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Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Prima pagina 15 giugno 2010

In arrivo i benefici, imprecisati, dello Scudo fiscale  

di Federico Zamboni

Più di cento miliardi. Dopo che il 30 aprile scorso si è chiusa anche la seconda fase del condono previsto dal famigeratissimo “scudo fiscale” (strano caso in cui lo scudo te lo prepara l’armeria avversaria, facendo di tutto per renderlo inattaccabile e offrendolo a prezzi stracciati) è stato ufficializzato il dato finale della regolarizzazione: i capitali rientrati dall’estero ammontano alla rispettabile cifra di circa 102 miliardi. Evitiamo pure di riaprire la discussione sullo scandalo della sanatoria low cost approntata dal Governo. E di soffermarci sulla riapertura dei termini originari grazie a una delle tante disposizioni inserite nell’immancabile “milleproroghe” di fine anno  leggi tutto 


Fiat, schiavitù e indigenza: meglio la rivoluzione?

di Valerio Lo Monaco

Esiste un momento in cui le condizioni suggeriscono di decidere di non lavorare? Questa è la domanda da porsi, ormai. Naturalmente ci riferiamo innanzi tutto al caso di Pomigliano e della Fiat, dove i lavoratori, per ora, hanno deciso di non firmare il contratto capestro proposto da Marchionne per la riapertura dello stabilimento, in vista della produzione della Panda. Ma la cosa, negli ultimi anni - e ancora di più nei prossimi, probabilmente - può essere estesa a molti ambienti lavorativi.

Se il lavoro necessario è in grado di consentire la vita, la salute, la sopravvivenza allora, per duro che sia, può valere la pena lavorare. E spaccarsi la schiena, in qualche caso. Ma nel momento in cui invece anche lavorando a più non posso non si riescono ad avere le condizioni minime di sopravvivenza, ha ancora senso lavorare? (leggi tutto)

 

 

La difficile alternativa di Chavez vicina alle elezioni

di Alessio Mannino

In Venezuela più si avvicinano le elezioni di settembre, più s’infiamma la guerra fra il presidente Hugo Chavez e i media che, di proprietà degli industriali suoi nemici giurati, lo odiano. La settimana scorsa alcuni agenti del Sebin, il Servizio bolivariano di intelligence, si sono presentati a casa di Guillermo Zuloaga Siso, miliardario di 67 anni proprietario di Globovisión, emittente ferocemente critica del leader bolivarista. L’ordine di arresto per Guillermo Zuluaga e suo figlio, emesso dal procuratore generale Luisa Ortega, li accusa di «usura», «occultamento illegale», «accaparramento» e rimanda a una denuncia del maggio 2009 quando in una delle case del magnate furono trovate 24 Toyota 4x4 nuove di zecca e non registrate. Potrebbe sembrare una manovra ispirata da Chavez che appena qualche giorno prima si era rabbiosamente chiesto, riferendosi alle accuse mossegli da Zuloaga di essere stato lui a provocare con efferato cinismo i morti della sua stessa parte nel fallito golpe anti-chavista del 2002, «come sia possibile che uno che mi accusa di cose simili sia ancora libero».  (leggi tutto)

Drammi dopo il parto. No all'ossessione di controllare tutto

 

il Gazzettino 11 giugno 2010

Sull’onda emotiva di un recente fatto di cronaca (la giovane madre di Passo Corese che ha buttato dalla finestra la figlioletta di sei mesi) i ginecologi della Società Italiana (Sigo) e Antonio Picano presidente della Pia associazione strade onlus, una ong (le Ong sono più pericolose degli Omg) che intende difendere i neonati dalle loro madri, propongono di sottoporre le mamme "depresse" al trattamento sanitario obbligatorio (Tso) sulle orme di quanto è previsto dalle legge 180 per i malati di mente.
il Gazzettino 11 giugno 2010  (leggi tutto)

 

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Il Golfo del Messico come il 9/11. E ora?

di Ferdinando Menconi

La fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico continua incessante, nonostante scivoli sempre più indietro nei telegiornali, finché un giorno sarà dimenticata e quindi non esisterà più, almeno per i media ufficiali e per chi li considera non solo verità, ma addirittura realtà. Solo Obama è riuscito, perché solo lui può, a riportarla in alto, almeno nei lanci d’agenzia, ma, per una volta che il Padre Pio dei laici ha ragione, è stato, incredibile dictu, criticato.

Obama ha, infatti, osato comparare la fuoriuscita con l’11 Settembre, dicendo che“La marea nera nel Golfo del Messico avrà conseguenze negative sul futuro degli Stati Uniti in un modo che ricorda l'11 settembre". Verrebbe da aggiungere non solo per gli USA, ma per l’ecosistema nel suo complesso, che è globalizzato da molto prima che si inventasse questo termine, con conseguenze ben più gravi dell’11 settembre, anche se non ha fermato Wall Street. (leggi tutto) 

 

 

 

 

 

 

 

 

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