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"L'indipendente": l'occasione mancata" (archivio Fini: per abbonati)

Il conformista - 12 Ottobre 1994

Eravamo in fuga, con Feltri che tirava la volata. Avremmo battuto "il Giornale". Invece, proprio il leader non seppe resistere alle lusinghe del Cavaliere...

Il primo luglio del 1960 nella tappa del Tour de France Saint Malò-Lorient fuggirono in quattro, Rivière, Nencini, Adriaessens, Junkerman, e diedero quattordici minuti di distacco al gruppo dove c'erano i più celebrati campioni d'epoca.

Eravamo già nel ciclismo moderno e quattordici minuti presi in una tappa di pianura, quale era quella, da corridori importanti, che non si lasciano andar via a cuor leggero, costituivano un distacco abissale. Cosa rese possibile quell'impossibile exploit? Il perfetto amalgama dei quattro fuggitivi. Roger Rivière, primatista dell'ora, era uno straordinario stilista, Gastone Nencini un grande passista, in quanto ad Adriaessens e Junkerman erano, in quel momento della loro carriera e vita, due autentici tori. I quattro avevano trovato una magica armonia nei cambi e interpretato la tappa come una cronometro a squadre. In più furono favoriti dalle circostanze. A quell'epoca infatti il Tour si correva ancora per squadre nazionali: Rivière era francese, Nencini italiano, Adriaessens belga, per cui le squadre più forti avevano dovuto mordere il freno e lasciare l'onere dell'inseguimento a quelle minori. Così si spiegano quegli incredibili quattordici minuti.

Il lettore penserà che io stia parlando di ciclismo, invece sto parlando di giornalismo. (...)

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