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Speculatori e boiardi legalizzati

di Valerio Lo Monaco

Come volevasi dimostrare. Purtroppo. Non appena la Cina si è affacciata dalle parti del Portogallo per fare la spesa, e non appena il rendimento dei titoli Irlandesi (così come di quelli portoghesi) è salito oltre l'8% (rammentiamo: significa quanto l'Irlanda è costretta a pagare se vuole piazzare da qualche parte i suoi titoli di stato) gli speculatori famelici si sono buttati a capofitto sul mercato dei Credit Default Swap scommettendo sul crollo di questi Stati.

Facile - e terribile - immaginarli. I nostri signori vestiti da becchini sono lì, nelle stanze dei bottoni, con i loro supercomputer accesi davanti giorno e notte e appena fiutano la carogna vi si avventano per finirla. Gestiscono miliardi di dollari e basta qualche pressione di un bottone per dissanguare milioni e milioni di persone che si arrabattano per arrivare alla fine del mese. È il mercato, bellezza.

Nulla è cambiato. Banche e società d'affari in crisi sono state salvate con il denaro pubblico dei vari Paesi, ovvero dei cittadini, e queste stesse, imperterrite, non appena rianimate dallo shock che le medesime avevano procurato pochi anni addietro, si sono rimesse a fare né più né meno che quello che avevamo sempre fatto. Solo che questa volta stanno stringendo il cappio attorno al collo di chi - complici di primo grado i governi - le hanno aiutate a non fallire.

È una beffa: abbiamo aiutato, e continueremo ad aiutare, i nostri aguzzini.

Da più parti si iniziano a sentire delle voci che parlano di un default definitivo della Grecia nel 2011. Il che era ovvio: gli aiuti ricevuti da Bce e Fmi non potevano servire che ad alimentare la speculazione e a dare un po' di ossigeno (comunque insufficiente) a un malato terminale. Stessa sorte, vedrete, per Irlanda e Portogallo.

Dal club dei Piigs, ovvero degli stati con fortissimi problemi di debito pubblico, mancano all'appello, per ora, solo Spagna e Italia. E le notizie che arrivano da questi due, in merito al debito pubblico, non sono affatto confortanti, converrete. Anzi.

Beninteso, il maiale per antonomasia, in merito a debito pubblico e nessuna possibilità di ripresa, è rappresentato dagli Usa, ma da quelle parti la Fed stampa moneta a più non posso, Obama va in giro per il mondo, e la cosa è rimandata. Attenzione: rimandata. Almeno a dopo che saranno crollati prima tutti gli altri.

Crisi finita vero? Bisognerebbe prendere a calci nel sedere tutti quelli, e sono tanti, che dai giornali, dalle radio, dalle televisioni e dalle varie sedi istituzionali nel mondo ci hanno continuato a ripetere la storiella di una crisi che ha ormai superato la fase acuta. Insieme, ovviamente, alla necessità di dover subire sacrifici. 

Sacrifici? Per salvare Banche e speculatori in modo che ci possano strozzare meglio?

Tutto questo mentre dalle nostre parti si continua a discutere del nulla, e in televisione continuano imperterrite e passare pubblicità di automobili, elettrodomestici e mignotte che reclamizzano contratti telefonici. Possibile immaginare in Paese più decadente?

 

Valerio Lo Monaco

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Secondo i quotidiani del 12/11/2010

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