Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Prima pagina 26 maggio 2010

Egregi concittadini, arrangiatevi

di Federico Zamboni

I dettagli sono ancora incerti e delle modifiche ci saranno sicuramente, ma una cosa è inequivocabile: la finanziaria allo studio di Tremonti e del governo è tutta centrata sulle necessità del presente e non ha nessuna idea di futuro. Tutta aritmetica, per così dire, e niente matematica. Tutta ragioneria spicciola e niente management. È come se al posto del consiglio d’amministrazione ci fosse solo un contabile che chissà come ha assunto i pieni poteri. E che, adesso, pretende di far quadrare i conti sforbiciando le prime voci di spesa che gli capitano a tiro. A cominciare dagli stipendi dei dipendenti (pubblici): siccome sono tanti si fa presto a risparmiare su di loro. Retribuzioni bloccate per tre anni, a prescindere dall’inflazione, e che si facciano bastare quello che prendono. Per dirla alla Maurizio Lupi, l’ormai onnipresente “uomo tv” del PdL, che ringrazino il cielo di non essere stati licenziati o spediti in cassa integrazione, come è avvenuto ai lavoratori del privato. Hanno il privilegio del posto sicuro? Se lo tengano stretto. E non rompano i coglioni.

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Metropolitane e autobus "blu"

di Ferdinando Menconi

E lasciamoci andare anche noi per una volta a un po’ di sano populismo, che poi è il termine usato per svilire soluzioni pragmatiche ed efficaci solo perché non fanno ricorso ai massimi sistemi che, di solito, anziché soluzioni generano problemi.

Talvolta basta poco: una bella soluzione populista, che nel caso di specie non può neppure essere tacciata di elettoralismo, ma semplice e decisa, può risolvere uno spreco ingiustificato come le “auto blu”. La lezione viene dall’Inghilterra, nonostante di solito non sia buona maestra, dove il Premier uscente che, si badi bene, è scozzese e non inglese, ha deciso di abolire le “auto blu” per ministri e sottosegretari che, da adesso in poi, dovranno prendere autobus o treno, rigorosamente in seconda classe.

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Una vita basta (e avanza)

il Fatto 22 maggio 2010

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Abbasso la scuola

di Alessio Mannino

Sta per concludersi, come ogni anno, l’anno scolastico. E siamo pronti a scommetterci la nostra inutile laurea che partirà la canea dei patetici piagnistei, dei bei propositi e dei grandi proclami: l’ultima riforma (quella del momento è la “Gelmini”, l’ennesima: non c’è istituzione italiana che non sia stata più riformata e bisturizzata della scuola) si è rivelata dannosa, bisogna combattere la preistorica dispersione diffusa soprattutto al Sud, è necessario erogare più fondi ad un’istruzione che, basta farsi un giro in certi fatiscenti edifici, cade letteralmente a pezzi, e via così, in nome del sacro, intoccabile “obbligo scolastico”. E se invece l’educazione obbligatoria facesse più male che bene alla maturazione dei giovani? 

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