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Prima pagina 19 luglio 2010

Ma l'Iraq non era pacificato?

di Valerio Lo Monaco

Per quanto riguarda i media di massa, e in particolare modo dal punto di vista prettamente tecnico-editoriale, le notizie hanno - meglio, gli fanno avere - il movimento e la natura di una onda. La notizia viene data, e se è commentata, ripresa, dibattuta e aggiornata monta nell'opinione pubblica, salendo come attenzione e volume di ascolto, fino al punto in cui a un certo punto non riesce a (o non vogliono farla) salire ancora e dunque decresce, per scomparire, o quasi, nella risacca delle rotative e dei palinsesti. Fino quasi a perdersi nel nulla.

Un evento insomma fa notizia o meno non tanto in base alla sua rilevanza quanto a quella che i media di massa vogliono che abbia.

Una di queste è l'Iraq, che deve invece tornare all'attenzione di tutti. Il recentissimo attacco suicida a Bagdad, che ha causato almeno 43 morti oltre ad altrettanti feriti, pone all'attenzione una situazione che invece, e a torto, era stata passata in secondo piano nei mesi addietro. In Iraq non è cambiato nulla. Obama o meno. La situazione è quella causata dall'attacco scellerato di Bush e delle forze a egli assoggettate che ancora oggi, a quasi un decennio di distanza, rimane la medesima. È evidente a tutti, anche se i vari reduci neo-cons del giornalismo embededd e i commentatori vari al soldo Usa non lo vogliono ammettere, che il Paese è tutt'altro che pacificato. Ammesso - e non concesso - che questa fosse la volontà Usa nell'invadere quella regione.   leggi tutto 

Mastella alla riscossa (e il Pdl gli apre le porte, naturalmente)

di Sara Santolini

Ieri a Benevento Mastella inaugurava la prima sezione del partito che, in questi giorni, ha deciso di fondare assieme alla moglie Sandra Lonardo: i "Popolari per il Sud". L'ennesimo partito politico in Italia.

Così al PdL, il PD, la Lega Nord, L'IdV e l'Unione di Centro, l'Alleanza Autonomista e Progressista, l'Alleanza di Centro, l'Alleanza per l'Italia, i Movimenti per gli italiani all'estero, le Autonomie, i Repubblicani Europei, il Partito Liberale Italiano, i Radicali, il Sudtiroler Volkspartei e il Vallee d'Aoste Autonomie Progres Federalisme - solo per citare i partiti presenti in Parlamento -  si andrà ad aggiungere il partito di Mastella.  (leggi tutto)

L'arroganza a stelle e strisce

L'Europeo 3 - il conformista 20 gennaio 1989 

L'arroganza americana sta superando ogni soglia di tollerabilità. Ciò che colpisce nella nuova escalation aggressiva non è tanto l'abbattimento dei due Mig libici (incidente provocato con la consueta tattica di andarsi a mettere in armi davanti alla porta di casa di chi si vuol colprire aspettandone la reazione o, comunque, qualcosa che possa essere interpretato come reazione) quanto  il suo presupposto: la dichiarata volontà amricana di togliere di mezzo con la forza la presunta fabbrica di armi chimiche di Rabta. Che a Rabta si producano tali armi non solo non è affatto certo, ma in fondo è irrilevante. La questione è infatti un'altra. Quand'anche la Libia possedesse effettvamente una fabbrica di armi chimiche che diritto avrebbero gli mericani di intervenire? Nessuno. Forse gli Usa no posseggono queste armi micidiali? Nient'affatto: i soli depositi americani in Germania rigurgitano di bombe chimiche. Che gli americani e i sovietici (vedi la dichiarazione di Shevardndze) siano anche disposti a rinunciare a queste armi non significa nulla: hanno quelle nucleari. Chi ha l'atomica può fare a meno delle armi chimiche. E se è stata convocata la Conferenza di Parigi per l'abolizione di queste armi è solo perché ad Usa ed Urss non servono, possono, anzi, intralciare in qualche modo il tranquillo godimento della loro perpetua rendita atomica.

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Vendola, il nuovo al servizio del vecchio

di Federico Zamboni

Ieri era Veltroni. L’altro ieri addirittura Prodi. Oggi sembra essere Vendola. Ogni tanto, nelle file della cosiddetta “opposizione” di centrosinistra (col trattino? senza il trattino? e soprattutto, quanto di centro e quanto di sinistra?), spunta fuori il presunto artefice del Grande Cambiamento. Colui il quale aprirà una nuova stagione piena di slancio e di vitalità. Capace di portare a compimento, finalmente, la tanto sospirata alternativa a Berlusconi e al suo sistema di potere, che del resto ha potuto resistere così a lungo proprio per l’inettitudine e l’ottusità dei suoi avversari. I quali lo hanno dapprima sottovalutato, nella presunzione che la politica fosse loro appannaggio esclusivo e che un outsider come il Cavaliere non avesse alcuna chance di affermarsi come leader di partito, e poi sono comunque rimasti prigionieri di quell’errore iniziale: ancora adesso, da Bersani alla Finocchiaro, è tutto uno scandalizzarsi e un rimproverare, uno stizzirsi e un puntualizzare, senza capire che la partita si gioca altrove. La legittimazione è una battaglia campale, in cui le loro freccette da pub – quand’anche ben indirizzate, e non è che accada sempre – sono non solo irrilevanti ma ridicole.  

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