Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Prima pagina 13 luglio 2010

Una Repubblica basata sulla corruzione

di Federico Zamboni

Siamo un Paese corrotto. E il fatto stesso che moltissimi si ostinino a negarlo è la migliore, terribile dimostrazione di quanto l’infezione si sia diffusa e sia penetrata in profondità, condizionando non solo i comportamenti ma il modo stesso di pensare. Il modo stesso di sentire. 

Oggi si parla dell’organizzazione criminosa che secondo gli inquirenti si sarebbe sviluppata intorno all’eolico. Una consorteria così torbida e spregiudicata da avere come obiettivo non solo dei profitti illeciti ma il condizionamento della magistratura e, quindi, della politica. Un groviglio di interessi che i media, con una delle loro solite semplificazioni a effetto, hanno prontamente etichettato con la sigla suggestiva, ma arbitraria, di “P3”. Nelle intenzioni, si spera, l’inquietante parallelo con la P2 di Gelli dovrebbe dare il senso della gravità di quanto si muoveva, sempre in base alle accuse, intorno al senatore Marcello Dell’Utri, al sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, al coordinatore del PdL Denis Verdini e al faccendiere di lunghissimo corso Flavio Carboni; di fatto rischia di produrre l’effetto opposto, riducendo la P2 a luogo comune del linguaggio mediatico: un richiamo che diventa proverbiale ma che, allo stesso tempo e proprio per questo, esce definitivamente dal novero delle questioni reali per rifluire nell’immaginario collettivo, dove anche le cose più inquietanti perdono la loro urgenza e si declinano al passato. C’era una volta la P2... C’era una volta?!

   leggi tutto

 

Spot Berlusconi per il turismo: Ciack 2

di Ferdinando Menconi

Dobbiamo ritirare alcune malignità ingiustificate sullo spot voluto dalla Brambilla per leccare l’ego del premier che ha così potuto commentare la “Magica Italia”. E per l’esattezza le nostre malignità erano riferite proprio alle immagini che scorrevano mentre pronunciava la suddetta suadente frase per convincere gli italiani a passare le vacanze in Italia: l’aver passato le immagini di un museo straniero, vaticano per l’esattezza, non è stato dovuto a ignoranza o a pegni da pagare oltre all’otto per mille, ma a causa di forza maggiore.  (leggi tutto)

Il tumore dell'universo

il Fatto 10 luglio 2010

Grande deve essere stato il raccapriccio dell'Universo all'apparire della vita. La geometrica perfezione siderale, l'esattezza dell'astratto, la cristallina purezza dell'inorganico venivano improvvisamente sconciate da qualcosa dalle forme indefinite e indefinibili, viscida, sbavante, che invece di starsene al suo posto o di spostarsi per eterne, maestose e immutabili ellissi, si agitava scompostamente, lasciando dietro di sé una scia di disgustose deiezioni. E questa cosa si riproduceva, tendeva a moltiplicarsi, a enfiarsi, a tumefarsi. Questa vita cui noi diamo tanta importanza dall'attribuirle origini divine e dall'aver costruito su di essa infinite e improbabili cosmogonie, potrebbe essere nient'altro che un tumore dell'Universo, un grumo di atomi impazziti che ha perso la direzione, il proprio telos. Del tumore ha l'andamento.   (leggi tutto)

* 

Declino e (in)cultura

di Alessio Mannino

Tocca dirlo: ha ragione Ernesto Galli della Loggia quando sul Corriere della settimana scorsa indica nel vuoto di progettualità, di creatività, di slancio visionario la causa del declino dell’Italia. Ma tale causa ha a sua volta una causa più profonda: la marginalizzazione della cultura. In altre parole: essersi arresi al fatto che le idee, senza le quali la cultura intesa nel significato più ampio non esisterebbe, sono diventate inutili, superflue, irrilevanti. Sostituite dal loro esatto contrario: l’irriflessivo senso comune modellato sul consumo commerciale. Nel mercato delle merci si producono e si digeriscono a forza oggetti di cui viene artificialmente creato un bisogno che prima non c’era. Nell’industria pseudo-culturale, regolata dai ritmi e dal sensazionalismo delle spettacolo, ci fanno sorbire una continua ed estenuante successione di avvenimenti di cui si sfugge il senso. Perché, semplicemente, un senso non c’è che non sia quello, puramente quantitativo, degli indici di ascolto, di vendite, di profitto.

 (leggi tutto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nei quotidiani di oggi:.. prime pagine, temi

 

Rassegna Stampa di ieri a cura di Arianna Editrice

Politica e Informazione

Ecologia e Localismo

Economia e Decrescita

Internazionale, Conflitti e Autodeterminazione

Cultura, Filosofia e Spiritualità

Storia e Controstoria

I nostri Editori

P3: tutti indagati insieme appassionatamente

Una Repubblica basata sulla corruzione