Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Ottobre 2008, Anno 1, Numero 1 - Anteprima


- Editoriale


Io, Talebano


di Massimo Fini 


Perché ci interessa tanto l'Afghanistan? Perché là si combatte una battaglia decisiva. Che non è geopolitica come sostengono tutti coloro che, in Occidente, sono abituati a pensare solo in termini di potere militare e quindi economico. Si tratta di una battaglia che, una volta tanto, è davvero lecito definire epocale, fra le ragioni della Modernità e quelle del Medioevo. E noi siamo contro la modernità e a favore delle ragioni del Medioevo. Un Medioevo, ovviamente, riveduto e corretto, collocato nel Terzo Millennio. (...)



- Inchiesta/1


Banca Rotta


di Federico Zamboni


Tsunami. Terremoto. Uragano. Tutti termini fuori luogo, rispetto a ciò che sta accadendo nella finanza statunitense: nei crolli a catena di grandissime società – definitivamente fallite come Lehman Brothers o salvate in extremis dall’intervento dello Stato come Fannie Mae e Freddie Mac – non c’è nulla di imprevedibile. E tanto meno di inevitabile. Al contrario: ciò che sta scuotendo sino alle fondamenta il sistema creditizio americano è qualcosa che non solo andava avanti da tempo, nell’assoluta indifferenza (per non dire complicità) delle autorità di controllo, ma che scaturisce direttamente da determinate premesse. E, innanzitutto, dal dogma del massimo profitto, inteso non già come l’utile più elevato che si può conseguire attraverso una sana gestione aziendale, ma come un guadagno esorbitante che si deve perseguire in ogni istante e con qualsiasi mezzo. Lecito e illecito. Produttivo o improduttivo.  

Che certi comportamenti fossero non solo azzardati ma intrinsecamente scorretti, e destinati perciò, o prima o dopo, ad attorcigliarsi sulle loro stesse contraddizioni, lo poteva capire qualsiasi professionista del settore. I famigerati “mutui subprime” sarebbero crollati. La corsa al rialzo dei “derivati” si sarebbe arrestata. La carta straccia travestita da denaro sarebbe tornata, o prima o dopo, a essere carta straccia.  (...)



Inchiesta/2


Gli Stati Uniti e il Keynesismo militare


di Carlo Gambescia


Non c’è che dire, la decisione del governo federale americano di nazionalizzare  Freddie Mac e Fannie Mae (le due istituzioni  semi-pubbliche incaricate di assegnare mutui a buon mercato) è di grandissima importanza. E le  conseguenze potrebbero addirittura essere superiori a quelle derivanti dai provvedimenti presi in materia da Franklin Delano Roosevelt durante la Grande Depressione degli anni Trenta. E nel frattempo è crollata pure la Lehman Brothers,  la  superbanca Usa. Ne vedremo perciò delle belle.  

Citare è da pedanti, ma va qui ricordata una pagina del  grande storico americano, Arthur M. Schlesinger. Il quale scrisse che “nel 1933 la regolamentazione finanziaria sembrava essere solo una parte marginale del New Deal” (A.M. Schlesinger, L’età di Roosevelt. L’avvento del New Deal, il Mulino 1963, p. 442).  Pertanto il “liberista” Bush pare essere andato ben oltre lo statalista, se non “socialista” Roosevelt, come lo si definiva crudamente negli anni Trenta, nei corridoi delle Camere di Commercio. (...)



- Intervista


"I governi fanno i camerieri dei banchieri"


Intervista a Elio Lannutti


Per prima cosa un commento su quanto sta accadendo negli Stati Uniti. Dalla lettura del suo libro, ci sembra, si tratta di un fenomeno ampiamente prevedibile.

Certamente prevedibile, bastava capire realmente come funzionano tutti i prodotti astrusi che le banche hanno venduto e di cui si parla in questi giorni, che si chiamino prodotti derivati o altro. E c'è pure da dire che quanto accaduto è il fallimento di un ordine monetario che fa acqua da tutte le parti. È per questo che noi da qualche anno, attraverso l'Adusbef ma non solo, chiediamo una riforma dell'ordine monetario, una nuova Bretton Woods. E abbiamo chiesto anche al governo, al ministro dell'economia Tremonti (che ha clonato un pò alcune nostre proposte) che al prossimo G8 che organizzerà l'Italia alla Maddalena a Luglio del 2009, si inserisca almeno all'ordine del giorno dei lavori la riforma dell'ordine monetario, per azzerare quello che c'è: centinaia di miliardi di dollari solo in prodotti fuori bilancio.  (...)



- Chiave di lettura


Usa-Russia atto II (e l'Europa?)


di Valerio Lo Monaco


Mentre la maggior parte delle persone era in vacanza, mentre più di qualcuno ancora si entusiasmava nel seguire il baraccone delle Olimpiadi pechinesi e qualcun altro seguiva la cronaca delle convention spettacolo d’oltre Oceano per le nomination alla guida della Casa Bianca – alcuni addirittura con una euforia ingiustificata per Barack Obama1 – gli accadimenti nel Caucaso si incaricavano di segnare una svolta epocale: smentire clamorosamente e definitivamente tutti gli adepti della fine della storia e Fukuyama (la cui capacità e il suo libro famoso possiamo definitivamente considerare come sovrastimati); rendere manifesta ancora una volta la incapacità e il declino dell’Amministrazione Bush e più in generale degli Stati Uniti d’America; evidenziare l’inconsistenza dell’Unione Europea e l’ipocrisia delle amministrazioni dei maggiori paesi che ne fanno parte; confermare che un cambiamento sensibile di rotta, nel mondo, è ancora molto al di là dal venire. (...)



- Metaparlamento


L'ossessione Berlusconi


di Alessio Mannino


Berlusconismo e antiberlusconismo: a questo si è ridotta la politica italiana negli ultimi quindici anni. La cosiddetta Seconda Repubblica, nata dall’effimera tempesta di Tangentopoli, non ha portato con sé rivolgimenti istituzionali che ne giustifichino il nome, né un sistema di partiti rinnovato a fondo nel meccanismo della rappresentanza (tutt’altro: il maggioritario è molto peggio del vecchio, ma più equo, proporzionale). No, ha semplicemente marchiato il teatrino preferito dagli italiani con le insegne di uno spettacolo ripetuto sempre uguale a se stesso per la gioia del suo primo attore: Silvio Berlusconi. (...)



- Prospettiva


Ultras: tutta una montatura? Colpirne uno per educarne 50 milioni


di Tommaso Della Longa


“Treno preso in ostaggio dagli ultras”. “Guerriglia a Roma”. Questi erano i titoli all'indomani della prima giornata del campionato di calcio italiano, che aveva visto giocare la partita forse più calda della serie A: Roma-Napoli. Ecco quindi le immagini, sempre le stesse, di qualche vetro rotto su un treno e di gruppi di tifosi partenopei che corrono dentro la stazione di Roma Termini. Immagini ripetute all'infinito dai quotidiani, talk show organizzati all'uopo, telegiornali impazziti dietro alla conta di quanti pregiudicati fossero in quel treno proveniente da Napoli. (...)



- Culture


"Il vento che accarezza l'Erba"


di Ferdinando Menconi


Palma d’oro a Cannes contro ogni pronostico, “Il vento che accarezza l’erba” del Maestro Ken Loach è… l’ennesima arbitraria fuorviante traduzione italiana di un titolo di film. Infatti in originale il titolo del film è “The wind that shakes the barley” (Il vento che scuote l’orzo) - che è anche il titolo di una rebel song irlandese molto bella - e il vento della ribellione, giustamente, non è un vento che accarezza, semmai è un vento che scuote. Non può essere un vento delicato e gentile e romantico. Verrebbe da citare il Sergio Leone di “Giù la testa” quando ci ricorda che per Mao la rivoluzione non si può fare “con tanta grazia e cortesia”, perché la rivoluzione è “un atto di violenza” e nel film la violenza, ma non il voyeurismo della violenza alla Tarantino e altri cattivi imitatori di B movies, è ben presente, in tutta la sua crudezza ed il suo eroismo. (...)




Piano editoriale, Internet


Da soli non possiamo fare molto. Insieme invece l'obiettivo può essere centrato. Il motivo per il quale è nata questa rivista è quello di voler fornire una chiave di lettura differente, non conforme, dell'attualità. Cosa difficile a trovarsi altrove, se non in qualche raro (ed encomiabile) caso. Ma cosa necessaria, soprattutto se si condivide l'idea che solo attraverso la diffusione di idee differenti si può tentare di risvegliare le coscienze assopite dalla società (e dall'informazione) che abbiamo intorno. (...) 


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