Novembre 2008, Anno 1, Numero 2 - Anteprima

- Editoriale
E sempre siano lodati gli speculatori
di Massimo Fini
Federico Zamboni ha spiegato in modo magistrale, nello scorso numero, i vari e complessi meccanismi che hanno portato al collasso del mercato finanziario in tutto il mondo industrializzato. Tuttavia sarebbe fuorviante attribuire questo collasso agli speculatori, agli agenti facilitatori di mutui, alla "finanza creativa", agli edge fund, ai derivati, ai future, ai "titoli tossici". Questo è anzi ciò che stanno cercando di farci credere tutte le leadership politiche, economiche, intellettuali, che oggi criminalizzano quella "finanza creativa" e i suoi protagonisti che fino a ieri avevano tanto esaltato, per mascherare la realtà: che l'intero nostro modello di sviluppo è "tossico". (...)
- Editoriale
Questi tempi così elettrici
di Valerio Lo Monaco
Mai come in questo periodo ci torna spesso alla mente una delle frasi più efficaci di Massimo Fini, quando scrive o dichiara che alla guida del migliore dei mondi possibili, alla guida del treno impazzito, economico e sviluppista, siedono persone che hanno perso il controllo del mezzo stesso, che non riescono più a guidare né frenare. Persone che malgrado lo schianto vicino possono solo tentare di nascondere ipocritamente l'inevitabile e salvare il proprio personale salvabile. Per gli altri? La distruzione. (...)
- Inchiesta
Ultras e Stato di polizia
servizio di Tommaso della Longa
In Italia certe parole diventano puntualmente il simbolo paradigmatico di interi fenomeni. Si dice “il movimento” e si pensa subito agli studenti in lotta. Si usa l’aggettivo “estrema” vicino alla parola sinistra o destra, e il pensiero va subito a fazioni border-line che si muovono a metà strada fra il sistema democratico e l’eversione. Si parla del terrorismo internazionale e, in linea con l’equazione tanto cara a George W. Bush, se ne fa un tutt’uno con la religione islamica, come se tutti i seguaci di Maometto fossero aspiranti uomini bomba. (...)
- L'intervista
Il difensore della curva
di Tommaso della Longa
A colloquio con Lorenzo Contucci, avvocato penalista, esperto della normativa applicata al mondo degli ultras
Avvocato penalista, romano e romanista, Lorenzo Contucci è sicuramente uno dei massimi esperti della normativa applicata alla questione ultras. E grazie al suo lavoro quotidiano, può avere un punto di vista molto chiaro sulle falle del sistema, su cosa andrebbe cambiato e su quello che succede nelle curve italiane e nelle aule di tribunale. Proprio per questo abbiamo voluto intervistarlo, spaziando dalla situazione legislativa odierna, alla farsa mediatica di Roma-Napoli o alle foto “taroccate” di Bulgaria-Italia. (...)
- Chiave di lettura
Il "credo" liberista
di Federico Zamboni
Si stanno scrivendo fiumi di parole, sulla crisi che ha scosso e continua a scuotere i mercati finanziari. Ma quello che continua a mancare sono riflessioni sincere, capaci di una piena e definitiva comprensione di quanto è accaduto. Quello di cui non c’è traccia sono critiche – e autocritiche – che comportino una piena e sostanziale assunzione di responsabilità. Tra le pensose disamine degli uni e le arroganti difese d’ufficio degli altri, non c’è una briciola di disponibilità a rimettere in discussione i presupposti teorici del modello economico occidentale, prendendo realmente atto del disastro che si è prodotto quando quei presupposti si sono trasformati in esiti concreti. Quel poco di critica che c’è si ferma agli effetti, senza mai risalire alle cause. (...)
- Analisi
Mercatisti? Zero in storia
di Carlo Gambescia
A proposito della crisi, le parole più dure sulle scarse capacità predittive di “deregolatori” e “mercatisti”, le ha pronunciate l’ultramoderato professor Sartori. Lo scorso 16 ottobre sulle pagine del Corriere della Sera: “Molti economisti se la cavano scaricando la colpa sul liberismo ‘selvaggio’ che ha predicato la deregulation, l'abbattimento delle regole. (...)
- Analisi
La finanza e le ali della farfalla
di Francesco Bertolini
Negli ultimi dieci anni i mercati finanziari sono stati una delle espressioni più evidenti della globalizzazione dell’economia. Crescite vertiginose e drammatici crolli si sono associati a sogni di arricchimenti facili e a più frequenti incubi di veder sparire il capitale investito. Ma cosa c’è dietro la finanza oggi, che conseguenze ha sull’equilibrio del pianeta e sulla sua possibilità di continuare a essere popolato da quella strana razza animale chiamata uomo? (...)
- Chiave di lettura
In morte di un'illusione
di Eduardo Zarelli
Sono giorni sospesi. Il gioco perverso di rimandi tra l’artificio della economia dematerializzata e i media non riesce ancora a rendere fattuale il tracollo finanziario dell’Occidente. Osserviamo distaccati il rocambolesco incidente sui video come spettatori passivi di una playstation governata altrove. Una debacle dalle conseguenze inimmaginabili che imperversa come un tornado nel mondo virtuale della finanza, costituito in larga parte da ectoplasmi inafferrabili alle persone in carne e ossa, giacché composti di funzioni e algoritmi complessi dai quali emergono sfumati margini di un frattale del caos. (...)
- Analisi
Energia, i conti non tornano
di Giuseppe Carlotti
In queste settimane di continui saliscendi economici, torna prepotentemente in auge la discussione sul prezzo dell’energia, e in particolare sulla correlazione esistente tra prezzo dell’energia e prezzo del barile di petrolio. L’oro nero, che solo nel giugno scorso aveva sfondato la soglia dei 140 dollari al barile, naviga ora placidamente attorno agli 80 dollari, senza che nessuno se ne sia accorto. O quasi. I conti li fanno in molti e, come sempre, non tornano. (...)
- Metaparlamento
Rossi e Neri, ribelli a metà
di Alessio Mannino
Il 7 settembre 2008 ha aperto a Milano, nel quartiere della periferia nord Certosa Garignano, il centro sociale di estrema destra “Cuore Nero”. A soli trecento metri più in là ce n'è uno di estrema sinistra, il “Torchiera”. La commedia delle parti è sempre la stessa, e prevede che gli “opposti estremismi” si contendano lembi di territorio secondo un copione ben preciso. Che più o meno è quello di Guerrieri della Notte: bande metropolitane di bulli fanno a gara a chi è più radicale e alternativo al sistema. Questi giovani, della gioventù, hanno il fisiologico spirito di ribellione. Ma con le loro ideologie e simbologie antiche di un secolo, in realtà sono vecchi. Vecchi dentro. (...)
- Prospettive
La Repubblica dei divieti
di Laura D'Alessandro
Carcere e multe per le prostitute e i loro clienti, divieto di chiedere l'elemosina e di mangiare in strada, sanzioni a chi scrive sui muri e a chi sosta su una panchina di notte, pugno di ferro coi lavavetri ma anche con chi sbatte la tovaglia fuori dalla finestra. È un vento proibizionista quello che soffia da qualche tempo sull'Italia e rischia di diventare ben presto un ciclone, alimentato da disegni di legge, ordinanze, divieti vecchi e nuovi che si accumulano nel tentativo delle istituzioni di reprimere più o meno l'intero repertorio degli umani comportamenti. (...)
- Usciti ieri
"L'amante di Lady Chatterley"
di Massimo Fini
Quando uscì, nel 1928, L'amante di Lady Chatterley di D.H.Lawrence, la storia d'amore adulterina, ambientata nelle Midlands, ormai intaccate dall'avanzata delle fabbriche, delle officine, degli altiforni, fra una giovane nobildonna inglese, Lady Chatterley, appunto, sposata ad un marito, Sir Clifford, reso peraltro impotente da una ferita di guerra, e il suo guardacaccia, Mellors, il libro suscitò uno scandalo enorme. (...)
- Culture
"Matrix", matrigna mater
di Ferdinando Menconi
Alla fine mi è toccato vederlo. Ero riuscito a starne fuori fino ad ora, ma anche a me è toccato entrare in Matrix, sia chiaro, però, solo Matrix il primo, niente Matrix Reloaded, Matrix Revolution, e neppure Matrix Service Pack 2 o Matrix Vista. Stupisce un po’ pensare che questo film sia stato eletto da taluni a icona della ribellione contro il sistema: c’è ben poco di ciò nel film in sé. Tutto, invece, diviene chiaro quando si capisce che è stato eletto a tale ruolo da quelli che considerano Lucignolo (Italia Uno) trasgressione, mentre, invece è ad un alto tasso di conformismo. In conclusione Matrix è simbolo di rivolta solo per chi sta bene nel sistema e questo per un film prodotto da una major è l’obiettivo reale: farti credere ribelle mentre sei uno schiavo, Matrix insomma. (...)
- Musica
Clash, quando Londra chiamava alla rivolta
di Federico Zamboni
Clash, conflitto. I nomi aggressivi, nel punk, erano più o meno la regola: dai Sex Pistols ai Damned, dagli Stranglers ai Bad Religion. Ma per i Clash non era solo questione di clima. O, come si direbbe oggi, di trend. Non si trattava affatto di scegliersi un nome adatto a richiamare l’attenzione e a blandire le aspettative dei possibili acquirenti, come si sceglie quello di un prodotto da lanciare sul mercato. In un certo senso, anzi, non era nemmeno una vera e propria scelta: era una constatazione di fatto. Essendo ciò che erano, ragazzi londinesi con gli occhi bene aperti e un mucchio di rabbia per tutta l’ingiustizia sociale che li circondava, i Clash non dovevano decidere di essere in conflitto con l’establishment. I Clash, a cominciare dal cantante e leader Joe Strummer, lo erano e basta. (...)








lunedì, novembre 10, 2008 at 12:30
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