Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Il bugiardo e il barboncino

 

In Italia lo stato di diritto è una facciata, ma una facciata che ancora non cede all’abbattimento definitivo. La Corte Costituzionale ha stabilito che il “lodo Alfano”con cui Silvio Berlusconi voleva farsi scudo dai processi Mills e Mediaset (da quali con quasi certezza uscirà indenne grazie alla prescrizione) è un insulto all’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il commento allucinato del premier («queste cose qua a me mi caricano e caricano anche gli italiani. Viva l'Italia, viva Berlusconi!») fa seriamente allarmare sul patologico delirio di onnipotenza di quest’uomo che la moglie Veronica ha definito «malato». Ma ancora più inquietante è l’appecoronamento di certa informazione. La sera della sentenza, in diretta telefonica a Matrix, ha dichiarato che prima di essere sceso in campo nel ’94 non ebbe mai un’accusa, e che da tutti i procedimenti a suo carico è stato finora assolto. Il conduttore-barboncino, Alessio Vinci, non ha fatto una piega di fronte alla doppia bugia: nel 1990 è stato dichiarato testimone spergiuro (testimoniò che stava nella P2 solo da tre giorni mentre era iscritto da tre anni), ma fu salvato da un’amnistia; quanto alle assoluzioni, è stato assolto nel merito solo per la tangente di Telepiù, ma per tutti gli altri episodi di corruzione, salvo appunti quelli ancora in itinere (benchè su Mills sia stato già dichiarato “corresponsabile in atti corruttivi»), l’ha sfangata solo grazie alla lunghezza dei processi. Dovuta anche e soprattutto alle leggi con cui lui ha inzeppato il codice di cavilli ritardanti. Per salvare se stesso. Non l’Italia. 

 

Alessio Mannino

 

 

I nostri Editori

RASSEGNA STAMPA DEL 08/09/2009

L'incontro di Bonn: uno strappo per Yalta?