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Israele-Palestina

Facciamo finta che non esista il diritto di veto all'Onu.

Ebbene, a questo punto, l'Onu cosa dovrebbe fare?

sciogliersi

venerdì, gennaio 16, 2009 | Registered CommenterJoy Facchetti

Israele-Palestina tra informazione e disinformazione

Prima di proporre soluzioni, bisogna conoscere il problema. Cosa succede realmente in Palestina? Cerco informazioni su internet (della nostra stampa che riporta solo opinioni non mi fido) e vedo con piacere che c'è un' obiezione di coscienza tra i giovani israeliani, ma quanto è importante? Il video mostra pochi manifestanti. Un altro video mostra l'abbondanza di beni e la serenità in un mercato nella striscia di Gaza, ma è stato ripreso lì? Quando? Quanto è estesa questa situazione? Solo su una cosa non c'è da avere dubbi, i corpi straziati delle vittime delle bombe.

Il primo problema per dare una risposta al quesito è la disinformazione. Gli israeliani sono certamente maestri nella materia e hanno potenti mezzi, perciò io “tifo” per i palestinesi perché ho un congenito debole per i perdenti. “Tifare” aiuta, Nello stadio le urla della folla incoraggiano i giocatori a mettercela tutta, ma di più non possono fare: la partita si gioca con le gambe dei giocatori e non con la voce.

Le soluzioni che si propongono possono solo essere solo buoni auspici e io ne ho uno da dare: convertire le spese militari in sussidi e know-how per creare piccole imprese che migliorino le condizioni di vita, aiutare e moltiplicare le scuole rispettando la cultura locale, dare piccoli computer ai giovani in modo che possano studiare con maggior profitto e sfogare la violenza in combattimenti virtuali.

E' semplice buon senso che si scontra con la ottusità delle menti e inconfessati interessi. Potrebbe l'ONU introdurre un po' di buon senso?
Speriamo.

sabato, gennaio 17, 2009 | Registered CommenterGiorgio Misuri

anche io tifo per i palestinesi e ha fatto bene santoro a fare una trasmissione di parte !! sono stufa di un informazione al servizio dei vincenti o presunti tali !! gli israeliani stanno vincendo la battaglia non la guerra ! stanno fomentando tanto odio che si sono assicurati kamikaze e terroristi per i prossimi cento anni ! e terrorismo è anche quello degli israeliani ..stanno ammazzando troppi civili !!

sabato, gennaio 17, 2009 | Registered CommenterDaniela Agostini

Ciò che l'ONU dovrebbe fare, nel rispetto di quello che dovrebbe essere formalmente il suo ruolo (ma senza dimenticare una sana dose di realpolitik), è premere perchè la diplomazia internazionale smetta di trattare Hamas (almeno il suo braccio politico) alla stregua di criminali a prescindere, in modo da spaccare il suo fronte interno, responsabilizzando l'ala politica e legittimandola al gioco democratico (in fin dei conti hanno vinto le elezioni!), ed obbligandola così a fare "un po' di pulizia in casa".

Se tratti il tuo interlocutore come un bambino poi non ti puoi meravigliare delle sue reazioni istintive.

Un'altra cosa utile sarebbe forse quella di agire diplomaticamente per portare un po' più di realismo e pazienza nelle reazioni ai comportamenti degli avversari. Se Hamas un giorno si impegna a non lanciare razzi, non è che ha una struttura che le permette di controllare ogni singolo straccione (giustamente) incazzato ed intento a lanciare un paio di Qassam. Dunque non si può ogni volta strillare "Ecco! Oggi sono arrivati tre petardi! Avete rotto la tregua! Ora vi stendiamo!".

Perchè da un cittadino stanco ci si può anche aspettare un atteggiamento del genere. Dalla diplomazia, no.

Sbaglio?

martedì, gennaio 20, 2009 | Registered CommenterGabriele Buogo Andreella

Le radici del conflitto di cui stiamo parlando sono antichissime (si parla del Trattato di Balfour del 1917) e probabilmente nemmeno completamente individuate e individuabili. Perche' anche le motivazioni cambiano col tempo. Ritengo dunque che non bisognerebbe qui ne' in nessun altro luogo ergersi a difensori di una parte piuttosto che un'altra perche' non ne abbiamo gli strumenti e come terzi non ne possediamo le ragioni che potrebbero spingerci a favore o contro dell'una o dell'altra parte. Quindi la nostra diventerebbe una opinione. Ed io sinceramente non credo sia opportuno attaccare o giustificare la morte di nessuno con un opinione. se proprio si vuole incolpare qualcuno, si incolpi la Gran Bretagna che prima promette agli ebrei una terra senza preoccuparsi delle conseguenze e poi li abbandona nella stessa terra (1949, fine del Mandato Britannico sui territori palestinesi) perche' totalmente incapace di gestire la situazione (un ponzio pilato dell'era moderna).

Detto questo, veniamo alla domanda del Focus che mi sembra importantissima, anche alla luce di quanto detto a proposito di questa "meravigliosa istituzione internazionale" ieri nella trasmissione radio. Possono succedere tre cose:

idealmente:

l'ONU dovrebbe garantire ad entrambe le parti, come istituzione terza di pace, il diritto ad esistere senza che questo presupponga l'estinzione dell'altro. Definire, tenendo in considerazione le conseguenze sociali (divisione di popoli, sdradicamento dalla terra di gente), economiche(c'e' parecchia terra deserta li') e geopolitiche(risorse), i confini di entrambi gli stati in modo tale che nessuno dei due benefici di cose di cuii l'altro lato sia sprovvisto. Se per cause geografico-strutturali questo e' impossibile, bilanciare le perdite con dei guadagni provenienti da altre soluzioni(accordi con paesi vicini, aiuti e sostegni internazionali, se la palestina ha qualcosa in piu' che gli proviene dai sui confini assegnati DEVE dare una percentuale di quei guadagni ad Israele e viceversa). Ovviamente questo ascoltando le parti soggetto della millenaria contesa e senza imposizione, eccetto in casi estremi (leggi terroristiche richieste da AMBO le parti). In tutto questo, l'ONU puo' e dovrebbe guadagnarsi la fiducia dei civili di AMBO le parti, informandoli e proteggendoli e creandosi cosi' un appoggio che altrimenti andrebbe a sostenere chi la guerra la cerca e la vuole. Il peso politico dell'opinione pubblica e' indescrivibile (se clinton e' stato diffamato per un pompino, figuriamoci chi ammazza la gente)e bisogna ricordarsi che sono i figli di questa gente che poi diventa un democrata o un assassino. Controllare l'ingresso e l'uso di armi nel territorio per impedire che un bimbo muoia o peggio che gli muoia tutta la famiglia e nella solitudine si convinca che gli sia rimasto solo Hallah e si faccia esplodere per la causa. In tutto questo, offrire ad ENTRAMBE le parti la possibilita' di far parte dell'ONU dando loro l'opportunita' di avere voce in capitolo riguardo faccende che li riguardano direttamente e su cose internazionali. Sempre idealmente, l'ONU sarebbe una organizzazione differente da cio' che e' in realta' e quindi auspicabilmente estendibile a tutti cosi' che tutti possano avere voce in capitolo.

REALMENTE:

purtroppo tutto questo non accadra' (a prescindere dal veto o no) perche' l'ONU e' un'altra apparenza dietro cui si nasconde l'apparato. E non e' per fare della dietrologia fantascientifica. Se cose' non fosse, non ci sarebbe stato bisogno del veto. Invece il veto c'e' proprio perche' l'apparenza democratica dell'istituzione ONU copra le decisioni reali degli appartenenti provenienti dai loro apparati, diversi per origini, mete e mezzi. Quello che l'ONU dovrebbe fare secondo me va contro i principi per cui e' nato (coprire con l'aggregazione di sottoscrittori al club la potenza decisionale di chi davvero cambia la storia) ed e' per questo che non lo fa: cercare di offrire ad entrambe le parti la medesima possibilita' di esistere e svilupparsi. Se non ci fosse il veto l'ONU dovrebbe concentrarsi sul far rispettare il diritto internazionale che assegna ad ognuina delle parti la loro, senza interferenze di altra natura che possano spingere alla lotta (Gaza MArine, per esempio). Il problema e' che vista la quantita' e qualita' di risorse che in questi posti ci sono la decisione dell'ONU con o senza veto sara' sempre e comunque infettata dagli interessi di ogni singolo votante relativamente a questi posti.

Scusate se mi sono spiegato in maniera davvero contorta ma in ufficio e' un po' complicato :P

martedì, gennaio 20, 2009 | Registered CommenterLuigi Bosco

lei: sciogliersi.
noi: eliminarla

mercoledì, gennaio 21, 2009 | Registered CommenterAndrea Mugnolo

Concordo con Joy, è una istituzione senza alcun senso, senza alcuna legittimazione. Non rappresenta nessuno.

mercoledì, gennaio 21, 2009 | Registered CommenterLorenzo Bardazzi

Non che non sia d'accordo sul fatto che l'ONU sia una istituzione sensa senso che va eliminata o perlomeno migluiorata e cambiata... pero' da qui a dire che non rappresenta nessuno ce ne vuole. Che voi, io, noi non ci sentiamo rappresentati da essa cio' non significa che non rappresenti nessuno. E questo e' importante non sottovalutarlo MAI nel momento in cui si parla di questa istituzione che invece vorrebbe rappresentare tutti i Paesi compresi nell'accordo nella loro totalita'. Quindi piu' che dire che non rappresenta nessuno e senza leggittimazione, io starei attento perche' fino a prova contraria e' leggittimata da tutti noi che nulla abbaimo fatto e facciamo per uscirne e rappresenta noi che nulla abbiamo fatto o facciamo per far si che cio' che essa si propone di rappresentare poi risulta all'atto pratico.

Un'altra cosa a cui starei attento e' il trovare qualcos'altro da dire successivamente a: la aboliamo e bona le'. Perche', ammesso il caso in cui la si abolisce, cadrebbero quelle poche convenzioni internazionali che evitano gli scontri (che si limitano al piano diplomatico-politico) tra i paesi che al momento si dicono in accordo sugli stessi fini da perseguire. Questo significherebbe da un lato il rischio di scontri tra i paesi che al momento vivono nel rispetto l'uno dwell'altro sancito dagli accordi scritti nell'istituzione dell'ONU e sotto la sferza del veto Americano, dall'altro lato si rischierebbe un successivo riassestamento delle relazioni tra paesi che cambierebbero gli equilibri attuali ma non so se in meglio. Questo senza considerare la potenziale reazione dei paesi che a questa istituzione non fanno parte e che potrebbero trovare finalmente un fine che li accomuni e gli impedisca di "litigare" tra loro: noi. E questo non perche' loro siano cattivi e l'ONU e' bella, ma perche' gli interessi che abbiamo noi ce li hanno tutti. I blocchi della guerra fredda non sono mica spariti. Si sono solo ingranditi accogliendo sotto l'egida-specchio-per-le-allodole delle istituzioni internazionali (e accordi segreti) tanti altri paesi. Prima di eliminare queste finte istituzione leggittimatrici della sopraffazione dell'altro, bisogna preparare le basi su cui far poggiare le nazioni che ora poggiano su tutt'altro. Alla fine della fiera si e' sempre li': bisogna estirpare la radice(sistema capitalistico) per far cadere le foglie all'albero. Se lo si pota lo si ingrandisce solo.

mercoledì, gennaio 21, 2009 | Registered CommenterLuigi Bosco

L'ONU, come ben sappiamo, è stata creata per essere il parlamento democratico del futuro governo mondiale (mondialismo).

Anche se non è perfettamente efficiente (ma quale governo o parlamento democratico lo é?)
rappresenta uno strumento dei padroni dei popoli.

Per questa ragione, caro Luigi, sottoscrivo l'ultima frase del tuo intervento, che nella loro saggezza i popoli
prima dell'avvento della decadenza del pensiero moderno ed ecomico, con maggiore o minore efficacia
riuscivano a crearsi istituzioni certamente meno false.

mercoledì, gennaio 21, 2009 | Registered CommenterAndrea Mugnolo

Prima di tutto mi scuso con la redazione perchè a causa di un mio post la discussione ha deragliato dal tema centrale, e questo è tema di Forum e non di Focus.

D'altro canto è l'incipit che io critico: "Facciamo finta che non esistesse il diritto di veto all'Onu", e se non esistesse il conflitto?

Di cosa parliamo?

Chi rappresenta realmente quest'organizzazione che VORREBBE rappresentare tutti i popoli del mondo? Dove alcuni paesi sono più uguali di altri, e i cui rappresentanti difendono l'operato degli stessi politici che li hanno scelti, gli stessi che danno quotidiana dimostrazione di corruzione, incapacità, impreparazione, malvagità, attaccamento al potere e chi più ne ha...

Quindi non mi pongo nemmeno il problema visto che ritengo che molto di ciò che si vede quotidianamente nei TG sia solo un teatrino pieno di drammi e commedie nemmeno troppo originali, libretto deciso dall'oligarchia locale.

Tutte le guerre di interesse pubblico, (non mi riferisco ai quotidiani genocidi che non interessano ai TG) a mio modesto parere, sono almeno sostenute se non addirittura create ad arte, la Onu è strutturalmente incapace di essere credibile, quindi mi astengo dalla discussione in merito.

Per ulteriori argomentazioni riguardo alla Onu si potrebbe aprire un tread nel forum o potrebbe essere il prossimo argomento del Focus.

giovedì, gennaio 22, 2009 | Registered CommenterJoy Facchetti

Mi permetto però di lanciare una provocazione.

Di quale organizzazione facevano parte gl'ispettori che, prima dell'intervento in Iraq, venivano spediti nel covo di Saddam per verificare la presenza di armi di distruzione di massa, sostenendo ogni volta che non c'era un bel nulla? (Come poi s'è visto, era la realtà: Saddam poteva al massimo bluffare).

Forse che qualche utilità, almeno pratica, effettivamente c'è?
(Risparmiatevi però i discorsi sull'incapacità dell'Onu di fermare Bush anche in base alle verifiche di cui sopra: sfondereste una porta aperta :D)

giovedì, gennaio 22, 2009 | Registered CommenterGabriele Buogo Andreella

L'onu è l'esempio più lampante dell'ipocrisia di noi occidentali "anime belle".

venerdì, gennaio 23, 2009 | Registered CommenterGiacomo Gabellini

@ gabriele

Non sono contro un'istituzione che riunisca rappresentanti di TUTTI i popoli (non nazioni).

Ciò non vuol dire necessariamente il governo mondiale, che tutti ripudiamo perché in esso leggiamo INCIUCIO MONDIALE.
Sono sicuro che avrebbe ben più di qualche utilità un organismo che controlli che si rispettino diritti umani, libertà, eguaglianza, sovranità popolare e molti altri temi su cui le popolazioni hanno il diritto di essere protette (dai loro stessi governanti molte volte).

Solo sostengo che l'ONU, come molti parlamenti di tutto il mondo, non rappresenti proprio nessuno, il diritto di veto è solo la cigliegina sulla frittata di cavoli che già hanno cucinato.

Non voglio scendere nel grillismo, però è vero che un parlamento scelto dai parlamentari è antipopolare per definizione. Lo stesso vale per l'ONU, i nostri governanti si comportano come nostri padroni, è sotto gli occhi di tutti noi.

Per caso ieri sera ho visto il film "Che", sottolineo che Guevara non è certo un mio idolo, però è interessante come durante il suo discorso all'ONU, i rappresentanti di tutto il centro america lo attaccavano per farsi belli al cospetto degli stati uniti (e per proteggere i loro luridi interessi). Rappresentanti di nazioni con problemi enormi di povertà, educazione, sanità, che permettono alle multinazionali di saccheggiare i loro paesi e violentare (non solo in senso figurato) le popolazioni che dovrebbero rappresentare.
Ora non dico che il Che fosse nel giusto, la storia ce lo ha insegnato, però è la solita storia del bue che dice cornuto all'asino.
Purtroppo l'ONU è solo la rappresentanza di governi, e i governi rappresentano loro stessi.

Come ne usciamo?

venerdì, gennaio 23, 2009 | Registered CommenterJoy Facchetti

Credo che per uscirne ci sia bisogno che gli uomini tengano sempre ben presente che tutte le convenzioni sui cui hanno deciso di basare la loro convivenza sono e restano tali, non hanno vita a se'. Ergo: possono essere sbagliate o possono non essere in accordo con i tempi, dunque sono modificabili. Ecco come ne uisciamo.

martedì, gennaio 27, 2009 | Registered CommenterLuigi Bosco

Credo che sia importante, per quanto possibile, riportare punti di vista distinti rispetto al main street. Su Gaza e la palestina, per chi ha voglia, credo che questi due articoli siano adatti a mettere l´intera faccenda in una prospettiva differente:

http://www.zcommunications.org/znet/viewArticle/20269
http://www.zcommunications.org/znet/viewArticle/20316

Reputo che le fonti siano abbastanza obiettive.

mercoledì, gennaio 28, 2009 | Registered CommenterRoberto Straniero

Il primo atto per cosi dire "ufficiale" della "storia" che interessa la Palestina è costituito da quell'iniziativa politica unilaterale conosciuta come "Dichiarazione Balfour" ma la Gran Bretagna non aveva alcun diritto ad accordare il proprio consenso alla costruzione di national home" abracia in Palestina, regione all'epoca dell'Impero Ottomano.
Si è trattato dunque di un sopruso di carattere prettamente coloniale che è avvenuta in piena illegalità di cui responsabile è l'Inghilterra.
Non bisogna dimenticare che questo atto è alla base di creazione di Israele in Palestina.
Invece il secondo atto formale che scandisce la storia della questione palestinese può essere considerato quello della PROPOSTA DI SPARTIZIONE DELLA PALESTINA IN DUE STATI avanzata dall'ONU.
Tra questi due atti formali intercorrono circa trent'anni di storia sanguinosa che è stata accompagnata dall'arrivo dei sionisti armati fino al collo in Palestina, in questi lunghi anni i palestinesi non esistono per l'occidente anche se ci furono due episodi clamorosi; un sciopero generale di 6 mesi ed una rivolta generale di tre anni , attraverso i quali i palestinesi iniziarono a dimostrare la loro contrarietà all'invasione sionista delle loro terre.
Purtroppo l'occidente negazionista e razzista cerca di coprire la verità dei fatti e i crimini che hanno commesso le bande terroristiche sioniste (Deyr Yasin organizzato da Begin poi diventato primo ministro di Israele) con la stessa forza con cui oggi cercano di coprire i crimini israeliani accusando chi critica Israele con antisemitismo.
Spesso, quando l'atmosfera consiglia prudenza, i sionisti lasciano da parte l'arroganza e per giustificare ogni loro torto, si appellano alla PROPOSTA DI SPARTIZIONE avanzata dall'ONU, che i palestinesi "avrebberò rifiutato" , senza però dare la possibilità agli altri di affermare che tale PROPOSTA era , appunto, UNA PROPOSTA e cioé, che l'ONU poteva solamente "proporre" il PROGETTO DI SPARTIZIONE e non imporla, cosa che non è nemmeno stata fatta perché esulava l'ONU dalle sue prorogartiva istituzionali.
Legalmente non esisteva nessun diritto di "sancire"z/i> o di "decidere" da parte dell'ONU per quel progetto per cui ogni propaganda sionista nel senso di sottolineare una "intransigenza" dei palestinesi verso quest PROGETTO DI PROPOSTA resta solamente pura propaganda nonché falsificazione della verità.
I palestinesi si torvarono di fronte al fatto compiuto, con i sionisti armati che si erano impadroniti già delle loro terre solamente in seguito alla "dichiarazione Balfour" e dell'appoggio diretto dell'Inghilterra quindi, rifiutarono la PROPOSTA dell'ONU che arrivava solamente in aiuto ai sionisti e i sionisti non si sono nemmeno degnati di attendere una soluzione politica internazionale quando, con un atto unilaterale e pienamente illegale, nell'1948 hanno dichiarato la creazione di Israele sulle terre palestinesi e in Palestina.
Il primo esodo massicio dei palestinesi che furono caduti vittime delle bande teroristiche sioniste si ha avuto all'indomani della dichiarzione della creazione di Israele, mentre i sionisti erano ben armati ed organizzati e godevano dell'appoggio della potenza coloniale quale fu l'Inghilterra, i palestinesi erano contadini indifesi che di fronte agli attacchi dei sionisti non avevano altra alternativa che scappare.
E' cosi che Israele fu creato, con il terrosimo puro e crudo, ed è cosi che Israele ancora sopravvive, con sempre più arrogante terrorismo che oggi, oltre a negare i più elementari diritti ai palestinesi, toglie il diritto di critica a chiunque nel "libero mondo occidentale" con le accuse di antisemitismo, e per andare oltre su questa linea, dopo qualche anno i sionisti hanno aggiunto anche il "diritto biblico" alle loro "ragioni" che oggi per intera classe politica occidentale, di destra, di sinistra e di centro, è diventato una vrea e propria dogma.
La Palestina all'atto della pubblicazione della "dichiarzione Balfour" contava all'incirca 700.000 abitanti di cui, 574000 musulmani, 70.000 cristiani e 56000 ebrei, i documenti del censimento dell'Impero Ottomano sono documenti storici e originali che portano queste cifre, tutti questi documenti sono depositati presso l'ONU, come sono depositati anche tutti gli atti terroristici dei sionisti che diederò luogo all'esodo dei palestiensi dalla Palestina che , a partire da quei anni, iniziò ad essere sempre più popolato dagli ebrei che usurpavano categoricamente terre ai palestinesi che se rimanevano morivano ammazzati dalle bande sioniste e se scappavano perdevano diritto al ritorno.
Non so se è più grave questo per la "coscienza" dell'occidente o l'olocausto ebracio, ma oggi ancora di fronte ai crimini commessi da Israele contro i palestinesi indifesi a Gaza, l'olocausto ebraico costituisce una paraocchi ingiustificabile ai politici occidentali e se dobbiamo aggiungere a tutto ciò il fatto che comunque per tutti noi l'olocausto ebraico è un racconto a senso unico dei sionisti, essere obbligati a tacere di fronte ai crimini commessi in diretta Tv da Israele , può avere solamente un significato; che siamo tutti ricattati da gente senza scrupoli che uccide da ben 60 anni donne a bambini in piena illegalità internazionale ma con pieno appoggio internazionale dei politici e delle organizzazioni internazionali.

Cosa copre questo stato di fatto e quale è l'elemento principale su cui si basa il ricatto sionista al mondo ?

mercoledì, gennaio 28, 2009 | Registered Commenterreza

Si riesce a Notare o no, di come lo schieramento politico/mediatico italiano che si è scagliato sul vescovo Williamson è lo stesso che ha fornito copertura politico/mediatica al genocidio di Gaza. I soggetti sono gli stessi quindi è da domandarsi; cosa copre questo stato di fatto ?

giovedì, gennaio 29, 2009 | Registered Commenterreza

Giro per documentazione questa mail che ho ricevuto. Non posso commentarla perché non so quanta informazione e disinformazione c'è dentro. Penso che la citazione di Indro Montanelli all'inizio sia corretta, quindi posso aggiungere solo questo:

Se gli israeliani hanno “...acquistato [legittimamente] la terra che apparteneva a una piccola categoria di sceicchi....” essi ne hanno preso il posto e il popolo, come è successo per tutti i popoli nel novecento, si è ribellato con l'aggravante che i nuovi padroni erano pure stranieri!

Lettere come questa si giudicano dal tono e dalla forma. Si sente l'indignazione di chi ha scritto, ci sono parecchi errori di battitura, segno che non è stata riletta accuratamente. Sono segni che mi dicono che è di parte. L'obiettività vuole che si sentano le ragioni di israeliani e palestinesi. Per poter rispondere all'anonimo autore [non ne conosco la serietà professionale] dovrei approfondire e, come dice Rita xxx che mi ha girato la mail, PAGARE un giornalista di fiducia che mi illumini su come stanno realmente le cose.

Ecco la mail ricevuta:
_________________________________________________
Desidero inviare questa lettera per dimostrare quanta disinformazione dobbiamo subire quotidianamente.
Preciso inoltre che per avere un'informazione corretta, la si deve PAGARE. Quella che ci regalano è di parte. Rita xxx

"Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c'è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d'Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta…Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l'odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nell'altro, bisognerà pure risolverlo…Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso."

Era il 16 settembre 1972 quando il grande Indro Montanelli scriveva queste parole sul Corriere della sera che di lì a un paio d'anni lo avrebbe cacciato perché giudicato troppo di destra.
O moderato che dir si voglia.
Oggi, a più di 35 anni da quei tempi, con il povero Indro che sta ormai da tempo due metri sottoterra, le demagogie e le menzogne per spiegare la realtà palestinese sono rimaste pressochè immutate. Perché non c'è peggior sordo di colui che lo è per motivi ideologici, come Massimo D'alema tanto per non fare nomi, e quindi non vuole sentire.
In questa ottica uno sforzo enorme per separare il mito dalla realtà su Gaza e la guerra anti terrorismo che è in atto in quel posto dallo scorso 27 dicembre va fatto. Ed è impresa quasi titanica e che non attira di certo le simpatie delle masse.
Ma anche se il lavoro è duro e qualcuno lo considera pure sporco, bisogna trovare il coraggio di farlo.

In questo senso basta andare e vedere i video su You tube, alcuni dei quali postati a cura delle ambasciate israeliane sparse in tutto il mondo conosciuto, e quella francese è una delle più attive in tal senso, per farsi un'idea delle balle umanitarie che ogni giorno ci vengono raccontate. A cominciare da quella che vuole che a causa dell'embargo contro hamas, la gente in loco muoia di fame. Beh guardatevi su questo link http://it.youtube.com/watch?v=83aJj72UjlM&eurl=http://www.jihadwatch.org/archives/024248.php i supermercati di Gaza city come filmati lo scorso 3 dicembre e qualche dubbio vi verrà.

E guardate anche le immagini di bancarelle per strada piene di ogni ben di Dio, come di questi tempi neanche in tutto il resto del mondo sono molto di moda, con la gente che passa calma tra gli scaffali come un qualunque europeo dedito allo shopping alimentare pre natalizio.
Certo cambiano i volti e i vestiti, gli uomini hanno la kefia intorno al collo e le donne sono tutte vestite come vedove sarde degli anni '50, ma il resto non fa certo immaginare la solita emergenza umanitaria di cui si riempiono le bocche le varie Unchr, l'Onu o Amnesty international. Magari la voce in sottofondo usa toni un po' troppo sarcastici per una popolazione che comunque soffre, ma è anche vero che il reddito di aiuti pro capite a Gaza è il più alto del mondo, sempre rispetto a persone che si trovano in analoghe condizioni. E ormai raggiunto la quota globale di oltre quattro miliardi di dollari negli ultimi duemila giorni, cioè sette anni, non si può parlare di gente lasciat a sé stessa.

In Sudan stanno sicuramente peggio, in Vietnam pure. Ne sa qualcosa Marco Pannella che a Natale neanche ce lo hanno fatto andare perché non testimoniasse il vero colore, rosso comunista, della repressione mondiale.
Anche se quello che hanno a Gaza "non è mai abbastanza", come commenta ironicamente la voce narrante dei tre minuti di video you tube.
Come non sono niente, perchè semplicemente non esistono nella cronache di questi giorni, i 396 camion di aiuti umanitari consegnati attraverso i confini israeliani dal 27 dicembre, giorno dell'inizio della guerra, a oggi.

Come nessuno dice che solo il 5 gennaio Israele ha fatto passare altri 80 camion pieni di viveri e generi sanitari. O dei 20 palestinesi, tra cui due bambini, portati a venire curati in Israele.

Come non si parla degli 800 mila volantini disseminati ovunque per avvertire la gente dell'inizio dei bombardmenti pregandola di stare alla larga da armi e terroristi. Come non esistono i 70 annunci al megafono che hanno preceduto ogni singola incursione aerea, come non esistono le 10 mila tonnellate di auti trasportati a Gaza in questi giorni tramite le organizzazioni umanitarie, l'Anp e vari governi europei e arabi. Addirittura il World food program la scorsa settimana aveva informato le autorità israeliane che avrebbe dovuto sospendere i trasporti di cibo via nave semplicemente perché non c'era più cibo né navi e perché le riserve già inviate e accumulate sarebbero dovute durare almeno due o tre settimane. Questo sempre che i terroristi mafiosi e camorristi di hamas non ne avessero fatto incetta per rivendersi tutto sul mercto nero di Dubai tramite loro amici "fratelli mussulmani".

Gli stessi "miliziani" che quando un megafono dell'esercito israeliano avverte di non entrare in un palazzo perchè sta per essere bombardato, invita vecchi, donne e bambini a ignorare tale ordine. E anche questo viene documentato dai filmati amatoriali di you tube che informano meglio di dieci corrispondenti Rai, Bbc, Mediaset e Cnn messi insieme.

Peraltro neanche si parla degli zero (dicasi 0) palestinesi cui è stato permesso di andarsi a curare negli ospedali egiziani né dei 10 mila e passa razzi lanciati da Gaza su Israele dal 2001 a oggi, né dei 3200 sparati nel solo 2008.
Per non parlare di chi giudica poca cosa i 28 civili ebrei uccisi dal 2001 a oggi in Israele a causa di questi missili rudimentli che un altro po' e verranno assimilati ai fuochi d'artificio.
Questa in sostanza è stata negli ultimi anni l'informazione su Gaza fornita in Italia e in Europa dalla maggior parte dei media scritti e dalle televisioni. E questa è la base di consapevolezza con cui alcuni , come D'Alema e Sarkozy, invitano a trattare con hamas.

Un'ultima notazione serve a sfatare la leggenda che la sovrappopolazione di Gaza sarebbe tale da indurre la gente a diventare terrorista anti israeliana per disperazione: ebbene esistono dati certi anche su questo versante e dimostrano che la densità per chilometro quadrato si attesta a 3823 abitanti. Meno di Gibilterra che ne conta 4290, di Hong Kong che raggiunge i 6317, di Singapore con i suoi 6389 abitanti per chilometro quadrato e circa un quinto in meno di Monaco e di Macao, rispettivamente "crowded" con 16,620 e 17,685 abitanti per chilometro quadrato.

Il terrorismo, come la malafede, non hanno mai giustificazioni. E quando le cercano non possono che nutrirle con le falsità.
Sempre da L'OPINIONE ". di Michael Sfaradi, "Quando Hamas bombardava Sderot, Onu e Ue tacevano"

L'ultima e più grave notizia che arriva dalla Striscia di Gaza riguarda il bombardamento da parte israeliana di una scuola dell'Onu dentro la quale si trovavano decine di sfollati. La notizia ha fatto il giro del mondo, e le reazioni di sdegno non si sono fatte attendere.
L'unità militare che ha sparato sulla scuola Onu di Jabaliya, secondo fonti dell'esercito israeliano, ha però risposto ad alcuni colpi di mortaio provenienti dalla struttura o dalle sue vicinanze. Per suffragare tutto ciò le forze armate israeliane dispongono di un filmato che mostrerebbe le fasi precedenti e successive al bombardamento e la presenza nella scuola di due cadaveri di combattenti palestinesi di cui sono stati anche pubblicati i nomi: Imad e Hassan Abu Askar.
Per questo Israele intende presentare una protesta all'Onu per "aver ospitato nell'edificio" gli uomini di Hamas. L'esercito israeliano ha più volte dichiarato che sono aumentati gli episodi
in cui miliziani di Hamas hanno attaccato forze israeliane dall'interno di scuole, ospedali, moschee e zone residenziali. La strategia di farsi scudo con i civili è sempre stata una scelta tattica sia palestinese che di Hezbollah, scelta che tanti lutti ha portato nella popolazione civile. A suffragare le dichiarzioni israeliane ci sono diverse fotografie dove si vedono chiaramente razzi lanciati verso Israele che partivano dai centri abitati. Dopo questa tragedia la richiesta di cessate il fuoco si è fatta ancora più pressante e colloqui ad altissimo livello hanno coinvolto esponenti dell'Ue dei Paesi arabi moderati e il presidente francese Sarkozy si e' esposto in prima persona, come fece fra Russia e Georgia, pur di far tacere le armi. Da quando è iniziata l'offensiva a Gaza, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si è riunito a più riprese con la solita richiesta, un cessate il fuoco immediato e senza condizioni, in sostanza una vittoria tecnica e politica per Hamas decisa a tavolino. Ci sono però degli interrogativi che restano a nostro avviso senza una risposta, come ad
esempio: perché il Consiglio di Sicurezza dell'Onu non si è mai riunito per discutere la drammatica situazione di Sderot, bombardata dai terroristi di Hamas giorno dopo giorno? Eppure ha avuto otto anni di tempo per farlo. Perché le stesse pressioni che sono in questi giorni esercitate su Israele non sono mai state esercitate su Hamas per chiedere la cessazione dei bombardamenti delle città israeliane e l'annullamento dell'articolo che prevede la distruzione dello Stato di Israele dal loro statuto? Perche' l'Egitto si impegna solo ora a bloccare totalmente il contrabbando di armi dal Sinai verso Gaza? Eppure il governo israeliano ha più volte richiesto una maggiore attenzione da parte egiziana sulla situazione dei tunnel che uniscono Gaza all'Egitto. Perché solo ora la presidenza francese si accorge che i Qassam non sono più tollerabili (prima lo erano?) e che l'embrago alla Striscia è la conseguenza di questi lanci? Non poteva dirlo prima? Non si poteva intervenire presso Hamas facedo loro capire che avrebbero fatto pagar caro alla popolazione civile il prezzo della loro pazzia? Sono molti i responsabili di questa situazione ed è comodo dare la colpa di tutto ad Israele. Per concludere, è giusto ricordare a coloro che si appellano alle convenzioni di Ginevra a senso unico, che Gilad Shalit, rapito e prigioniero di Hamas da quasi tre anni, non ha mai ricevuto la visita della Croce Rossa Internazionale.
___________________________________________________________[ fine citazione]

venerdì, gennaio 30, 2009 | Registered CommenterGiorgio Misuri

A prescindere da se sono stati "gli sporchi ebrei" a rubare la terra ai palestinesi o se gli "sporchi arabi" scarichino le frustrazioni palestinesi sugli ebrei che comprarono il loro pezzo di terra a suo tempo è una questione che a mio parere è al momento davvero poco importante. E il motivo è semplice: nessuna delle due ragioni potrà mai giustificare lo scempio storico portato avanti da entrambe le fazioni. é chiaro che c'è sempre chi ci marcia su, e da ambo le parti.

Detto questo, non sono venute fuori molte soluzioni riguardo alla questione ONU. La mia risposta io l'ho data, però riflettevo sulla questione "veto" che Zamboni sottolineava nella trasmissione radio di questo lunedì. Corregetemi se sbaglio: se non ci fosse il diritto di veto all'ONU, ciò significherebbe che il voto di ogni singolo paese avrebbe lo stesso peso. Quindi funzionerebbe il meccanismo della maggioranza per le decisioni, giusto? Se non mi sto equivocando ed è così, sinceramente non ci vedrei grandi differenze. Quello che le Nazioni principali dell'organizzazione fanno oggi con il veto, lo farebbero con il ricatto, la diplomazia, l'ambasciatura, gli allacci economici e chissà cos'altro. Mi sbaglio?

sabato, gennaio 31, 2009 | Registered CommenterLuigi Bosco

L’orrore che regna su Gaza ha poco a che fare con Hamas o col assurdo preteso di “diritto di Israele ad esistere”.
E' vero invece il contrario: che il diritto della Palestina ad esistere è stato cancellato 61 anni fa, e che l’espulsione e, se necessaria, l’estinzione della popolazione indigena era stata pianificata ed eseguita dai fondatori di Israele.
I documenti storici presso l'ONU sono a conoscienza di tutte le cancellerie del mondo, ma cé chi nega e chi invece sostiene, i diritti dei palestinesi.
Ad esempio, che lo scellerato “Piano D” si è concretizzato nello spopolamento criminale di 369 città e paesi palestinesi da parte dell’Haganah (organizzazione terroristica ebraico) e che l’ingente massacro di civili palestinesi in luoghi come Deir Yassin, al-Dawayima, Eilaboun, Jish, Ramle e Lydda è presentato dalle fonti ufficiali come “pulizia etnica”.
Quando giunse in uno dei luoghi di questo massacro, a David Ben-Gurion, il primo ministro israeliano, fu chiesto da un generale, Yigal Allon, “Cosa dobbiamo fare con gli arabi?”. Ben-Gurion, raccontò lo storico israeliano Benny Morris, “fece un gesto energico e trasudante indifferenza con la propria mano e disse: ‘Espelleteli’". L’ordine di espellere l’intera popolazione “senza tenere conto dell’età” fu firmato da Yitzhak Rabin, futuro primo ministro presentato come pacificatore dalla più efficiente propaganda mondiale.

La terribile ironia di questo fatto fu affrontata solo en passant, come quando uno dei leader del Partito Mapan, Meir Ya'ari, notò "come facilmente" i leader israeliani parlassero di come fosse “possibile e ammissibile prendere donne, bambini e anziani e riempirne le strade perché questo è l’imperativo della strategia… chi si ricorda di chi utilizzò questi mezzi contro il nostro popolo durante la [Seconda] guerra [mondiale]… siamo inorriditi”.

Ogni “guerra” successiva sostenuta da Israele ha avuto lo stesso obiettivo: l’espulsione della popolazione nativa e il furto di una porzione sempre più ampia di territorio.
Questo vale per il Golan che appartiene alla Siria ed è valso per il Sud del Libano che Hezbollah ha liberato combattendo i sionisti.
La bugia di Davide e Golia, delle vittime perenni, raggiunse il proprio apogeo nel 1967, quando la propaganda divenne una furia indignata che sosteneva che gli Stati arabi avevano attaccatto per primi. Sin da allora, alcuni rivelatori di verità per lo più ebrei come Avi Schlaim, Noam Chomsky, la defunta Tanya Reinhardt, Neve Gordon, Tom Segev, Uri Avnery, Ilan Pappe e Norman Finkelstein hanno smentito questo e altri miti e hanno portato a conoscenza di uno stato privato delle tradizioni umanitarie del Giudaismo, il cui ostinato militarismo è l’essenza di un’ideologia espansionista, senza legge e razzista chiamata sionismo. "Sembra", ha scritto lo storico israeliano Ilan Pappe il 2 gennaio, "che persino i crimini più orrendi come il genocidio di Gaza, siano trattati come eventi estremi, sconnessi da qualsiasi cosa avvenuta nel passato e non legati ad alcuna ideologia o sistema… Come l’ideologia dell’apartheid spiegò notevolmente le politiche oppressive del governo sudafricano, questa ideologia – nella sua versione più semplicistica ed in grado di riscuotere consenso – ha permesso a tutti i governi israeliani nel passato e nel presente di rendere disumana la vita dei palestinesi, ovunque essi siano e di cercare di distruggerli. I mezzi sono cambiati da periodo a periodo, da luogo a luogo, così come il modo in cui sono state raccontate queste atrocità. Ma è evidente un progetto di genocidio”.

A Gaza, la fame obbligata e la negazione degli aiuti umanitari, il contrabbando di risorse vitali come la benzina e l’acqua, il diniego di medicine e cure, la sistematica distruzione delle infrastrutture e l’uccisione e la mutilazione della popolazione civile, il 50 per cento della quale sono bambini, hanno raggiunto lo standard internazionale della Convenzione sul genocidio. “È un’affermazione esagerata e irresponsabile” ha chiesto Richard Falk, il relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori Occupati palestinesi ed esperto di diritto internazionale all’Università di Princeton, “associare il trattamento dei palestinesi con questo primato nazista criminalizzato di atrocità collettiva? Penso di no”.

Descrivendo un "olocausto in corso” Falk alludeva all’istituzione da parte dei nazisti dei ghetti ebraici in Polonia. Per un mese nel 1943, gli ebrei polacchi prigionieri guidati da Mordechaj Anielewiz respinsero l’esercito tedesco e le SS, ma la loro resistenza fu infine stroncata e i nazisti inflissero la loro vendetta finale. Anche Falk è ebreo. L’odierno olocausto in corso, che iniziò con il Piano D di Ben-Gurion, è entrato nelle sue fasi finali. La differenza è che oggi si tratta di un progetto congiunto israelo-statunitense. I cacciabombardieri F-16, le bombe “intelligenti” da 250 libbre GBU-39 acquisiti alla vigilia dell’attacco contro Gaza, essendo stati approvati da un Congresso dominato dal Partito Democratico, oltre ai 2.4 miliardi di dollari l’anno di “aiuti” per le attività belliche, danno a Washington il controllo di fatto. Appare improbabile che il Presidente eletto Obama non fosse informato. Esplicito sulla guerra della Russia in Georgia e sul terrorismo a Mumbai, il silenzio di Obama sulla Palestina evidenzia la sua approvazione, che è ovvia, dati il suo servilismo nei confronti del regime di Tel Aviv e dei suoi lobbisti durante la campagna presidenziale e la nomina di sionisti come segretario di Stato, capo di gabinetto e principali consiglieri sul Medio Oriente. Quando Aretha Franklin canterà "Think”, il suo splendido inno alla libertà scritto negli anni ’60, in occasione dell’insediamento di Obama il 21 gennaio, sono sicuro che qualcuno con il cuore impavido di Muntadar al-Zaidi, il lanciatore di scarpe, griderà: "Gaza!".

L’asimetria sotto il profilo della conquista e del terrore è chiara. Il Piano D è oggi l’"Operazione Piombo Fuso”, che è l’incompiuta “Operazione Vendetta Giustificata”. Quest’ultima fu lanciata dal Primo Ministro Ariel Sharon nel 2001 quando, con l’approvazione di Bush, utilizzò degli F-16 contro città e villaggi palestinesi per la prima volta. Lo stesso anno l’autorevole Jane's Foreign Report rivelò che il governo Blair aveva riferito il proprio “via libera” ad Israele ad attaccare la West Bank dopo che gli erano stati mostrati i piani segreti di Israele [che prevedevano] un bagno di sangue. È stata tipica del Nuovo Partito Laburista una complicità duratura e servile nei confronti dell’agonia della Palestina. Tuttavia, il piano israeliano del 2001, rivelava Jane’s, aveva bisogno di un attentato suicida come “casus belli” che sarebbe stato la causa di “numerosi morti e feriti [poiché] la vendetta è un fattore cruciale”. Questo “spingerebbe i soldati israeliani a distruggere i palestinesi”. Quello che allarmò Sharon e l’autore del piano, il generale Shaul Mofaz, il capo di stato maggiore israeliano, fu un accordo segreto tra Yasser Arafat ed Hamas per fermare gli attacchi suicidi. Il 23 novembre 2001, gli agenti israeliani assassinarono il leader di Hamas, Mahmud Abu Hunud, e riuscirono ad ottenere il loro "casus belli"; gli attacchi suicidi ripresero in risposta a questa uccisione.

Qualcosa di straordinariamente simile accadde lo scorso 5 novembre, quando le forze speciali israeliane attaccarono Gaza, uccidendo sei persone. Ancora una volta ottennero il “casus belli” per la loro propaganda. Un cessate il fuoco avviato e portato avanti dal governo di Hamas – che aveva imprigionato coloro che lo avevano violato – fu interrotto dall’attacco israeliano e razzi di produzione artigianale furono lanciati in quella che era solita essere la Palestina prima che gli occupanti arabi fossero “spazzati via”. Il 23 dicembre Hamas propose di rinnovare il cessate fuoco, ma la farsa israeliana fu tale che il suo attacco a oltranza contro Gaza era stato pianificato sei mesi prima, secondo il quotidiano israeliano Ha'aretz.

Dietro questo squallido gioco si trova il "Piano Dagan", il cui nome deriva dal generale Meir Dagan, che prestò servizio con Sharon durante la sua sanguinosa invasione del Libano nel 1982. Attualmente al vertice del Mossad, l’organizzazione di intelligence israeliana, Dagan è l’autore di una “soluzione” che ha visto la reclusione dei palestinesi in un ghetto delimitato da un muro che corre nella West Bank e a Gaza, un campo di concentramento a tutti gli effetti. L’istituzione di un governo fantoccio a Ramallah guidato da Mohammed Abbas è il risultato raggiunto da Dagan, insieme ad una campagna di hasbara (propaganda) diffusa attraverso i media occidentali in maggioranza servili, se intimiditi, in particolar modo in America, secondo la quale Hamas è un’organizzazione terroristica dedita alla distruzione di Israele e da “condannare” per i massacri e l’assedio del proprio popolo per due generazioni, parecchio tempo prima della sua creazione. "Le cose non sono mai andate meglio”, ha affermato il portavoce del Ministro degli Esteri israeliano Gideon Meir nel 2006. "Il risultato dell’hasbara è una macchina ben oliata". In realtà, la vera minaccia rappresentata da Hamas è il suo essere da esempio come unico governo democraticamente eletto nel mondo arabo, ricavando la propria popolarità dalla resistenza nei confronti dell’oppressore e tormentatore dei palestinesi. Questo è stato dimostrato quando Hamas sventò un colpo di stato della CIA nel 2007, un avvenimento che i media occidentali decretarono come “la conquista del potere da parte di Hamas”. Similmente, Hamas non è mai descritto come un governo, tanto meno democratico. Né lo è la sua proposta di una tregua decennale come riconoscimento storico della “realtà” di Israele e il sostegno ad una soluzione a due Stati ad una sola condizione: che gli israeliani obbediscano al diritto internazionale e pongano fine alla loro occupazione illegale al di là dei confini fissati nel 1967. Come dimostra la votazione annuale presso l’Assemblea Generale dell’ONU, il 99 per cento dell’umanità condivide questa soluzione. Il 4 gennaio, il presidente dell’Assemblea Generale, Miguel d'Escoto, ha descritto l’attacco di Israele contro Gaza come una “mostruosità”.

Quando la mostruosità sarà stata portata a termine e la gente di Gaza sarà ancor più straziata, il Piano Dagan prevede quella che Sharon chiamò una “soluzione sul genere del 1948” – la distruzione di ogni leadership ed autorità palestinese seguita da espulsioni di massa in “acquartieramenti” sempre più piccoli e forse infine in Giordania. Questa distruzione della vita istituzionale ed educativa a Gaza è progettata per produrre, ha scritto Karma Nabulsi, un palestinese esiliato in Gran Bretagna, “una visione hobbesiana di una società anarchica: mutilata, violenta, priva di un’autorità, distrutta, spaventata… Guardate all’Iraq di oggi: è quello che [Sharon] ha pensato per noi, ed è quasi riuscito a renderlo realtà”.

La dottoressa Dahlia Wasfi è una scrittrice americana che si occupa della Palestina. Ha una madre ebrea ed un padre iracheno di religione musulmana: “La negazione dell’Olocausto è antisemita” ha scritto il 31 dicembre. “Ma non mi riferisco alla Seconda Guerra Mondiale, a Mahmoud Ahmedinijad (il presidente dell’Iran) o agli ebrei Ashkenaziti. Quello a cui mi sto riferendo è l’olocausto di cui tutti noi siamo testimoni e responsabili che si sta compiendo oggi a Gaza e negli ultimi 60 anni in Palestina… Dal momento che gli arabi sono semiti, la politica israelo-statunitense non può essere più antisemita di questa". Ha citato Rachel Corrie, la giovane americana che è andata in Palestina a difendere i palestinesi ed è stata schiacciata da un bulldozer israeliano. “Sono nel mezzo di un genocidio”, scrisse Corrie, “che anch’io sto indirettamente appoggiando e del quale il mio governo è ampiamente responsabile”.

Leggendo le parole di entrambe, sono colpito dall’uso della parola “responsabilità”. Rompere la bugia del silenzio non è un’astrazione complessa ma una responsabilità impellente che ricade su coloro che godono del privilegio di una tribuna. Con la BBC intimidita, per quel che resta del giornalismo, consentendo solamente accesi dibattiti all’interno di irremovibili confini invisibili, sempre con la paura della calunnia di antisemitismo. La notizia non raccontata, nel frattempo, è che le perdite di Gaza equivalgono [in percentuale] a 18000 morti in Gran Bretagna. Provate ad immaginare, se potete.

Poi ci sono gli accademici, i rettori, i professori e i ricercatori. Perché tacciono mentre vedono un’università venire bombardata e sentono l’Associazione dei Professori Universitari di Gaza chiedere aiuto? Le università brittanniche sono, come ritiene Terry Eagleton, nient’altro che dei “supermercati [Tescos] intellettuali, che sfornano merci note come laureati anziché frutta e verdura”?

Poi ci sono gli scrittori. In quell’oscuro anno che fu il 1939, si tenne alla Carnegie Hall di New York il terzo congresso degli scrittori e quelli come Thomas Mann ed Albert Einstein inviarono messaggi ed intervennero per assicurarsi che la bugia del silenzio avesse fine. Secondo una testimonianza, in 3500 riempirono l’auditorium ed un centinaio di persone fu mandato via. Oggi, questa potente voce carica di realismo e moralità è considerata obsoleta; le pagine delle riviste letterarie ostentano un’altezzosità ironica di mancanza di attualità; il falso simbolismo è tutto. Per quanto riguarda i lettori, la loro immaginazione politica e morale deve essere sedata, non accesa. L’anti-musulmano Martin Amis espresse bene questo in Visiting Mrs. Nabokov: "Il dominio del sé non è un difetto, è una caratteristica dell’evoluzione; è come stanno le cose”.

Se questo è lo stato in cui sono le cose, siamo regrediti come società civilizzata. Perché quello che succede a Gaza è il momento determinante della nostra epoca, che o concede all’impunità dei criminali di guerra l’immunità del nostro silenzio, mentre travisiamo il nostro intelletto e la nostra moralità, o ci dà il potere di alzare la voce. Per il momento preferisco il mio ricordo di Gaza: del coraggio e della resistenza delle persone e della loro “umanità luminosa”, come la definì Karma Nabulsi. Durante il mio ultimo viaggio da quelle parti, sono stato ricompensato con uno spettacolo di bandiere palestinesi che sventolavano in luoghi improbabili. Era il crepuscolo e lo avevano fatto i bambini. Nessuno aveva chiesto loro di farlo. Avevano realizzato delle aste per le bandiere legando dei bastoni tra di loro, e un numero ridotto di quei bambini salì su un muro e ressero la bandiera tra loro, alcuni in silenzio, altri gridando. Fanno questa cosa ogni giorno quando sanno che gli stranieri se ne stanno andando, convinti che il mondo non si dimenticherà di loro.

sabato, gennaio 31, 2009 | Registered Commenterreza

Bah, io non capirò mai quelli che cercano di convincermi che l'offensiva su Gaza è sbagliata utilizzando le emozioni sul numero di morti, sul numero di danni ecc. Questo (e vorrei ben vedere!) non è mai stato un metro di giudizio sulla legittimità delle offensive militari in tutta la Storia.

Non mi convince la visione, irrealistica, degli Arabi completamente defraudati (come se gli Ebrei non avessero comprato neanche un fazzoletto di terra. Semplicemente inverosimile).

Come non mi convince l'argomentazione anti-coloniale: se valesse quella, allora noi non dovremmo dare alcuna credibilità di Stato agli USA perchè centinaia di anni fa hanno rubato una terra che era degl'Indiani d'America. E invece sì. Esattamente come Israele, che è uno Stato democratico, deve avere legittimità.

Ciò che non va è semmai il comportamento di questo Stato democratico, e più in generale di tutto l'Occidente, nei confronti dei suoi interlocutori attuali - integralisti o meno che siano. QUESTO, non va. Ma il resto non scalfisce la mia mente razionale (e comprensibilmente neanche quella del compianto Montanelli) ed anzi le fa il solletico.

lunedì, febbraio 2, 2009 | Registered CommenterGabriele Buogo Andreella

Ragazzi, non ho ne la statura ne tantomeno le conoscenze per poter argomentare a riguardo. Ribadisco però che LA RAGIONE è SECONDARIA IN QUESTO MOMENTO. C'è BISOGNO DI FERMARE QUESTI FOLLI DI AMBO LE PARTI E CERCARE DI FARLI LOTTARE TRA LORO CON LA DIALETTICA, LA RETORICA O A PUGNI, MA CHE LO FACCIANO TRA DI LORO! VOGLIAMO PER FAVORE CAPIRE ALMENO NOI CHE SIAMO QUI, DALL'ALTRO LATO, CHE DARE RAGIONE ALL'UNA O ALL'ALTRA PARTE NON DA NESSUNO SPAZIO ALLA TREGUA BENSì GIUSTIFICA GLI ATTACCHI DELL'UNA O DELL'ALTRA PARTE? e se il maiuscolo vuol dire strillare, beh scusatemi ma ho urlato. E non per manie di protagonismo ma solo perchè sto vedendo che non si sta tenendo in considerazione quello che sto dicendo e che ritengo sia importante. Siamo solo degli inutili occidentali che discutono di questioni storiche su documenti e wikipedia facendo retorica da una poltrona mentre della gente muore.

ciao.

lunedì, febbraio 2, 2009 | Registered CommenterLuigi Bosco

Effettivamente serve urlare caro Bosco.
Serve urlare che sionismo=nazismo, anche se molti rideranno di sentire una cosa del genere, e parecchi si incazzeranno
Se i politici nostrani si limitasserò al diritto internazionale , a questo punto avrebberò solo da condannere le azioni israeliane(attuali, per chi è troppo razionale)contro la popolazione civile a Gaza dove Israel ha chiaramente commesso crimini contro umanità che la "razionalità" di certi rimbambiti da 8 anni di dominio neocons non vuole tra i piedi, ma che esistono e fanno parte delle regole che sostengono la pace nel mondo, regole calpestate dai neocons e da Israele e Alqaeda.
Però troviamo che maggior parte dei nostri politici sono i portavoce dei sionisti, li appoggiano, li sostengono e disinformano i proprio cittadini toccando i limiti del terdimento, quando non condannano le azioni di Israele che sono condannabili in qualsiasi tribunale impugnano le convenzioni internazionali ed il diritto internazionale .
Come è questo fatto?
Semplice, Israele va oltre la questione che i politici e i mdeia vogliono costirngere noi a concentrarci sopra,lo ripeto ancora una volta; L’orrore che regna su Gaza ha poco a che fare con Hamas o col assurdo preteso di “diritto di Israele ad esistere”.
questo orrore è dovuta alla guerra imposta dal sionismo all'Islam in collaborazione con i neocons e Alqaeda ed è in atto da anni ormai in Afghanistan, in Iraq, in Libano, in somalia, come in Palestina .
A chi non vuole credere,alla ignoranza voluta come all' apatia della masse occidentali che bilanciano il sostengo e l'appoggio incondizionato dell'occidente politico economico al sionismo internazionale, non rimane altro che l'obbligo di seguire i sionisti nelle loro avventure criminali , poiché i movimenti contrari al potere sionista non esisteono o sono accantonati e non contano quindi, diventa difficile a questo punto accettare per gli ocidentali in generale che il sionimso è uguale al nazimo, paro paro, identico, nei metodi e nelle intenzioni .
Però cé gente che combatte il sionismo con la vita e con tutte le possibilità che può avere e senza tregua, contribuendo all'indebolimento della presa finale del sionimso sul mondo e questo sucede nei paesi musulmani, in sud america e nell'africa, e non nelle "democrazie occidentali" che difendono "il democratico israele".

martedì, febbraio 3, 2009 | Registered Commenterreza

Reza,

sto davvero mettendo in discussione la mia gia' povera capacita' d'espressione. e' incredibile come io stia parlando di A e tu continui a rispondere B. Sara' forse per gli stessi motivi che stanno alla base di tutte le conversazioni umane che gli uomini preferiscano fare la guerra?

Sionisti=razzisti=politici cattivoni che fanno i loro affari sporchi=media che distorcono la realta'. BASTA! tutto vero, ma quando inizieremo a prenderci tutte le nostre responsabilita' e ad accettare di fronte a noi stessi e al mondo intero che se ci sono i politici cattivoni e i sionisti nazisti e' per fare in modo che noi continuiamo a vivere cosi' come facciamo? Quando imparreremo a dire: Bush e' andato in Iraq non per salvarci dalle armi di distruzioni di massa ne' per fare i suoi sporchi affari ma per imporre il potere di quella parte di societa' che per vivere ha bisogno di avere per se' cio' che dovrebbe appartenere a tutti? quando inizieremo ad accettare il fatto che fino a quando noi continueremo a vivere con il nostro attuale stile di vita rappresenteremo piu' o meno diretamente una giustificazione alle azioni di questi politici cattivoni e nazisti? Quando inizieremo ad accettare l'evidente illogicita' di manifestare per la pace in piazza per questa guerra ingiusta del petrolio e poi tornare a casa con un SUV 5000 accendendo i 12 condizionatori che abbiamo in tutte le stanze? quando ci renderemo conto che le guerre del potere come quella che si trascina da 60 anni in palestina sono la necessaria conseguenza del modo in cui NOI TUTTI abbiamo scelto di vivere?

Quando capiremo che c'e' un piccolo assassino in ognuno di noi?, proprio li' accanto al Trudy a cui rubiamo gli occhioni dolci e pieni di pianto quando andiamo a manifestare. Bisogna iniziare a smettere di fare gli opinionisti colti della domenica e iniziare ad avere piu' percezione della realta'. Conoscere la Storia e le cause degli eventi e' condizione necessaria ma non sufficiente a risolvere i problemi.

Credo di aver detto tutto quanto era nelle mie possibilita'.

mercoledì, febbraio 4, 2009 | Registered CommenterLuigi Bosco

Non credo che sia possibile per "noi" cambiare lo stile di vita agiata , almeno non fino a quanto non sbattiamo la testa con questa crisi in una realtà diversa a cui ci hanno abituato con il modernismo, con il capitalismo , e infine con il consumismo che ci hanno fatto diventare degli edonisti puri, sempre in cerca di piacere e sempre in balia dei ulteriori desideri.
Ma questa è la storia dell'occidente e delle sue diramazioni ovunque nel mondo, ivi compreso Israele che è la parte più edonista e violenta della realtà occidentale.
Esiste ed esistono però altre realtà nel mondo che non seguono lo stile occidentale; io non credo che il Popolo palestinese aspetti qualcosa di diverso da questo occidente, lo reclamano da sempre questo aiuto, o almeno un'pò meno di parzialità e proisrailismo, ma non aspettano che fossimo noi ad andare a salvarli dal giogo sionista e infatti, combattono sacrificandosi e subendo le peggior cose del mondo ma senza perdere mai la speranza .
30 anni fa l'Iran(il mio paese di origine)era il Gendarma del Golfo Persico per conto dell'occidente, spiava la USSR per conto di USA e era alleato segreto di Israele, mentre gli europei raccoglievano le briciole lasciate da Israele e dagli USA , perché si trovavano in una alleanza con loro, come lo sono tuttora.
30 anni fa il popolo iraniano si è ribellato a quella condizione di sudditanza, ha preso a calci gli americani e i sionisti e li ha cacciati dal paese e ha gettato le basi di una indipendenza sovrana che possa permettere all'Iran di sfruttare al massimo e per conto proprio l'importnaza geopolitica del paese e con ciò è andato contro gli interessi americani e quelli dei sionisti che da allora sono entrati in guerra aperta contro la Rivoluzione Islamica dell'Iran .
L'occidente non ha mai tolto il suo appoggio a israele ma oggi Israele è stato cacciato dal Sud Libano grazie a Hazbollah che è una continuazione della rivoluzione iraniana e dopo 22 agiorni di guerra infanticida contro Gaza, Hamas che è l'altra continuazione della Rivoluzione iraniana sta ancora ben saldo in piedi.
Se consideriamo che i sionisti erano parititi con l'idea utopica del "grande Israel" e che hanno voluto tutte le guerre che sono state in medioreinte sin dall'1979, data dela Rivoluzione iraniana, coi risultati attauali, potremmo constatare che Israele, con tutto l'aiuto dell'occidente, è stata costretta a ripiegare nella sua gabbia ed a rinunciare al progetto sionista, almeno fino alla prossima occasione, mentre la Rivoluzione Islamica iraniana avanza.
Se noi qui cambiamo sarà un bene, ma se rimaniamo sottomessi al sionismo e ricattati dalla Shoa al fine di chiudere gli occhi sui crimini israeliani, non credono che saranno i musulmani a pagare il nostro conto, malgrado le avidenze e malgrado il fatto che in assenza di questa sottomissione nostra al sionismo, 1300 palestinesi potevano essere ancora vivi , i nostri conti rimangono anoi come i loro conti a loro.
La nostra sottomissione al sionismo ci porta, piano piano, alla perdità dei nostri valori di democrazia e di libertà e a quella della perdità delle conquiste della società civile, perché con questa andamento, entro pochi anni nessuno avrà diritto di dire "A" sull'operato di Israele nel medioriente nel mondo e sull'operato dei sionisti in occidente, altrimenti sarà accusato , e poi condannato, di "antisemitismo", mentre con ogni evidenza storica e amore per la verità, gli israeliani europei che hanno riempito Israele, non sono più semiti dei palestinesi anzi, in grande precentuale , non lo sono afatto.
Tutto ciò che tu hai detto è giusto e condivisibile da me, ma se non otteniamo quelle "liberazioni" di cui parli, non sono i palestinesi a pagare, saremo noi qui a pagare e direttamente : vedi la crisi attuale e le nefaste prospettive future che questa crisi organizzata e voluta dai sionisti ci riservano.
aBbiamo un sistema politico/economico USURAIO su stile sionista che miette vittime perché è sbagliato, ma non ci siamo resi conto finché non abbiamo cominciato a sentire anche noi i "dolori" causati da questa sistema ingiusto.
Per ora siamo ai "dolori" mentre fuori dalla "reggia" si muore , e qui ci metto anche i 1300 morti di Gaza , ma il futuro che abbiamo davanti non è rosea e , a lungo andare, le distanze tra noi e i "disgraziati" del mondo diventano sempre più sottili.

Non credo affatto che i cambiamenti in corso nel mondo seguino molto la volontà dell'occidente sionista e non credo che le prospettive future di Israele siano più rosee dei palestinesi anzi, credo che l'ago della bilancia si sia spostata molto verso "il mondo dei disgraziati" e che noi cuoceremo nel nostro brodo fino al tracollo finale, ma asempre più schiavi del sionismo.

mercoledì, febbraio 4, 2009 | Registered Commenterreza
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