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In merito al Forum, avviso importante

Come promesso venerdì scorso torniamo sulla questione del forum che, nel frattempo, si è sviluppata attraverso ulteriori commenti. La questione fondamentale è chiarissima: sussiste, da parte dei lettori (o addirittura da parte di quelli che approdano sul sito per caso), un diritto assoluto di pubblicazione sul forum (presente sul sito) di una rivista ben precisa, di ciò che essi intendono proporre per la discussione di tutti, a prescindere da qualunque giudizio da parte della redazione che pubblica rivista e sito?

La nostra riposta – chiara, netta e definitiva – è NO. Questo diritto non sussiste. E non può sussistere per il semplicissimo motivo che questo sito non è uno spazio di aggregazione indiscriminata – la cui ragion d’essere è richiamare quante più persone possibili al solo scopo di promuovere le comunicazioni tra gli ospiti – ma è e resta l’emanazione on-line di una rivista specifica, che è appunto La Voce del Ribelle. In ciascuna delle proprie manifestazioni, quindi, il sito riflette la linea editoriale del mensile, per esempio a cominciare dalla scelta degli argomenti. Altra cosa è la possibilità, offerta a tutti i lettori registrati e agli abbonati, di commentare ogni singolo argomento o intervento. Così come avviene per gli articoli, invece, tutti hanno la possibilità di avanzare proposte sul cosa e sul come (nonché, se ne hanno le capacità, di candidarsi al ruolo di collaboratori), ma la decisione finale, in merito ai temi, spetta a noi. Ed è naturale che sia così, visto che esiste un direttore politico e un direttore responsabile che è, appunto, "responsabile" di cosa si pubblica sul sito di una testata registrata. Ovvero questa.

È una forma di censura, questa?

Noi riteniamo di no, nel modo più assoluto. A meno che non si sia scambiato il sito per una bacheca aperta a tutti o per un’assemblea permanente – e non si creda perciò che qualsiasi tipo di selezione degli interventi costituisca, di per sé, un’azione censoria – la scelta su cosa pubblicare e cosa no rientra tra le prerogative naturali della redazione. Ciò che ci viene inviato, in altre parole, si pone sullo stesso piano delle lettere che vengono indirizzate a un qualsiasi altro organo di stampa: si legge, si valuta, si decide. Si sbaglia? È possibile. Si deludono le aspettative di qualcuno? È inevitabile. Ma ce ne corre prima che si possa parlare di censura, cioè dell’eliminazione strumentale di determinate tesi.

L’EQUIVOCO DEL FORUM

All’origine di tutto c’è il modo in cui noi avevamo immaginato “il” forum. Attenzione: non “i” forum al plurale, ma “il” forum al singolare. Nelle nostre intenzioni, infatti, si trattava di aprire una sola discussione alla volta e di approfondirla sull’arco di alcuni giorni, per poi archiviarla e passare a un’altra. Quando, in seguito, abbiamo puntualizzato che «il nostro [forum] è e deve comunque essere orientato al progetto che tutti insieme, redazione e lettori, stiamo portando avanti», non volevamo porre alcun limite di contenuto ma richiamare tutti a quello che è l’obiettivo fondamentale del nostro lavoro: fare informazione – e, se possibile, vera e propria controinformazione – riguardo a questioni ben individuate. Quello che ci piacerebbe è che gli interventi sul sito nascessero da un atteggiamento simile (o non troppo dissimile…) da quello che cerchiamo di avere anche noi quando scriviamo un articolo: lo scopo non è avere il piacere di dire la nostra su questo o su quello, ma mettere a disposizione di chi ci leggerà i risultati di un accurato lavoro di ricerca e di un meditato tentativo di interpretazione. Il che significa, tra l’altro, concentrarsi su un solo tema alla volta. O, addirittura, su una sola vicenda alla volta.

Applicato ai forum, questo approccio si traduce appunto nel prendere in considerazione un singolo argomento per volta - un thread - e nel provare a scandagliarlo tutti insieme al meglio delle nostre possibilità, scambiandoci l’un l’altro informazioni e ragionamenti utili a raggiungerne una visione più corretta e consapevole. Passando cioè, per dirla con Massimo Fini, dall’informazione alla conoscenza. Nonché, aggiungiamo noi, dal mondo delle impressioni parziali a quello di una piena consapevolezza.

Che cosa ci mostra, invece, quello che è accaduto finora sul sito? Ci mostra una moltiplicazione incontrollata di spunti, che nel giro di pochissimi giorni ha allineato più di dieci temi diversi. Anzi: completamente diversi. Ammesso che presi uno per uno vadano bene, affastellati uno accanto all’altro diventano dispersivi. Detto brutalmente: ognuno di noi avrà decine (o centinaia, o migliaia) di argomenti che lo interessano e su cui ritiene di avere qualcosa da dire, ma non può certo significare che sia il caso di sollevarli a getto continuo sul sito. 

È una limitazione troppo drastica, scegliere un solo tema per volta e discuterlo, poniamo, per una settimana? Noi crediamo di no. Sull’arco di un anno ci porterebbe ad aver discusso (e approfondito!) qualcosa come cinquanta questioni. D’altro canto, come abbiamo già ricordato, il nostro sito è il riflesso web di un mensile che esiste già e che possiede sia una propria identità che una propria linea editoriale. Un conto è che vi sia un’ampia disponibilità a interagire coi lettori; ben altro è che questa disponibilità si risolva nel lasciare che chiunque si metta a riempire il sito di quello che gli passa per la testa.

Esistono altri spazi, su altri siti, in tal senso. Noi confidiamo che chi interviene sul forum di una rivista come la nostra, però, abbia delle peculiarità un po' diverse (per fortuna) rispetto a quelle di chi frequenta abitualmente alcuni forum di diverso tipo.

 

COSA FAREMO 

Nonostante tutto quello che abbiamo detto fin qui – e che secondo noi era doveroso precisare per sgombrare il campo da ogni possibile equivoco sulla natura del nostro sito e, di conseguenza, su ciò che compete alla redazione e ciò che compete ai lettori – sul piano pratico le opportunità di intervento non solo non diminuiscono ma addirittura aumentano. 

Da un lato – a conferma del fatto che noi non vogliamo impedire a nessuno di dire ciò che pensa, come dimostra il fatto che a tutt’oggi non abbiamo MAI omesso di pubblicare i commenti che ci sono arrivati (tranne che in qualche caso veramente clamoroso...) – lo spazio Forum resterà in funzione così come si è strutturato spontaneamente. L’unica cosa che aggiungiamo è un invito (s’il vous plait…) a non trasformare il forum in una chat, in cui le stesse persone si mettono a discutere tra loro in una girandola senza fine di precisazioni reciproche. 

Dall’altro, recuperando il nostro progetto iniziale, affianchiamo allo spazio Forum uno spazio Focus. Che consiste, appunto, nella discussione di un tema indicato dalla redazione, magari a partire dalle segnalazioni provenienti dai lettori.

Insomma: d’ora in poi chi vorrà dibattere a ruota libera avrà di che sbizzarrirsi nel Forum, ma allo stesso tempo sarà chiaro a tutti che altrove, nel Focus, si sta provando a ragionare insieme su un tema specifico e predeterminato. Con i vantaggi, speriamo, di un lavoro mirato e condiviso. 

 

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