Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Prima pagina 11 giugno 2010

Legge Bavaglio: fine del gossip (per l'informazione importante cambia poco)

di Valerio Lo Monaco

Quotidiani in sciopero e radio e televisioni spente: queste le agitazioni promesse in seguito al varo della legge bavaglio. Anche i senatori hanno deciso che la legge è giusta, e anche Napolitano non ha trovato di meglio che di prendersela, di fatto, con chi si appella a lui, ultimo (o quasi) baluardo - il che è tutto dire - per la deriva autoritaria e auto conservatoria della nostra classe politica.

Repubblica on line indica, nella homepage odierna, un lungo dossier sugli audio delle intercettazioni che in seguito a questa legge non potremo più conoscere. La lista è lunga. E i reati ivi inclusi sono gravi. Ciò significa che la legge varata è efficace, che centra il punto per il quale è stata creata, e che si tratta - vale bene ribadirlo - di un vero e proprio attentato alla libertà di informazione. 

Ma c'è una cosa ancora più grave sulla quale riflettere, purtroppo. Ovvero il fatto che tutta la libertà di informazione applicata invece fino a oggi, tutta la libertà di scoprire e pubblicare atti giudiziari, telefonate compromettenti e loschi giri di affari, non ha sortito alcun effetto sull'opinione comune. O quasi. Certamente non ha sortito alcun effetto pratico.  leggi tutto

 

Tibet e vera autodeterminazione, altro che Lega

di Alessio Mannino

Mentre noi qui in Occidente, regolarmente disinformati dai media al guinzaglio, non sappiamo di che morte dovremo morire, nel Tibet caduto in oblio si muore in manette su ordine dello Stato di polizia cinese. Leggiamo le ultime notizie dal sito dell’associazione Italia-Tibet: il 25 maggio scorso un ventitreenne tibetano, Sonam Tsering, accusato di aver capeggiato una dei tanti scoppi di rivolta anticinese del marzo 2008, è stato condannato a morte. (leggi tutto)

USA, parlate di soldi, non di ideali

L'Europeo 38 - il conformista 21 settembre 1990

La "lettera aperta" che Saddam Hussein ha inviato ai due cosiddetti Grandi prima del vertice di Helsinki è tanto spudorata quanto grottesca. In essa il nome di Allah, di cui Saddam si dichiara "il fedele servitore", corre da capo a fondo. È evidente il tentativo del satrapo iracheno di presentarsi gli occhi degli arabi e dei musulmani come il paladino della guerra santa e dell'islam. Ma nessuno può dimenticare, tantomeno gli arabi e i musulmani, che Saddam Hussein fino a ieri si vantava di aver costruito uno Stato laico e materialista massacrando, per giunta, l'opposizione islamica. Per questo Khomeini lo chiamava "il piccolo satana". E la guerra fra Iran e Iraq è stata anche la guerra fra le ragioni e le pulsioni dell'islam e uno Stato che l'Islam aveva, di fatto, rinnegato. Come alfiere della Jihad, Saddam Hussein non ha dunque alcuna credibilità. Solo gli americani, col loro consueto passo di elefante, potevano riuscire nell'impresa di dargliela.  (leggi tutto)

* 

E Il Giornale titolerà “Ebrei antisemiti”?

di Ferdinando Menconi

Come la metteranno ora quelli che ogni volta che si sfiora Israele danno, anche a chi viene abbordato in mare e ucciso, dell’antisemita, e poco importa che sia un termine usato a sproposito visto che i palestinesi in quanto arabi sono almeno altrettanto semiti degli ebrei? Come la metteranno costoro adesso che una delle prossime navi che cercherà di forzare l’illegittimo blocco navale nelle acque internazionali al largo della Palestina sarà organizzata da un’organizzazione di ebrei tedeschi?

Già, non fosse stato per la tragedia saremmo al grottesco: neppure gli ebrei ormai approvano più Israele. O sarà forse che in Germania, la cui comunità ebrea ha subito più a lungo di tutte la discriminazione antiebraica sfociata nel genocidio, ci si tiene a far notare che loro non sono come la Nirenstein e lo fanno perché da “antisemiti” vogliono tener viva la fiamma del pregiudizio che li vuole un popolo particolarmente intelligente? Fiamma che Fiamma era quasi riuscita a spegnere, ma per fortuna i pregiudizi sono duri a morire e gli ebrei tedeschi sanno come tenerli vivi.

Il Giornale riuscirà a titolare “Ebrei antisemiti attaccano la marina israeliana”? Tanto i suoi lettori sono ormai abituati a tutto e il Direttore Feltri riuscirà anche a convincerli che gli ebrei tedeschi sono antisemiti. Dov’è il problema? Il giornalismo ufficiale ormai è alla follia, e solo i suoi lettori/teleascoltatori riescono ad essere peggio continuando a dargli credito. Titolasse realmente così Il Giornale non ci stupirebbe più di tanto, non più di quanto ci stupisca che abbia ancora dei lettori, cosa che però vale anche per Repubblica o il “Corrierone”.

 (leggi tutto) 

 

 

 

 

 

 

Nei quotidiani di oggi...: prime pagine, temi

 

 

 

Rassegna Stampa di ieri a cura di Arianna Editrice

Politica e Informazione

Ecologia e Localismo

Economia e Decrescita

Internazionale, Conflitti e Autodeterminazione

Cultura, Filosofia e Spiritualità

Scienza e Coscienza Olistica

Storia e Controstoria

I nostri Editori

Articoli pubblicati in settimana (07/06-11/06/10)

Secondo i quotidiani del 11/06/2010