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Le indagini dell’ispettore Barack - Gli X-Files dell’Impero del Bene

DOSSIER AUTOBOMBA TIMES SQUARE – SEZIONE 1 – TRASCRIZIONE DEL COLLOQUIO TRA IL SIG. LANCE ORTEN, VENDITORE AMBULANTE DI T-SHIRT, E L’AGENTE DI POLIZIA (OMISSIS) DA LUI INTERPELLATO RIGUARDO AL SUV SOSPETTO.

Orten: Ehi, agente... 

Agente: Gira al largo, bello. Non compro niente.

Orten: Ho visto qualcosa che non va, Capo. C’è un’automobile che fa fumo.

Agente: E allora?

Orten: Ha anche i lampeggianti accesi.

Agente: E allora?

Orten: Non c’è nessuno a bordo. 

Agente: E allora?

(A questo punto il sig. Orten è stato colto dal dubbio, poi rivelatosi fondato, che quello con cui stava parlando non fosse un vero agente di polizia, bensì: a) un carabiniere italiano in trasferta; b) una comparsa di un film che si era allontanata dal set; c) un collaudatore di divise; d) una testa di cazzo non meglio identificata. Conseguentemente, il sig. Orten ha borbottato qualcosa di irrilevante e se ne è andato per i fatti suoi, per poi mettersi in cerca di un altro poliziotto. Che ha puntualmente trovato di lì a poco.)

Orten: Ehi, agente... 

Agente: Gira al largo, bello. Non compro niente.

Orten: Ho visto qualcosa che non va, Capo. C’è un’automobile che fa fumo.

Agente: Continua, bello.

Orten: Ha anche i lampeggianti accesi.

Agente: Continua, bello.

Orten: Non c’è nessuno a bordo. 

Agente: Continua, bello.

Orten: Mi è sembrata una cosa sospetta.

(A questo punto l’agente ha assentito gravemente, dopo di che è passato all’azione con subitanea efficacia. Innanzitutto ha ammanettato il sig. Orten e gli ha puntato il suo revolver 357 Magnum “canna lunga” alla tempia. Poi, mentre sovrappensiero continuava ad alzare ed abbassare nervosamente il cane dell’arma, ha afferrato il walkie-talkie e ha chiamato la Centrale dando l’allarme. Chiusa la comunicazione, l’agente ha notato che sui pantaloni del sig. Orten si era disegnata una macchia scura, che sembrava dipartire dalla patta, ma essendo una persona discreta si è astenuto da qualsiasi commento).

Intanto, in quel tardo pomeriggio del Primo maggio, l’ispettore Barack faceva le solite cose richieste dalla sua identità di copertura nelle vesti di Presidente degli Stati Uniti d’America. Guardava distrattamente le riprese satellitari di alcuni bombardamenti sui villaggi dell’Afghanistan e, nel frattempo, discuteva coi suoi più stretti collaboratori di un’importante questione che li appassionava tutti: chi cavolo li avrebbe vinti, i play-off di basket?

(X-Files 02 - segue)   

 

 

 

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