Reddito di Cittadinanza. L'ultima risorsa del sistema. Oppure misura realmente comunitarista

di Luciano Fuschini

L'ultima risorsa del sistema. Oppure misura realmente comunitarista

Dall'introduzione

Il lavoro che finisce

La tendenza del sistema va verso una disoccupazione strutturale di massa. Con la rivoluzione industriale i posti di lavoro perduti nell’agricoltura furono in parte recuperati nell’industria. La progressiva automazione ha fatto perdere posti di lavoro nell’industria, in parte recuperati nei servizi. Ora si prospetta una progressiva automazione anche nei servizi. Sta scomparendo la figura del bigliettaio nei trasporti pubblici, il personale negli uffici e nelle banche viene ridotto drasticamente, come i commessi dei supermercati. Sono già in produzione auto e mezzi di trasporto che non hanno bisogno del guidatore. Il risalto che è stato dato al primo incidente stradale in cui è incorsa un’auto dalla guida completamente automatica è probabilmente l’estrema difesa dei produttori tradizionali non ancora attrezzati per questa nuova rivoluzione tecnologica. Che sarà presto una certezza.

Agrivillaggi e Transition Town. L'altro modo di vivere

di Sara Santolini

Dalle intuizioni di Rob Hopkins

alle teoria di Serge Latouche

Fino a Maurizio Pallante e alle prove pratiche

Introduzione

L’idea centrale della Decrescita Felice è quella di costruire una nuova società attraverso piccole ma diffuse deviazioni nell’utilizzo delle tecnologie e nel consumo. La proposta ha l’ambizione di trasformare la società attraverso il cambiamento delle scelte, che siano alternative rispetto a una economia giudicata insostenibile e dannosa per il reale benessere. Secondo il prof. Roberto Lombardi(1), «l’alternativa proposta dai sostenitori della decrescita è la dematerializzazione, il cambiamento di preferenze e meta-preferenze. La dematerializzazione è la riduzione in termini assoluti e globali dell’impronta ecologica e dello sfruttamento delle risorse naturali fino a livelli compatibili con le capacità del pianeta e dei suoi limiti».

Nella pratica, sono tantissime le persone che, anche senza saperlo, cominciano a vivere in maniera alternativa, a fare scelte che le allontanano dal mercato, anche solo parzialmente.

WEB e manipolazione delle MASSE

di Valerio Lo Monaco

Come Social e Motori di ricerca 

alterano la percezione cognitiva

Introduzione

Una delle più grandi promesse di internet relativamente alle possibilità di espressione e alla capacità di poter raggiungere potenzialmente grandi masse di persone, oggi lo si può dire, è stata tradita. Vedremo a breve i motivi che ci portano a questa affermazione, che per il momento appare definitiva, ma ancora prima occorre restringere il campo di azione. Per promessa tradita ci riferiamo a entrambi i soggetti che con la comunicazione hanno a che fare: chi emette e chi riceve. Il tradimento è duplice, perché intanto non è affatto vero che chiunque emetta, cioè pubblichi, un qualsiasi contenuto, che sia di informazione o di intrattenimento oppure un mero messaggio, sia in grado di accedere alle grandi platee tanto quanto lo sono altri, e poi perché, altro lato della medaglia, a chi è teoricamente pronto a ricevere i messaggi, questi semplicemente non arrivano. O meglio: non arrivano tutti i messaggi tra i quali sceglierne solo alcuni e fare la propria selezione. Per dirla con uno slogan: alcuni contenuti sono più contenuti di altri. 

A "conti fatti" chi è il barbone?

di Giampaolo Gentili
500 euro al mese.
Voce per voce, economica e non, quanto costa un certo tipo di libertà. Rispetto a quanto costa, invece, rimanere “a terra”.
Agosto 2008, sbarchiamo gli amici a Bonifacio quasi all'alba. Loro devono prendere il primo traghetto per l'Italia noi proseguire verso la Sardegna.
L'aria è mite, piacevolmente fresca quando l'estate torrida ti ammorsa già dopo le 10 del mattino.
Dalla nostra abbiamo il vantaggio che c'è vento, come quasi sempre nelle Bocche (chi va per mare non nomina mai le Bocche di Bonifacio per intero ma scaramanticamente Bocche!), e questo ci renderà il viaggio privo di particolare canicola.
La meta le isole della Maddalena.
Appena usciti dal suggestivo fiordo di Bonifacio il mare che intravediamo all'orizzonte presenta qualche chiazza bianca, le onde; ma non sono violente, tutto è molto gestibile e l'andatura al lasco garantisce una superba navigazione.
Siamo partiti a fine luglio per questa che è la prima esperienza velica da quando abbiamo acquistato Yakamoz, vendendo tutto e rimettendoci alla nuova sorte.

 

I Love Shopping: piacere o compulsione?

di Tina Benaglio

Le nuove dipendenze 

E la rete 

nella quale ci imprigionano

Introduzione:

Il 27 febbraio 2009 esce in Italia un film di Hogan, I Love Shopping. Il film, uscito poco tempo prima in America con il titolo Confessions of a Shopaholic, è ispirato al romanzo I Love Shopping di Sophie Kinsella. Protagonista del film è Becky, una ragazza ossessionata dallo shopping. Il suo sogno è quello di scrivere per la rivista di moda “Alette”, invece finisce a lavorare per la rivista economica “Far fortuna risparmiando”. Nella sua rubrica consiglia risparmio e investimenti sicuri ai lettori, ma Becky non è assolutamente in grado di tenere sotto controllo le proprie finanze, e il suo conto è perennemente in rosso a causa della sua irrefrenabile passione per lo shopping. Ogni uscita rappresenta per lei un'occasione per acquistare vestiti, borse, scarpe o cosmetici di cui non può fare assolutamente a meno. Nella sua vita arriva l'amore (il suo capo-redattore), ma arrivano anche gli estratti conto delle carte di credito che non riesce mai a pagare, e per i quali inventa costantemente delle scuse. E così si trova coinvolta in una serie di disavventure economiche e sentimentali, in gran parte create dalla sua ossessione per gli acquisti.
Anche coloro che non l'hanno visto, possono facilmente intuire che la trama del film è piuttosto banale, e l’intreccio anche: è la più classica delle commedie romantiche, e la storia è raccontata come si raccontano i cartoni animati. Ciò non toglie che I Love Shopping abbia un umorismo intelligente e contagioso. 

Un mondo di spioni

di Filippo Ghira

Echelon, telefonate, email. E le centrali segrete che ci ascoltano

Introduzione

Siamo tutti spiati. Ne avevamo il sospetto all'inizio degli anni novanta quando incominciammo ad utilizzare il nostro computer per navigare su Internet e quando chiamavamo con il telefonino di prima generazione amici e altre persone per motivi di lavoro o di affari. Strumenti che ci apparivano come magici in quanto ci aprivano le porte di un universo allora sconosciuto. Un sospetto alimentato dalla considerazione che una tecnologia del genere, che era stata messa a nostra disposizione, non fosse sotto il nostro controllo ma semmai sotto quello dei suoi produttori. Oggi il progresso tecnico ci ha messo a disposizione strumenti ancora più perfezionati e sofisticati grazie ai quali abbiamo l'impressione che niente sia più inaccessibile. Ma, parallela a questa libertà, cresce anche la consapevolezza che i nostri contatti, le nostre ricerche, le nostre telefonate, insomma tutto quello che ci interessa, i nostri gusti, i nostri acquisti fatti on line, vengano condivisi contro la nostra volontà da una struttura organizzata su scala globale che conosce in tempo reale cosa stiamo facendo. Una struttura composta da numerosi soggetti che si scambiano informazioni su di noi.

 

Ciò che non era avvenuto al primo turno delle elezioni Amministrative è accaduto al secondo nei ballottaggi: il Partito Democratico è stato umiliato. Che lo sia stata anche la coalizione del centrodestra non è neanche una notizia, vista l'esiguità di una proposta politica che da quest'ultima parte non arriva ormai da mesi e mesi. Ma insomma il dato politico che emerge è, da una parte, il messaggio tutto rivolto al clan di Matteo Renzi, checché ne dica il Presidente del Consiglio, dall'altra parte l'ascesa del MoVimento 5 Stelle a ruoli sul serio governativi.

Gli scenari che si aprono a questo punto sono di due ordini, da un lato ciò cui i risultati delle Amministrative possono condurre in ottica di governo, dall'altro lato riguardo le capacità di governare che il M5S a questo punto è sul serio obbligato a dover dimostrare.

L'Europa è possibile?

di Luciano Fuschini

La storia, le prospettive, e i rischi da correre

L’idea di Europa che si vuole inculcare nelle menti dei popoli è quella di un’entità politica che realizza i generosi ideali che nell’Ottocento furono di Mazzini e che dal confino di Ventotene, nella persecuzione delle autorità fasciste e nell’incomprensione dei suoi compagni comunisti, Altiero Spinelli rielaborò sognando gli Stati Uniti d’Europa, ideali che animarono anche l’altro padre nobile dell’europeismo, Jean Monnet.

Una breve ricapitolazione delle circostanze storiche e delle tappe che hanno segnato il cammino della pseudo Unità Europea che conosciamo, dimostrerà che anche quel racconto, come tanti altri, è soltanto una mistificazione e un camuffamento della realtà.

Questo sarà il tema della nostra riflessione: un’Europa unita, dopo quella attuale che è ormai indifendibile, è possibile? 

Editoriali Ribelli - di Massimo Fini

Questo libro contiene tutti gli editoriali che Massimo Fini ha scritto per il giornale La Voce del Ribelle di cui è il fondatore ed è stato direttore politico. Si tratta, con tutta evidenza, di alcuni tra gli scritti più aggressivi pubblicati negli ultimi anni. E non poteva essere che così, considerata la natura veramente libera, e per confermare, ribelle che questa pubblicazione ha incarnato e portato avanti dal 2008 ai giorni nostri. 

Il Fini de La Voce del Ribelle spazia a tutto campo dalla politica alla finanza, dalla guerra all’immigrazione, dai mass media alla democrazia per arrivare persino al calcio. Come un pistolero nel far west mette nel mirino, e spara, non sbagliando un colpo. E si permette anche di dare il suo “giudizio universale”, con tanto di voti, su tantissimi personaggi pubblici. 

Una raccolta molto particolare, perché testimonia la sua produzione in un periodo storico molto delicato, e in un preciso ambito giornalistico che sino a ora era stato disponibile solo agli abbonati della rivista, dunque a una cerchia molto ristretta di lettori, mentre oggi è a disposizione di tutti.

La postfazione soddisfa le curiosità di molti, perché Valerio Lo Monaco, che de La Voce del Ribelle è da sempre il direttore responsabile, racconta cosa significa conoscere privatamente il giornalista Fini, ma anche l’uomo, con i suoi colpi di genio, l’ironia, qualche ingenuità, e le sue sregolatezze.

La versione in eBook è immediatamente disponibile, e la versione cartacea, di 160 pagine, uscirà a brevissimo, così che ogni lettore possa completare la propria personale biblioteca di questo straordinario intellettuale italiano. O iniziare a conoscerlo proprio qui, dai suoi scritti più corsari.

CONTRO. Considerazioni di un antipolitico

di Alessio Mannino

2011: un anno di reazioni

vergate in punta di penna

Introduzione 

Nessuno contro il Nulla 

A che serve avere trent’anni, se non si dice no? Chi scrive è un comune occidentale che fin dall’infanzia, come tutti, ha subìto una scientifica, inarrestabile, degradante disumanizzazione. Troppi oggetti, troppe facilità, troppe immagini, troppa tecnologia, troppa plastica. Troppe paure. Noi, nati nell’ultimo scorcio di secolo, siamo meno umani dei nostri padri. Ed è tutto dire, perché già loro sono stati devitalizzati dal riflusso del boom anni ’50-‘70, e bisogna risalire ai nostri nonni per avere il ricordo di una generazione ancora protagonista, sognatrice, combattiva. Viva. Senza troppe futilità intorno e dentro la testa, e quindi più coraggiosa e generosa. Più vitale. 

Oggi la Storia è ferma. Occhio: non è finita, come qualche ideologo a libro paga va predicando da vent’anni. È congelata. Bloccata. Sbatte in una campana di vetro. Non va avanti né indietro. Il passato non conta nulla, al di fuori delle strumentali e retoriche riesumazioni di rito. Il futuro, evocato a ogni piè sospinto come promessa di maggior benessere, è stato abolito: vietato anche solo immaginarne uno che non sia uguale al sistema di vita attuale. Esiste soltanto un ripetitivo, autistico, pietrificato presente. Guai a chi osa mettere in dubbio la bontà dell’orgoglioso mondo nuovo, che in realtà è ormai vecchio di settant’anni. Parlo dell’ordine totalitario uscito dall’ultima guerra mondiale. 

Di cosa Abbiamo PAURA?

di Tina Benaglio

“American Horror Story”

e il genere horror

Introduzione

Emanuele Severino sostiene che l’essere è un eterno e quindi non può annullarsi. Quando qualche cosa viene distrutta, o quando qualcuno muore, esso non viene annientato, semplicemente scompare alla nostra vista. E della sorte che ad esso tocca quando scompare alla nostra vista, nulla noi possiamo dire.

Forse è per questo che la morte ha sempre suscitato una profonda curiosità. Di fronte alla morte ci si chiede: che significa morire? Che cosa mai succede quando qualcuno muore? E che cosa ci succederà quando saremo noi a morire? Non è un caso che, quando in una società le persone si sentono insicure, quando dilagano paure ed ansie, anche il genere horror dilaga. Esso si pone infatti come una rappresentazione metaforica delle ansie e dei rimossi della società. Che è quanto fa anche la serie tivù “American Horror Story” la quale, attraverso narrazioni perturbanti, si fa portatrice dell’immaginario delle paure americane e non.

Siamo finalmente riusciti a pubblicare il primo libro, di quelli previsti, in versione cartacea. È disponibile su Amazon, che è il distributore maggiore, e può essere ordinato da chiunque immediatamente senza pagare un solo euro in più per la spedizione: se si ha l’opzione “Prime” di Amazon si beneficia tutto l’anno della spedizione gratuita. Questa sorta di abbonamento alla spedizione dei libri costa appena 19.99 euro e dà diritto a consegne illimitate a costo zero, e per lettori come voi certamente siete ne vale senz’altro la pena. (Qui un link se eventualmente deciderete di attivarlo). 

In caso il primo titolo è disponibile a chiunque, qui.

Ma ci sono anche altre novità

Scacco matto al TTIP

di Valerio Lo Monaco

Siamo ancora in tempo 

per bloccare il mostro

Che vuole cambiare la nostra civiltà

Perché

Il “Trattato transatlantico per il commercio e per gli investimenti” Usa-Europa che potrebbe entrare in vigore entro pochi mesi rappresenta il più grande cambiamento politico, economico e sociale del nuovo millennio. Rappresenterebbe, come vedremo, veramente un passaggio storico. Al momento non è presumibile alcuna possibilità che questo non possa accadere. Anche se nulla è certo. L’ultima manifestazione di protesta, indetta per il 7 maggio 2016, occorre pure ammetterlo, è stata praticamente un insuccesso completo. Lo è stata dal punto di vista numerico, ovvero delle persone, delle sigle e dei partiti che vi hanno preso parte, e lo è stata dal punto di vista mediatico. I pochissimi servizi passati sulle reti della televisione italiana, cioè sull’unico media in grado di poter dare un risalto di massa alla cosa, sono stati modesti sino all’inverosimile, e il larghissima maggioranza del tutto assenti. Malgrado il fatto che diversi intellettuali e alcuni giornalisti, oltre a sparuti e poco influenti mezzi autonomi di informazione, abbiano tentato di far entrare il tutto nell’agenda setting dei media a più larga diffusione, e malgrado una notevole presenza soprattutto in alcuni gruppi ben specifici di persone sui social media, sul TTIP, almeno in Italia, vige un silenzio quasi assoluto. Il tema, a livello di opinione pubblica diffusa, molto semplicemente non esiste. Non è un caso.

L'islam fra noi

di Luciano Fuschini

La potenza di una religione, 

tra falsi miti e luoghi comuni da sfatare.

E la nostra debolezza

Esiste un solo metodo per capire ciò che sta avvenendo in Europa, e nel mondo, relativamente all’avanzata della religione islamica e ciò che questo comporti: studiare il fenomeno, conoscerne le origini, i perché e le interpretazioni che animano ogni azione dei suoi fedeli.

Le scorciatoie intellettuali, gli slogan politici usati per abbonire le masse televisive, le strumentalizzazioni elettorali e le isterie di massa non servono.

Esistono diversi studi per conoscere questa realtà: il pregio di questo profondo lavoro di Fuschini che proponiamo risiede nel fatto che riesce, in poco meno di un centinaio di pagine, a offrire un quadro culturale solidissimo, analitico e preciso. E soprattutto che riesce a calare il tutto nella nostra modernità passando l’argomento per il prisma della chiave di lettura che ci sembra più corretta.

Il Corano è un testo poco letto, dalle nostre parti, e ancora meno capito. Errore enorme, se si vuole sul serio capire i motivi dell'ascesa della religione islamica. Conoscere la debolezza delle “nostre” posizioni. E orientarsi nei tempi oscuri che ci aspettano.

Ribadiamo: poco meno di 100 pagine densissime, precise e puntuali, scritte da uno studioso che va al cuore della questione. Senza pregiudizi, sfatando i falsi miti e luoghi comuni, e facendo tabula rasa delle innumerevoli inesattezze che vengono veicolate alla sedicente “opinione pubblica”.

(vlm)

Una "rotta" possibile

di Giampaolo Gentili

Un tentativo di ribellione (tra i tanti)

Tra pericoli e distacchi 

Ma almeno: “vero”

Introduzione

Chi sono. E perché

Come da buona educazione mi sembra giusto presentarmi.

Sono un illustre sconosciuto, oggi forse un po' meno, ma di base è così. Ci tengo a sottolinearlo in quanto l'anonimato garantisce la libertà, spesso, di dire senza troppi pudori ogni baggianata possibile: in perfetto stile social network. Pensate che non ho neanche un account facebook, e usurpo meschinamente quello di mia moglie. Insomma agisco sotto mentite spoglie nelle migliori delle ipotesi.

Certo sono anche altro, ma da qui all'autoreferenzialismo il passo è troppo breve, e non serve allo scopo.

Per cui salto al succo. Vivo a bordo di una barca a vela insieme alla mia compagna, gran parte dell'anno.