,45; Unicredit da 3,69 a 1,86; Unipol: da 1,68 a 1,28.
Passiamo al settore energetico. Enel: da 6,28 a 5,30; Eni: da 21,92 a 17,31; Snam Gas: da 4,24 a 4,14; Terna: da 2,73 a 2,46. Concludiamo con quello industriale. Fiat: da 11,10 a 5,88; Finmeccanica: da 18,43 a 8,96; Geox: da 8,169 a 5,04; Impregilo: da 3,70 a 2,03; Italcementi: da 9,65 a 8,95; Luxottica: da 17,74 a 15,18; Parmalat: da 1,87 a 1,28; Pirelli & C.: da 0,46 a 0,30.
Quanto alle valute, l’euro ha perso il 13% sul dollaro. Il 2 settembre era a 1,46, l’11 novembre a 1,27. Se non fosse che nel frattempo il petrolio è “precipitato” dai circa 150 dollari al barile di luglio ai circa 60 delle ultime settimane, con un crollo così consistente da indurre l’Opec a ridurre la produzione di 1,5 milioni di barili al giorno a partire dal primo novembre, i costi per l’energia sarebbero alle stelle. Con le ovvie conseguenze sui prezzi al dettaglio: ovverosia sui budget, sempre più risicati, delle famiglie italiane. Che infatti, come è stato sottolineato da Assofin, l’Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare, stanno ricorrendo sempre di più ai prestiti, e non per sostenere spese particolarmente impegnative, o voluttuarie, ma per affrontare le necessità quotidiane.
Nei primi otto mesi del 2008, ad esempio, il numero di “cessioni del quinto” è aumentato del 36,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2007. Significativamente, però, i consumi ristagnano, o addirittura si contraggono. E se fino a qualche tempo la recessione era solo un timore, oggi è praticamente una certezza. Gli esperti parlano di almeno un anno di “crescita negativa”, ma è una stima così prudenziale da diventare reticente.
Federico Zamboni







