Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

I Tulliano's, Fini, le finte battaglie: fine della telenovela estiva

Questo articolo non è per i lettori de La Voce del Ribelle - che già sanno - ma per tutti gli altri che sono appassionati a una sceneggiata durata lo spazio di una estate. Come un'avventura estiva in pineta, appassionante sotto le stelle d'agosto e subito finita, appunto, il primo giorno di scuola, a settembre. Cioè ieri.

E non ci riferiamo al caffè preso assieme dai due sancho panza di Berlusconi e Fini, cioè Alfano e Bocchino (colti sul fatto, con il cornetto in bocca, dal Tg di Mentana). Non ci riferiamo poi al segretario del PRI (ma esisteva ancora?) Nucara che porta in dote al padrone venti nuovi prontissimi schiavetti. Non ci riferiamo neanche, in modo più generale, alla tratta dei Parlamentari che il Presidente del Consiglio, come sua abitudine, fa ogni volta nella quale ha bisogno di qualche voto in più, di rovesciare un governo, di comporne uno nuovo: gira con il portafoglio carico e va al mercato per comperare chi si offre di più ("chi si offre di più": non è che Stracquadanio abbia poi detto l'indicibile). Le intercettazioni di qualche mese addietro, tra Berlusconi e i vertici Rai, nelle quali il Premier parlava di "operazione libertà" altro non erano che l'ennesima prova del suo modo di fare politica. Cosa che si ripete ancora oggi e che pertanto - questo il punto - manda in soffitta, tra i ricordi di uno scatolone vecchio, tutte le storie, i titoli di giornale, i lanci di agenzie, le dichiarazioni e le controdichiarazioni sul Governo Berlusconi pugnalato dai venti cospiratori finiani. Per carità.

Fuori venti sedicenti ammutinati, dentro altri nuovi venti legati ai remi.

In una parola, nulla è successo di importante. Come avevamo scritto fin prima dell'Estate. Con buona pace di quanti già avevano comperato sciarpe e bandiere, cambiato maglietta, fede, colore, e si erano appassionati ai Tulliano's.

Il punto più importante è invece un altro. Sempre il solito, qualche volta difficile da riportare alla mente in un lampo di lucidità vista la metodica mitragliata di stronzate pompate a più non posso da politici e media per alzare nebbie fumose attorno a ciò che invece si staglia con chiarezza cristallina: l'impunità di Berlusconi.

Niente paura: nessuna tirata da sedicente Sinistra. Solo rammentare, però, che se alla fine di tutta la fiera - mai termine più azzeccato - cinque punti sì cinque punti no, sostegno sì o sostegno no più varie e avariate, la legge alla quale i sodali del Cavaliere lavorano instancabilmente da anni passerà, ovvero l'impunità di Berlusconi davanti alla caccia di decine di Procure, allora tutto quanto fatto, scritto, detto e commentato da tutti i media sino a ora sarà stato poco più di nulla.

Così come, e il cerchio è chiuso, sarà inutile, del tutto inutile, appassionarsi (e finanche commentare) qualsivoglia tipo di elezioni se i dis-onorevoli in Parlamento non rovesceranno del tutto - e non lo faranno, ovviamente - la legge elettorale porca con la quale i sudditi da anni vanno a votare. Come abbiamo scritto spessp, e Fini (Massimo) dixit: il sistema non si cambia cambiando le persone, si cambia cambiando il sistema stesso.

Vale la pena ribadirlo, in tempi di polveroni inutili come questo.

 

Valerio Lo Monaco  

 

Condividi questo articolo: copialo, incollalo, diffondilo dove vuoi. E per favore linka il tutto alla fonte, cioè al nostro sito.

I nostri Editori

Goria, i fatti nostri e i fatti suoi

Ambrosoli: un’orazione civile (ottimo Antonello Piroso)