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Prima Pagina 7 giugno 2010

Settimana calda affrontata senza armi (dai nostri politici e non solo)

di Valerio Lo Monaco

Che il nostro governo chieda sacrifici (inutili, visto le Borse?) indicando nella crisi attuale il motivo di tali tagli, quando invece il nostro debito pubblico ha determinazioni, e storia, molto differenti, è veramente grottesco. Che l'opposizione non trovi di meglio che cavalcare l'onda della difficoltà del governo in carica, naturalmente senza tentare nemmeno di abbozzare una proposta che possa essere considerata tale, è avvilente.

Ma le due cose, messe insieme, sono invece altamente indicative. Almeno per chi abbia occhi in grado di andare oltre il palese.

Il dibattito, si fa per dire, tra Bersani e Tremonti della settimana scorsa ha dunque permesso di capire, al momento attuale, quale è lo stato in cui versano, dal punto di vista politico, pratico, filosofico e ideale, le due persone che, nel nostro Paese, dovrebbero essere, visti i ruoli che ricoprono, in teoria quelle più acute e capaci, soprattutto in tema politico-economico, per tentare di offrire una soluzione al momento storico difficile nel quale stiamo vivendo.   leggi tutto

E se sparisse il lavoro dipendente?

 

di Federico Zamboni

Ancora non ci siamo arrivati, e nessuno si azzarda a parlarne apertamente, ma uno dei prossimi obiettivi dell’iperliberismo potrebbe essere proprio questo: l’eliminazione del lavoro dipendente. Benché a prima vista la sola ipotesi possa apparire folle, in realtà si tratta di qualcosa che rientra perfettamente in un processo che è già avviato e che sta portando, intanto, alla riduzione del welfare in nome della mancanza di risorse dovuta al cattivo stato dei conti pubblici. 

Dalla riduzione allo smantellamento il passo è meno lungo di quanto possa sembrare. (leggi tutto)

 

Oggi alle 16, nuova puntata di Noi nel Mezzo (07/06/10)

Nella trasmissione di oggi, in diretta audio su Raz e in audio-video, per abbonati, a questo indirizzo, il tema principale sarà "perché così non va e non può andare".

Facile: perché così dalla crisi non si uscirà; perché la Goldman Sachs non pagherà nulla per ciò che ha fatto e continua a fare; perché la Bp non risolverà nulla; perché, con questa democrazia, nulla potrà cambiare.

Per intervenire in diretta, mandate una email da questo indirizzo, specificando il vostro numero di telefono al quale essere richiamati dalla trasmissione.

A dopo.

 

San Francesco, un rivoluzionario

Il Fatto, 29 maggio 2010

I milioni di italiani che in questi decenni hanno lavorato sodo, per salari e stipendi modesti, e che adesso si sentono intimare dal governo “è arrivata l'ora dei sacrifici duri” come se fossero loro i responsabili della crisi, si domandano come in una vecchia canzone dei Rokes: “Ma che colpa abbiamo noi?”. È tutta la vita che facciamo sacrifici, che cosa si pretende ancora da noi? Diteci chi sono i veri responsabili perché abbiamo il diritto di farli a pezzettini. (leggi tutto)

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Film: "The last station"

di Ferdinando Menconi

“The last station”, film sugli ultimi giorni di Tolstoj, presentato all’ultimo festival del film di Roma, ma che solo ora ha trovato distribuzione, deve il titolo alla stazione dove lo scrittore morì assediato dalla stampa.

Pellicola di grande rigore formale, anche se un po’ didascalica, come spesso accade per i film storico-biografici, ma che merita ampiamente il prezzo del biglietto grazie soprattutto alle grandi interpretazioni di Christopher Plummer e Helen Mirren, rispettivamente Tostoj e la Contessa moglie. Lavoro che ha valso per entrambi la nomination all’Oscar e per la Mirren il Marco Aurelio d’argento al Festival di Roma.

Il film offre alcuni spunti di riflessione che vanno oltre il discreto valore cinematografico della pellicola. Il primo nasce proprio “dall’ultima stazione” dove il morente Tolstoj è assediato da una corte dei miracoli di membri della sua setta e da uno stuolo di giornalisti che danno vita a uno dei primi esempi di sciacallaggio mediatico della storia. Il rispetto per il grande scrittore non esiste: non è più un uomo, ma una notizia da dare prima degli altri. Il susseguirsi dei bollettini medici e delle indiscrezioni è solo la triste anticipazione - siamo nel 1910 - di scene cui siamo ormai abituati e che non ci suscitano più il disgusto che dovrebbero. (leggi tutto) 

 

 

 

 

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