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E ora De Benedetti: Rockerduck dei noantri

di Alessio Mannino

Carlo De Benedetti, l’affossatore dell’Olivetti, l’affarista che di affari ne ha azzeccati sì e no due in vita sua (nello specifico, la conquista del gruppo Repubblica-Espresso e l’affiliazione alla finanza predona dei fondi Carlyle e della Goldman Sachs), il tangentaro reo confesso, l’amico del primo speculatore mondiale e, per giunta, opinionista moraleggiante Georg Soros, quel De Benedetti per sua stessa ammissione “tessera numero 1 del Partito Democratico” che nel 2005 voleva mettersi in società con Silvio Berlusconi nel fondo M&C, questo Rockerduck che si dà arie da imprenditore illuminato e pensoso, un signore rinascimentale mecenate della falsa coscienza più indecente, quella dei radical-chic alla Eugenio Scalfari, il De Benedetti azionista di maggioranza della sinistra italiana, ha parlato. (...)

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