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    « RASSEGNA STAMPA DEL 16/12/2008 | Main | Pena di morte: una barbarie ma chi sbaglia paghi davvero (Archivio Fini: per abbonati) »
    7:01PM

    Alcol: tolleranza zero, ipocrisia a mille.

    La solita ipocrisia, il solito falso buon senso, la solita sopraffazione strisciante. Di fronte al perpetuarsi degli incidenti stradali, che qui in Italia causano una media di 14 morti e 893 feriti al giorno, il Parlamento non trova di meglio che prepararsi a inasprire le norme sull’assunzione di alcol da parte di chi guida. Dapprima, nelle intenzioni del presidente della commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci, già entro la fine di gennaio 2009, abbassando il limite massimo dagli attuali 0,5 mg per litro di sangue ad appena 0,2 mg. In seguito, specie se il primo intervento non avrà portato a miglioramenti significativi, arrivando allo zero assoluto. 

    “Tolleranza zero”, appunto: se prevarranno le posizioni più intransigenti, basterà bere anche un solo sorso di vino, o di birra, o di qualsiasi altra bevanda alcolica, per essere immediatamente equiparati a dei pericolosi ubriaconi da sanzionare senza pietà. La prima volta con la sospensione della patente per sei mesi. Poi, in una rapida escalation, con stop ancora più prolungati, fino al ritiro definitivo.

    È un approccio aberrante. Si parte infatti da un dato obiettivo ma sommamente generico, come l’influenza dell’alcol in un gran numero di incidenti stradali, e se ne fa una verità universale, guardandosi bene dal verificare, caso per caso, quale fosse l’effettiva percentuale nel sangue di chi ha causato quei sinistri. Come si legge nel sito della polizia di Stato, in chiusura di una nota pubblicata il 23 settembre scorso, “da studi scientifici internazionali risulta che l'alcol è la causa di oltre il 40 per cento degli incidenti stradali che si verificano in Italia”. Già: ma quanto alcol? In quale percentuale? E in quali circostanze? Come causa esclusiva, o come concausa in associazione ad altri comportamenti scorretti?

    La conseguenza di questo approccio fuorviante è che si espande a dismisura il concetto di “guida in stato di ebbrezza”, fino a postulare che l’assunzione di qualsiasi quantitativo di alcol, seppur minimo, alteri le percezioni di chi guida e ne peggiori in misura determinante le capacità di reazione.

    Lo scopo è ovvio. Ed è duplice. Da un lato, fingere di occuparsi del problema col massimo rigore, così da mettersi al riparo da ogni possibile accusa di lassismo. Dall’altro, sottrarsi all’analisi degli ulteriori motivi che concorrono al fenomeno, a cominciare dalla facilità con cui vengono concesse le patenti e dalla crescente inciviltà dei comportamenti individuali. Ma si sa: avere la patente è pressoché indispensabile per potersi muovere in un Paese in cui i trasporti pubblici sono del tutto inadeguati, ed è inoltre funzionale a far vendere alle case automobilistiche, gruppo Fiat in testa, quante più vetture è possibile. E quanto all’inciviltà – che di regola si esaurisce in una miriade di piccoli abusi senza (troppi) danni, ma che provoca ben altre conseguenze una volta che si riversi in un ambito pericoloso come la circolazione stradale – è la migliore alleata di questa classe dirigente, ben contenta di avere a che fare con una massa di individui immaturi. Abbastanza aggressivi da non rispettare le distanze di sicurezza, o i segnali stradali, o i limiti di velocità, ma sempre più passivi e indifferenti nei confronti di chi li governa. 

    Federico Zamboni

     

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    Reader Comments (12)

    Proporrei lo sciopero dell'alcool per un mese. Solo chinotto ;)
    Cosi vediamo subito se il tasso di incidenti decresce. E poi son cavoli loro gestire l'incazzescion della lobby del vino.

    dicembre 17, 2008 | Registered CommenterNicola Cinel

    I dati sono incontrovertibili!
    <negli incidenti causati dall'abuso di alcool, la TOTALITA' dei casi, quelli VERIFICATI dalle forze dell'ordine, riscontra superamenti dei limiti consentiti di ALMENO DUE VOLTE!!!!
    Qualcuno può chiedere agli ANALCOLIZZATI che vogliono abbassare suddetti limiti A COSA DIAVOLO SERVE?
    E' come dire che se si supera di DUE volte il limite di COLESTEROLO nel sangue, c'è anche il serio pericolo di lasciarci le penne...MA NON SI SOGNEREBBE NESSUNO (non escludo che il nostro ministro della Sanità possa farlo per far piacere a qualche casa farmaceutica), di DIMEZZARE TALE LIMITE!
    SI PUBBLICHINO I DATI RELATIVI ALLE PERCENTUALI DI SFORAMENTO DEI LIMITI DI PRESENZA ALCOLICA NEL SANGUE, ACCERTATI DALLE FORZE DELL'ORDINE IN SEGUITO AD INCIDENTI STRADALI E NON A SEMPLICI CONTROLLI DI ROUTINE!!!!
    Ne usciranno delle belle!
    PROPONGO a qualche giornalista SERIO di fare una piccola inchiesta su QUESTI dati

    dicembre 17, 2008 | Registered Commenterantonio bastianon

    Mah, come commentare questa inarrestabile escalation di ipocrisia che imperversa ormai a dismisura? Facciamo un piccolo ragionamento. Che cosa accadrebbe se anzichè inasprire le già tremende misure di repressione si intensificassero i controlli? Di certo di ridurrebbero drasticamente i fenomeni di guida in stato di ebbrezza, perchè la storia insegna che a ben poco servono i deterrenti più forti senza la certezza della pena. E' forse servita a qualcosa la pena di morte negli USA? Ha forse contribuito a limitare i fatti di sangue la prospettiva di venire fritti in diretta tv? No, tutto questo non è servito esattamente a niente. Servirebbe a qualcosa, invece, disporre alle forze dell'ordine di posizionarsi all'uscita di discoteche, pub o locali simili, impedendo alle persone ubriache di mettersi alla guida. Ma così si andrebbero ad intaccare gli interessi dei direttori di tali locali, non certo contenti di questo trattamento. Non è certo inverosimile la diceria (credo che sia una verità) che molto spesso tali direttori passino, sottobanco, bustarelle su bustarelle a chi di competenza, onde evitare gli spiacevoli inconvenienti descritti in precedenza. Si tratta, in sostanza, del solito groviglio di interessi, del consueto giro di mazzette, del consolidatissimo "una mano lava l'altra e tutte e due lavano il viso". D'altra parte, come aspettarsi qualcosa di diverso da un paese in cui la repressione, in perfetto stile americaneggiante, sta soppiantando ogni forma di prevenzione; il più gretto autoritarismo sta sopraffacendo il più elementare buon senso e uno sfrenato individualismo sta abbattendo quel che di buono aveva portato il cosiddetto "sentimento comunitario". Urge un repentino ravvedimento. Ciao

    dicembre 17, 2008 | Registered CommenterGiacomo Gabellini

    Sono sempre stato più che convinto che il grado di civiltà di una nazione o di un popolo si misuri in base all'uso che fa dell'automobile.
    In Italia abbiamo 40 milioni di auto a fronte di poco meno di 60 milioni di abitanti. Le strade e i marciapiedi delle grandi città fanno schifo tanto sono piene di mezzi in sosta. Si utilizza l'auto anche per spostarsi di qualche centinaio di metri. La doppia o tripla fila è tollerata e di uso comune. Le strisce pedonali, un decoro di cattivo gusto che non serve a nulla. Le precedenze un utopia e gli indicatori di direzione fastidiosi orpelli da utilizzare per svoltare. L'uso del cellulare mentre si guida è comune, mentre i passi carrai un utile incentivo per la sosta selvaggia. Chi soffre di handicap motori, o chi utilizza passeggini o carrozzine, di fatto non può spostarsi nelle grandi città.
    Potrei andara avanti, ma questa mia spietata denuncia vuole mettere a nudo l'accostamento che può essere fatto tra il nostro Paese le altre nazioni europee. Roma o Milano non saranno ai livelli di Il Cairo, ma certamente ci avviciniamo di più a quel grado di civiltà che non al resto d'Europa.
    Siamo inoltre tutti molto bravi a lamentarci dei costi per mantenere un auto, ma in sostanza all'italiano medio non togliere l'automobile da sotto il culo.
    Chi come il sottoscritto ha il coraggio di vivere da ribelle in una grande città? Chi vuol fare a meno dell'automobile e della schiavitù a cui essa ci obbliga?
    Non acquistate più auto. Mandate al diavolo i pubblicitari che vi invitano ad entrare nei concessionari. Utilizzate mezzi alternativi!!!

    dicembre 17, 2008 | Registered CommenterGiuseppe Maneggio

    Salve,
    vorrei fare qualche appunto sparso (ma significativo).

    PRIMO: E' assolutamente FALSO che chi ha un tasso alcolico nel sangue superiore al limite consentito sia ubriaco. Ma ciò è esattamente quello che i media ripetono a spron battuto.
    La verità è che tale limite è del tutto arbitrario, nonchè risibile, e la sua scelta è dovuta non ad indagini scientifiche bensì a necessità economiche di origine prettamente statistica.
    E potrei argomentare convincentemente (e razionalmente) come tale statistica sia costruita in malo modo e fuorviante.

    SECONDO: E' assolutamente FALSO che un'alta percentuale degli incidenti in Italia sia dovuta all'alcool. Anche questo i media ripetono a spron battuto.
    Ma anche questo è capzioso e a-scientifico, poichè calcolato arbitrariamente in base all'assunto ingiustificato che imputa all'alcool la colpa di ogni incidente, sol che qualche guidatore implicato abbia superato il limite. Un'aberrazione razionale che qualunque scienziato dovrebbe rifiutare con sdegno.

    TERZO: E' assolutamente utopico pensare che, dal punto di vista sistemico, il problema degli incidenti possa essere risolto attraverso l'educazione individuale che vorrebbe inculcare i "sani principi" della guida. Come già ho ripetuto 3 o 4 volte in questo sito, questa è una visione di tradizione tipicamente sinistrorsa, oggi molto diffusa in tutte le aree politiche, e tuttavia ineluttabilmente fallimentare.
    Non si può pretendere il martirio dai cittadini. Neanche giustificandolo con principi giustissimi. Sarebbe la solita protervia totalitaria della democrazia rappresentativa in altra salsa.

    Saluti,
    Gab.

    dicembre 17, 2008 | Registered CommenterGabriele Buogo Andreella

    Io non amo gli stati uniti, ma posso dire, per esperienze dirette, che la questione alcol e guida là viene trattata in maniera sensata: prima di "fare l'etilometro" sottopongono il guidatore in supposto stato di ebbrezza a una serie di prove, tipo camminare diritto ecc.... se le prove indicano la possibile assunzione di alcol, allora si procede all'etilometro e si passa una notte in gattabuia. mi sembra sensato, no?
    In realtà anche in italia ci sarebbe da parte della polizia l'obbligo di giustificare il ricorso all'etilometro, come in effetti viene scritto nel verbale, cose del tipo "alito vinoso" o "parlato sconesso" ecc.... la realtà, come tutti sappiamo, è che il ricorso all'etilometro è a random, cioè senza senso, sospendendo così la patente anche a persone che magari si sono bevute una birra poco prima di mettersi alla guida, quindi, anche se con il tasso alcolemico sopra il limite, in perfetta condizione fisico mentale per poter guidare.
    Saluti
    Ettore

    dicembre 17, 2008 | Registered CommenterEttore Casadei

    Caro Ettore,
    a me non sembra una soluzione sensata, ma appare come una toppa arbitraria alla protervia irrazionale di una mal gestita razionalizzazione. Non mi sembra sensato delegare la scelta dell'esame con etilometro all'arbitrarietà di un vigile.
    Io di proposte ne avrei a decine... una di queste è una razionalizzazione seria degli interventi a partire da analisi statistiche oneste e scientifiche. Un esempio banale: creare diversi scaglioni di tasso alcolico seguendo, per dimensioni, numero e tipo di punizione, un indice relativo di rischio costruito sui dati statistici degli incidenti effettivi. Ma non calcolati a spanne, come adesso. Calcolati seriamente. Non può essere che un deficiente sta pincionando con l'autoradio, non guarda la strada, tampona l'auto davanti, poi viene fuori che aveva bevuto una birra e automaticamente viene segnato l'alcool come causa dell'incidente. Perchè questo è il CIARPAME a-scientifico su cui tutto l'impianto di legge, tutte le proposte e tutti gli strilli dei media sono costruiti.
    Ciao,
    Gab.

    dicembre 17, 2008 | Registered CommenterGabriele Buogo Andreella

    Caro Gab,
    sono d'accordo sugli indici e tutto il resto, anche se a me sembra ancora più utopistico definire se la causa dell'incindente è per distrazione (scatola nera?) o alcol o entrambe le cose. Su questo si può solo fantasticare e definire una statistica (che, credo, già esiste). E poi, scusa, ma io mi riferivo solo alla questione alcol e all'abuso di potere da parte delle forze dell'ordine, che è il punto, l'ipocrisia, e il sopruso, non alla riduzione degli incidenti stradali, per la quale sono pienamente d'accordo con l'articolo (sono d'accordo con l'articolo su tutta la linea), abbassare la tolleranza a 0 non serve , se non per chi ha già una coscienza e non sarebbe comunque un pericolo (leggi: non serve per i giovani), come non serve piazzare autovelox a tutto spiano, o la patente a punti o altro, se non molto molto poco. Bisognerebbe, forse, fare "cultura" di come si sta al volante, unita a serie repressioni di comportamenti altamente irresponsabili. Questo potrebbe avere effetti positivi.
    Ma anche ammesso che si riesca a inculcare un po' di cultura sul rispetto delle regole della strada e che si usino in maniera corretta gli strumenti, il tutto viene azzerato, annichilito, in pochi secondi da spot irresponsabili e che dovrebbero essere vietati come quello della BMW, se non erro, che recita più o meno: "a cosa servono i limiti se non per superarli". Ma figurati se si colpisce l'industria dell'automobile, che poi è in crisi! Piuttosto si strilla al lupo e si parla di etilometri.
    Saluti
    Ettore

    dicembre 17, 2008 | Registered CommenterEttore Casadei

    Non penso che il problema sia l'alcool. La quantità assunta dal ragazzo che ha provocato l'incidente è chiaramente risibile. Molto più probabilmente (è una mia ipotesi) egli deve aver ottenuto la patente in cambio di soldi o di qualche favore. Per sviare ogni sospetto sulla vicenda (probabilmente perchè dev'essere un ragazzo di buona famiglia) si è voluto puntare il dito (grazie anche a qualche complicità) su quel lieve superamento del tasso alcoolico che magicamente cancella ogni altra possibile responsabilità riguardo al fatto di aver messo alla guida un ragazzino appena ventenne senza una seria preparazione (e credo anche su un'auto troppo potente).
    Il solito penoso balletto mediatico e la ormai consolidata ipocrisia della nostra classe dirigente ha fatto il resto.

    dicembre 17, 2008 | Registered CommenterArthur Wilson

    Spero ci si renda conto che siamo di fronte all'ultima, stupida e inutilmente severa delle grida manzoniane, che se venisse fatta rispettare finirebbe per rendere sanzionabili tutti, ma proprio tutti ad eccezione degli astemi, e che finirebbe per rendere di fatto impraticabile uno dei più ovvi, innocui, tradizionali, e naturali piaceri: bere un buon bicchiere di vino in convivio, a cena fuori o da amici. Si potrà farlo solo a casa propria, da soli.

    dicembre 17, 2008 | Registered CommenterGiacomo Giani

    Scusa di nuovo Gab, ho riletto il punto tre del tuo primo messaggio, dove affermi che è utopico pensare di risolvere il problema inculcando sani principi.
    D'accordo, fare solo quello non ha senso, e credo che nessuno qui lo pensi. Ma, se mi permetti, anche di lì bisogna passare, dalle basilari regole del convivere, che non non sono di destra o sinistra, se permetti.
    Ma non cerchiamo di risolvere il mondo a parole: qui, quello che si sta perpetrando è un abuso nei confronti della cittadinanza che di fatto, come afferma Giani, isola gli individui e li obbliga a bere da soli, in casa a meno che non si abbia la fortuna di vivere tutti in un centro cittadino e andare a piedi (ma tra un po', con questo andazzo, non si potrà più nemmeno camminare per strada dopo aver bevuto un bicchiere di vino). L'etilometro serve per prevenire gli incidenti stradali, ma usato in questo modo risulta inutile in molti casi e dannoso per chi è in buona fede e non rappresenta un pericolo per nessuno. Ossia, rappresenta un sopruso che serve solo, come è stato ripetutto più volte in questa sede, all'ipocrisia della classe dirigente ("sabato sera ritirate 200 patenti" si legge nei giornali d'estate. E allora?). A un amico che è stato fermato gli è stata sospesa la patente, ha chiamato suo babbo che era a cena fuori per farsi venire a prendere e, fatto l'esame dell'etilometro anche a lui senza nessuna ragione oggettiva, a parte il fatto di avere lì l'etilometro e quindi, come scimmie, di usarlo, hanno sospeso la patente anche a lui. Grottesco, ma vero.

    dicembre 18, 2008 | Registered CommenterEttore Casadei

    Caro Ettore,
    mi pare che tutto sommato siamo d'accordo.

    L'educazione non risolve il problema dal punto di vista sistemico, non agisce rapidamente sul corpo sociale ed è sempre eterodiretta secondo principi decisi da qualcuno (ed eventualmente, e sperabilmente, condivisi). Nonostante questi limiti, è bene che venga fatta, certamente, poichè ha numerosi altri risvolti utili.

    Il mio esempio degli scaglioni voleva solo esemplificare come sia possibile, con poche nozioni base di statistica e senza troppe difficoltà, costruire un sistema migliore di quello esistente (che di scientifico non ha nulla... perchè vero: "le statistiche già ci sono", il problema è che sono fatte coi piedi. O meglio: sono fatte in modo da poterne evincere principi di azione scelti a priori. Che infatti non incidono sensibilmente sulla sicurezza stradale, è solo ideologia. Così son capaci tutti.)

    Senza contare l'insofferenza, da molti giustamente manifestata, di una pretesa democrazia che, con una protervia insopportabile, decide a priori cosa dev'esser buono per noi e cosa no, dando per scontato (ma sbagliando) che evitare un presunto rischio per strada sia meglio che poter sfogare con comportamenti conviviali lo stress quotidiano cui essa stessa ci incatena.

    Al rogo questi inacculturati bacchettoni.
    Gab.

    dicembre 18, 2008 | Registered CommenterGabriele Buogo Andreella
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