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giovedì
lug022009

E l’alta finanza rovescerà il tavolo 

Fonte: Il Sole 24 ore del 19 giugno 2009:

1) “L’occidente vive troppo sopra le righe” di Luca Garavoglia, presidente del comitato tecnico per il fisco di Confindustria, pag. 2

Il fatto che addirittura un membro di Confindustria dica cose come queste – ben sintetizzate nel titolo ““L’occidente vive troppo sopra le righe” – ci deve far riflettere, e anche a lungo. Il suo punto di vista non fa una piega ed è perfettamente in linea con quanto da noi sempre sostenuto: l'Occidente vive al di sopra delle sue possibilità, e già che lo dica uno di Confindustria fa sospettare e non poco.

Ma la cosa più interessante arriva verso la fine del discorso quando afferma che "l'Occidente dovrebbe ridurre i propri consumi. Ma noi occidentali non siamo disposti, non ve ne sono le condizioni politiche, né quelle sociali", per poi aggiungere che "stiamo disperatamente sperando che la vituperata finanza torni presto in sella e il vortice riprenda forza. Anzi continuiamo ad incrementare la valanga di debito...", al punto che "Andiamo avanti imperterriti, in attesa che qualcuno in Cina e in Medio Oriente ci dica che non intende più passare al ristorante a pagare il conto dopo che noi siamo usciti sazi e ci presenti il suo - salatissimo - conto politico".

Sono parole durissime, durissime ma realistiche, che ci portano dritti al cuore del problema: l'occidente rischia di finire in un ruolo grandemente subalterno rispetto alle economie emergenti, e in particolare a quelle orientali, invertendo i rapporti di forza su scala planetaria. Ma ancora più interessante è il fatto che l'autore parli esplicitamente di mancanza di condizioni politiche per una riduzione dei consumi in occidente. Significa che nelle nostre società non ci sono alternative a una visione di tipo consumistico e che, quindi, coloro che tirano i fili del potere economico e politico devono trovare a tutti i costi il modo di farci continuare a consumare. Si tratta di una questione di vita o di morte del sistema stesso: su questo punto non hanno alternative, è una macchina che non possono fermare.

Garavoglia, inoltre, parla della speranza che la finanza torni in sella. Non vuol solo dire che sarà la finanza a farci continuare nella visione "spendacciona"; c’è anche un sottile, e determinante, doppio senso: solo la finanza puòevitare il capovolgimento della leadership mondiale. Ma per riuscirci, attenzione, deve muoversi in fretta. Deve muoversi ora. Poi non ci sarà più tempo. Poi sarà troppo tardi.

La strategia che si profila, beninteso, mira a salvaguardare i loro interessi. Non è una partnership tra noi e loro. È un rilancio in extremis. Alternative non ce ne sono. C'è un bivio storico che deve essere affrontato e l'unico modo è quello di evitare che in particolare la Cina – ma il discorso si può estendere un po’ a tutti quei Paesi che stanno cominciando a prendere le distanze dal dollaro – arrivi a crearsi un mercato interno evoluto. Nel momento in cui questo dovesse avvenire, verrà meno l’attuale bisogno dell'occidente come partner da sostenere a qualunque costo. E noi saremo annientati, forse per sempre, dalla scena della storia che conta.

L'unica possibilità di contrattacco, in termini finanziari, è quella di trasformare in carta straccia gli investimenti in dollari, e in titoli del Tesoro statunitense, fatti innanzitutto dalla Cina, ma anche dagli altri grandi creditori degli Usa. Dobbiamo però ribadirlo: si tratta di un obiettivo da raggiungere al più presto. I modi sono due. O diminuire il valore del dollaro, oppure diminuire il valore dei titoli. Non ci sono altre vie. Ma diminuire il valore del dollaro potrebbe creare tutta una serie di problemi all'interno dei rapporti tra partner occidentali.L'altra via, più tecnica e meno"scoperta", sembra l'unica praticabile. Di che si tratta? Ovvio: basterebbe far partire un'inflazione a due cifre. L’abbassamento repentino di tutti i valori originari (nominali) si estenderebbe al valore dei bond già emessi. E sarebbe, tecnicamente, come aver consolidato il debito. Sia per noi occidentali sia per i popoli orientali si determinerebbe un fortissimo abbassamento del tenore di vita, ma mentre loro ripiomberebbero nel medioevo le nostre economie ne uscirebbero depurate dai debiti.

Sono conseguenze tecniche inevitabili, in caso di alta inflazione. E l’occidente, con questo ennesimo escamotage, potrebbe conservare ancora a lungo la propria leadership mondiale.

The Advisor

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Reader Comments (1)

La via tecnica, meno scoperta, può funzionare solo "a far di conto senza l'oste", e questo non accade quasi mai. Nei panni di Zhou Xiaochuan, governatore della Banca Popolare Cinese, in questo momento sarei occupato a fare spezzatino di titoli del Tesoro statunitense, per comporre altri nuovi derivati, futures, swap, forwards, opzioni, da re-immettere sul mercato finanziario mondiale. Secondo il Tesoro americano nel secondo trimestre del 2009 le banche commerciali negli Stati Uniti, hanno già incassato 5,2 miliardi di dollari dal trading di derivati, pari ad un aumento del 225% rispetto all'anno passato. Oltre 1100 istituti comprano e vendono questi prodotti, il 14% in più rispetto al 2008 (Francesco Semprini su La Stampa/Economia 30 set. 2009).
Recita Sun Tzu: "Se usi il nemico per sconfiggere il nemico sarai forte in ogni situazione".

giovedì, ottobre 1, 2009 | Registered Commenterclaudio botticelli
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