Prima Pagina - Riunione di redazione - Biblioteca Ribelle - Opinioni dai Lettori - Audio - Video - Quotidiano on-line (abb) - Mensile On-Line (abb) - Archivio Massimo Fini (abb)

Focus "in pratica": tu cosa fai di Ribelle?

Ci arrivano spesso in redazione delle richieste di esempi pratici in merito a come intervenire per (cercare di) cambiare il sistema nel quale viviamo (lettere come questa). L'argomento è interessante. Siccome siamo convinti che non esiste (per ora) un libretto delle istruzioni ma che, invece, sia soprattutto a livello personale che si possa incidere in primo luogo sulla propria vita e in una certa misura, di fatto, anche sulla società che abbiamo intorno, abbiamo pensato di rivolgere questa domanda a tutti:

Cosa fai, dal punto di vista pratico, personalmente o a livello collettivo e nella tua vita quotidiana, come atto da vero Ribelle?

1) Non ho la TV.
2) Non partecipo ai social network
3) Non faccio straordinari
4) Evito acquisti tecnologici
5) sono abbonato "Alla voce del ribelle"ed ho regalato un abbonamento ma al primo articolo che puzza di paraculaggine o che contiene pubblicità lo disdico
6) cerco di produrre meno rifiuti possibili
7) non ho accettato avanzamenti di carriera in azienda (due proposte in un anno) perchè (udite, udite) odio le cravatte e le camicie e dovrei "socializzare" con persone che mi fanno schifo.
8) non me ne frega nulla della moda
9) adoro gli articoli e i libri di Fini, ma anche di Barnard, Galimberti,Chomsky, Minà
10) non guarda più il calcio da tre anni (ex tifoso)
11) Alle elezioni politiche, appartengo agli indecisi: non andare o scheda nulla?
12) evito il più possibile i centri commerciali
13) parlo di politica (quella vera) con tutti quelli che conosco
14) mi sono sbattezzato
15) dubito di tutti, per primo di me stesso

gennaio 5, 2010 | Registered CommenterRosario Grassi

Non farò esempi di comportamenti "ribelli".Personalmente ci sono.E sono molti.Non li farò perchè,per amore di onestà,dovrei stilare anche una lista di quelli "non ribelli".E sono molti anch'essi.Altrimenti non starei qui.La cifra approssimativamente esatta di un "ribelle"è data dalle conseguenze del suo agire nel mondo.Per noi,qui e ora,in questo mondo.E questa cifra è il risultato della somma composta dalla pervicacia con la quale attua istintivamente i primi e l'insuccesso che corona inevitabilmente il suo sforzo quando è costretto,per sopravvivere,ai secondi.In fondo il vero risultato è che "il ribelle è un uomo solo"...e "la sua è una solitudine sociale.Dentro la propria comunità vive da straniero".Non è un capriccio romantico nè solo metafisica esistenziale:è soprattutto realtà."E il ribelle resta solo.Totalmente e definitivamente solo.Ma non può farci nulla,è la sua storia...è nato così".Sarà comunque questo.Però ci si sente meno soli a non scoprirsi gli unici...

novembre 5, 2009 | Registered CommenterGiovanni Cavalieri

Dimenticavo: mettersi sempre in discussione, e ribellarsi prima di tutto contro tutto ciò che di schifoso siamo in grado di pensare e fare. Senza questo presupposto, non si va da nessuna parte.

novembre 4, 2009 | Registered CommenterFederico Rossignoli

Riguardo a consumo, ecologia e tentativi di discussione con le persone sottoscrivo con tutti voi: così, infatti, agisco anche io.

Ognuno, se può, deve mettere al servizio della "causa" il proprio mestiere per tentare di far qualcosa. Dal canto mio, occupandomi di arte, cerco di "educare" (o mi illudo di farlo...) il pubblico alla complessità dell'essere umano, e dunque di tutto ciò riguarda quest'ultimo, spingendolo a porsi delle domande e farsi attivo, prima di tutto con se stesso. Infatti la complessità, la varietà che ne deriva e gli atteggiamenti attivi (dunque profondamente umani), sono in genere scoraggiati dal "sistema", perché solo la passività e la mancanza di coscienza può portare al consumismo, tentativo disperato di colmare un vuoto che non si riesce davvero a percepire: il vuoto lasciato dall' "essere" umano.

Inoltre, mi sono ultimamente avvicinato al movimento anarchico, il quale, pur avendo un sacco di falle e inadeguatezze, almeno cerca di fare qualche cosa di concreto sul territorio in modo coerente e tutto sommato credibile.

Mi rendo ben conto, tuttavia, di quanto sia poca cosa. Sono d'accordo con Giacomo, quando dice di non sapere dove sbattere la testa. Ma non possiamo fare altrimenti che protestare e, se non altro, farci testimoni del nostro pensiero (per quanto queste parole possano suonare quasi "da setta"!), poiché ignorarlo ci farebbe stare peggio che continuare a portarlo avanti.
E questo ulteriore malessere non ce lo meritiamo.

novembre 3, 2009 | Registered CommenterFederico Rossignoli

Giordano, Luigi Giacomo, volevo rassicurarvi che non siete soli, anche io e molti altri stiamo facendo le stesse cose.

novembre 2, 2009 | Registered CommenterVittorio di Giacinto

E' difficile cogliere le discriminanti che qualificano le azioni "ribelli" da quelle che non lo sono. Personalmente scelgo con estrema attenzione le letture, cerco di consumare il meno possibile e mi cimento costantemente, con tutte le mie forze, nel tentativo di porre al centro dell'attenzione, interloquendo con chiunque, la drammatica situazione che stiamo vivendo. Detto questo, non so francamente dove sbattere la testa, perchè mi rendo conto dell'inutilità di tutto ciò nel vedere sbeffeggiati miseramente tutti i miei tentativi, anche da quelle persone che la pensano come me ma, per eccessivo cinismo, proseguono beatamente per la loro strada, convinti che al punto in cui siamo non ci sia più niente da fare per invertire la rotta. Saluti.

ottobre 21, 2009 | Registered CommenterGiacomo Gabellini

1. Leggo La Voce del Ribelle e accedo ad altre fonti di informazione alternativa che unisco alle fonti "ufficiali" per avere un quadro della situazione che sia il più ampio possibile.
2. Dubito sempre di ciò che mi viene detto, fino a provarne l'attendibilità.
3. Dubito sempre di me stesso, per cercare di contrastare gli automatismi che rendono la vita più semplice ma che spesso sono fonte di errori irreparabili.
4. Leggo, studio, mi informo e cerco di esercitare continuamente il mio spirito critico.
5. Evito di avere cieca fiducia nell'autorità e sempre adotto il mio punto di vista per vedere se ciò che mi viene imposto/impartito corrisponde a ciò che penso ("il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me")
6. Rileggo almeno una volta al mese "Trattato del Ribelle", di Ernst Junger.
7. Rileggo almeno una volta al mese "L'esistenzialismo è un umanismo", di J.P.Sartre (Quando diciamo che l'uomo si sceglie, intendiamo che ciascuno di noi si sceglie, ma, con questo, vogliamo anche dire che ciascuno di noi, scegliendosi, sceglie per tutti gli uomini. Infatti, non c'è un solo dei nostri atti che, creando l'uomo che vogliamo essere, non crei nello stesso tempo una immagine dell'uomo quale noi giudichiamo debba essere").
8. Cerco di consumare il meno possibile, cercando di fare i miei acquisti presso negozi di produzione locale o con prodotti usati.
9. Non ho ne mai avrò un debito con una banca (in effetti ho un pessimo rapporto con le banche, potessi farlo eviterei anche di avere un conto).
10. Convivo ma Non ho ne mai avrò un appartamento. Perchè? Perchè non voglio entrare ogni giorno in una casa che non è la mia e dormire con il terrore che un giorno vengano a togliermela; perchè una casa non può essere così inaccessibile in termini economici; perchè una casa dovrebbe essere un diritto e non un lusso; perchè una casa mi farebbe diventare pazzo con i suoi muri sottili e le strille isteriche dei vicini e il traffico sotto la finestra; perchè comprare una casa significherebbe dar ragione ed una mano proprio a coloro i quali dovrebbero scomparire dal pianeta. (La mia compagna non è molto d'accordo con questo. Preferisce la comodità e fa i calcoli di convenienza economica (siamo in affitto). Io, che della convenienza economica un po' me ne frego perchè prima o poi morirò, le ho detto che se vuole la casa la acquista lei. Ci sta pensando.)
11. Ho un molto ridimensionato senso del possesso e della proprietà. Evito di comprare per avere e cerco di comprare per usare.
12. Parlo e discuto con tutti anche a costo di essere petulante e noioso.
13. Evito di frequentare i grandi magazzini, supermercati e roba del genere.
14. Evito le multinazionali.
15. Mi informo (per quanto possibile) su chi mi sta vendendo il prodotto e lo boicotto nel caso in cui l'azienda adotti politiche impresariali e salariali disumane.
16. Non lascio mai passare nulla. Non mi dico mai che è inutile fare qualcosa perchè tanto non cambia nulla. Mai. Tutto quello che posso fare, anche se piccolo, anche se non cambierà la realtà lo faccio uguale.
17. Parlo chiaro e non mi tengo nulla nei miei rapporti sociali così come quelli di lavoro. Ho perso due lavori per questo e ne ho cambiati molti di più perchè non mi sono mai abbassato o costretto a condizioni su cui io ero in disaccordo.
18. Tengo sempre ben presente il fatto che: questa non è l'unica realtà possibile.

ottobre 20, 2009 | Registered CommenterLuigi Bosco

- Invito chiunque a riflettere sulle proprie idee, invitando al contempo me stesso a farlo. Non importa dove, non importa come. Lo faccio, punto e basta. Certo c'è bisogno di materia prima -cervello e capacità logica- sempre più scarse di questi tempi, ma non perdo la speranza.
- Cerco di produrre sempre meno rifiuti.
- Cerco di bere solo acqua del rubinetto.
- Cerco di acquistare solo merce di produzione del mio territorio, ivi compresi latte crudo, frutta di stagione, ortaggi.
- Mangio sempre meno carne bianca e rossa e ,se la devo proprio mangiare, cerco di acquistarla nelle macellerie di paese, che per antonomasia sono le più indicate all'accorciamento della filiera produzione-distribuzione.
- Diffido molto spesso dei vademecum e dei consigli da giornale, quand'anche si chiami IlRibelle, che mi invitano a "non fare debiti" o chiudere quelli già in essere.
Perchè?!
Perchè convivo; perchè ho acquistato un trilocale -a basso consumo energetico- ben quattro (4) anni fa grazie (?!) ad un mutuo trentennale -a tasso variabile of course- per la modica cifra di 190mila euro; perchè sto tutt'ora pagando i soli interessi; perchè non ho la benchè minima possibilità di estinguerlo al momento, dato che implicherebbe l'essere in possesso di più di 200mila euro e perchè da impiegato nel settore dei servizi non dispongo -nè mai disporrò- di tale somma e via discorrendo.

ottobre 20, 2009 | Registered CommenterGiordano Colleoni
Per Intervenire devi essere registrato al sito
Per poter commentare devi essere registrato al sito. Vai al form registrazione nella homepage del sito. È gratuito. Nota bene: registrarsi al sito offre la possibilità di commentare, ma per poter leggere La Voce del Ribelle in edizione On-Line e accedere all'archivio degli editoriali di Massimo Fini e al Filo Diretto con lui, devi essere abbonato, operazione che puoi fare attraverso la pagina relativa.