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Gay, botte, e proposte anticostituzionali

di Ferdinando Menconi

A Roma un gay è stato recentemente aggredito e malmenato a causa, ma i fatti restano ancora da accertare, della sua omosessualità ed immediatamente si sono scatenati gli sciacalli del buonismo, Destra Mulino Bianco in prima fila, reclamando a gran voce una legge contro l’omofobia in considerazione anche del preoccupante dilagare del fenomeno. Legge che si sonstanzierebbe nel prevedere aggravanti specifiche per le aggressioni agli omosessuali.

Qualche premessa è doverosa, la prima riguarda il preoccupante dilagare del fenomeno: era da tempo che non si aveva notizia di nulla del genere e questo non comproverebbe il dilagare del fenomeno, odioso, certo, ma non dilagante. Diciamo che c'è piuttosto un forte interesse a cavalcarlo. La seconda è che pur essendo particolarmente deprecabile, un’aggressione causata dall’omosessualità della vittima, non è che pestare qualcuno per altri motivi, dal calcio alla politica passando per la rapina, sia un atto lecito: il legislatore, infatti, ha previsto specifiche fattispecie di reato. Il problema vero, che colpisce indistintamente tutti, è che difficilmente le pene irrogate vengono effettivamente scontate dal delinquente. Prima di prevedere aggravanti non sarebbe meglio accertare che chi merita la galera ci vada? Ma come ben sappiamo in Italia è meglio promulgare nuove leggi che far applicare le vecchie, conviene in termine di visibilità politica: un problema è meglio cavalcarlo che risolverlo. (...)

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