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Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Prima pagina 2 luglio 2010

No denaro no vita. Come siamo messi oggi

di Valerio Lo Monaco

Come volevasi dimostrare. L'inflazione - anche se la variazione è quasi nulla rispetto al mese precedente - su base annua in calo, ovvero al 1.3%. Ciò significa che c'è poco denaro in giro, e che la gente spende meno. Insomma, naturale deflazione considerando lo stato dell'occupazione e dell'economia in generale del nostro paese, e avvertimento - ove ce ne fosse bisogno - sul fatto che sperare di uscire dalla crisi economica con una ripresa dell'economia è cosa matematicamente, oltre che logicamente, impossibile. Eppure è su questo che a livello mondiale si è puntato. Roba da roulette russa.

Ma il punto che ci interessa in questa circostanza è un altro, ovvero il fatto che se la vendita al dettaglio è in calo, ovvero la gente compra meno merce di prima, ciò non significa che non ci siano alcune categorie che invece fanno registrare degli aumenti. 

Per la precisione, ad aumentare sono, come sempre, i carburanti, ora che la gente sta per partire le tariffe autostradali, e soprattutto - attenzione - i generi di primo consumo. Quelli non solo necessari, ma indispensabili. Come per esempio il gas. E ovviamente si tratta delle categorie che possono giovare di una situazione di monopolio.  leggi tutto

 

Aci, i raccomandati della Brambilla

 

di Sara Santolini

La Brambilla l'ha fatta grossa. Di nuovo. Dopo aver sforato il suo budget di ministero di oltre 23 volte ora praticamente sta "scalando" l'Aci con una spudoratezza che rende chiaro il senso di inattaccabilità di cui la nostra classe dirigente è ormai portatrice sana.

L'ACI (Automobile Club d'Italia) è una federazione di Club provinciali. È all'Aci che compete la gestione del PRA (Pubblico Registro Automobilistico) e del bollo auto. È l'Aci che fa gli studi sulle tendenze di mercato. Ma, senz'altro, non è per questo che il Club fa così gola.

Forse non tutti sanno che l'Aci è anche l'unica autorità nazionale in Italia per lo sport automobilistico e che quindi è lei a gestire il Gran Premio d'Italia a Monza, quello di San Marino a Imola e il Mondiale Rally in Sardegna, oltre agli appuntamenti in Italia dei campionati europei e quello italiano. Insomma l'Aci, pur essendo un ente pubblico non economico, sposta ingenti somme di denaro ogni anno: il GP vale 50 milioni di euro mentre terreni, palazzi e aree dell'Aci occupate da distributori di benzina hanno un valore stimabile di altri 70 milioni di euro.

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Ucci ucci, sento odor di pendolarucci

di Federico Zamboni

Cosa facevano i briganti? Si piazzavano nei luoghi di passaggio, fuori dalle città importanti, e derubavano quelli che ci volevano entrare. O quelli che ne uscivano. Le strade non erano molto numerose e le alternative scarseggiavano. Transitare per certi punti era una scelta pressoché obbligata, per i malcapitati viandanti, e i grassatori si regolavano di conseguenza. «In alto le mani!». Pum, pum. «O la borsa o la vita». Pam-pam. Per  i tapini, per lo più, non c’era scampo.

Altri tempi. E altri briganti. Quelli attuali non impugnano lo schioppo e non corrono nessun rischio. Il viandante, loro, lo depredano a norma di legge. Tipo lo Sceriffo di Nottingham. Tipo gli sgherri di un qualsiasi signorotto di stampo feudale. Vuoi passare di qua? Paga la gabella. E non ti lamentare. Non hai letto l’editto? Non hai sentito il banditore che lo annunciava? Affari tuoi. Noi lo abbiamo scritto e tu sei obbligato a rispettarlo. Vuoi entrare in città? Paghi. Vuoi uscire dalla città? Paghi. Più chiaro di così...

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Mercato libero e dittatore

il Fatto 26 giugno 2010

Nella Storia ci sono stati tanti dittatori feroci e sanguinari ma nulla supera in spietatezza la dittatura del libero mercato. Con la differenza che quelli erano almeno individui, e si poteva sempre sperare di abbatterli, mentre il mercato è un meccanismo, anonimo, impersonale e inesorabile, che chiede ogni giorno sacrifici umani che eclissano qualsiasi strage che possa essere stata commessa in passato. Per rendere omaggio a questo Moloch impassibile noi gli stiamo immolando tutto: dignità, libertà, valori e ogni esigenza umana che non sia materiale. Un operaio di Pomigliano, cui era stato chiesto perché avesse votato sì ad un accordo penalizzante, ha risposto: “Così è il mercato”. In nome delle sue necessità inderogabili si accettano lavori da schiavi. E si ringrazia pure. 

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The A-team

di Ferdinando Menconi

George Peppard, l’originale Hannibal Smith, soleva dire “adoro i piani ben riusciti” ma la trasposizione cinematografica della mitica seria “A-team” non lo è. Inevitabilmente non lo è, quelle atmosfere, e anche quelle ingenuità, delle serie tv anni 80 non sono più riproponibili, quello che manca è proprio il cuore, esattamente ciò che le rendeva così godibili.

A nulla servono gli effetti speciali di ultima generazione, quelli che hanno reso inguardabile il Charlie’s Angel cinematografico: non possono supplire alla simpatia dei personaggi. Anche se va detto, a suo onore, che questo “cineremake ci va con la mano leggera con gli effetti, per gli standard attuali comunque, e cerca di ricreare la simpateticità dei personaggi, l’operazione non riesce in pieno, ma almeno, stavolta il tentativo, c’è, e andare a vedere A-team in queste sere d’estate, in una sala ben climatizzata, non è una opzione sbagliata, ma non crediate di ritrovare i quattro eroi della tv di un quarto di secolo fa, per quello meglio andare su “FOX retro” della piattaforma SKY.

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