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Prima Pagina 17 maggio 2010

Finiremo come l'infermiera del napoletano?

di Valerio Lo Monaco

E dunque le misure draconiane arrivano anche da noi. La rapida escalation, da "la Grecia non farà default" a"non ci saranno aiuti, dovrà uscire da sola dalla crisi per non minare la zona euro", e quindi ai "prestiti erogati"per poi passare al "non ci saranno contagi" e poi al "taglio del rating", ai contagi, alla "caduta dell'euro", all'indispensabile - si fa per dire - "intervento della BCE" fino ai giorni nostri. Il tutto nel giro di un mesetto.

Per arrivare, appunto, ai tagli, di fatto, in tutti i Paesi della zona Euro. Che si tratti della batosta elettorale presa dalla Merkel, oppure dei tagli in Portogallo e Spagna, delle incognite enormi che gravano sulla Gran Bretagna, ora si arriva dritti in casa nostra. Appunto.

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La retorica dei "pacifondai" in marcia ad Assisi

di Alessio Mannino

Ho sempre trovato la Marcia per la Pace di Assisi una rumorosa, infantile e inutile chiassata di seriosi Peter Pan. Andiamo, signori pacifisti, quand’è che diventerete grandi e la smetterete con le marce, le marcette, le fiaccolate e le candeline? Siete persone dotate di sufficiente intelligenza e ricche di buona volontà, ma sprecate questa e quella nell’assurda pretesa di “un mondo senza guerre”. Che è come dire un’umanità senza l’uomo, che nella sua biologia ha - gli dei ce la conservino - l’aggressività, serbatoio di grandi mali come le guerre criminali e coglione (Afghanistan e Irak, per stare a quelle recenti benedette dall’Onu e dalla Nato), ma anche di guerre giuste, o meglio: necessarie. Come, ad esempio, i conflitti che servono a dirimere contrasti fra popoli e che rimangono circoscritti nell’ambito territoriale e culturale dei contendenti.

 

Il tema delle tasse è da sempre il fulcro delle campagne di Silvio Berlusconi che ha ne fatto un vero e proprio cavallo di battaglia per le sue numerose arringhe elettorali. Tutti gli italiani ricordano ancora i cartelloni giganteschi nei quali campeggiava la scritta "meno tasse per tutti" accanto al faccione soddisfatto e sorridente del premier. Ancora fino a pochi mesi fa Berlusconi dichiarava che la sua "missione di italiano, di imprenditore e di uomo di governo" era di "diminuire la pressione fiscale"*.

di Sara Santolini

 

 

 

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