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Però il messaggio più forte di Steve Jobs rimane inascoltato: "iNow"

Jobs progettava il futuro ma viveva il presente. Più che tutti gli altri guru della tecnologia messi assieme, il Ceo della Apple, viveva di realtà nello stesso momento in cui si muoveva in modo visionario per il futuro.

Jobs non ha cambiato il nostro futuro, come hanno detto in molti, ma il nostro presente. Giorno dopo giorno.

Non è il caso - non in questa circostanza - di sostenere se il mondo variato sotto le stesse mani di Jobs sia meglio o peggio, e non è il caso di lanciarsi in tediosi elenchi delle rivoluzioni che sono partite da Cupertino né del suo modo di lavorare, di innovare, di cambiare, perché il vero messaggio di Steve Jobs, quello più importante, quello che egli stesso ha messo in pratica nella sua vita, è un altro. Ed è molto più reale di tante applicazioni web based. Molto più tangibile di tutti i byte scambiati in una nuvola cloud.

Ma quello inascoltato è il messaggio più "user friendly" che Jobs potesse concepire, quello che ogni persona può capire al volo. È un messaggio che ha il suono della sveglia quando fuori è ancora buio. Che porta con sé il silenzio di una casa che si accende. Ha il rumore dei clacson in lontananza, fuori la finestra, mentre ti fai la barba. È un messaggio che ha persino un odore, tanto è vero. Ha l'odore del caffè la mattina presto. Ed è un messaggio che torna in mente ogni volta in cui qualcuno si mette in fila in automobile sulla tangenziale o entra in un treno di pendolari terminali, e poi entra in un ufficio controvoglia per fare cose di cui non gl'importa assolutamente nulla per portare uno straccio di stipendio a casa onde comperare un mucchio di cose inutili.

Tale messaggio fu lanciato in una ormai storica conferenza ai laureandi della Stanford University, nel 2005 e fu correttamente riportato dalle cronache di allora, da quelle seguenti e da quasi tutti i coccodrilli delle ultime ore.

Eppure resta il messaggio che pur facile da capire rimane, nella nostra attualità, nel nostro personale, più difficile da applicare.

In quella conferenza, Jobs, già a conoscenza del suo male, disse semplicemente "siate folli", ma disse soprattutto un'altra cosa. Letteralmente: "Quando avevo diciassette anni lessi una frase che diceva “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi giorni avrai ragione”. Mi fece abbastanza effetto, e da allora, negli scorsi 33 anni, ogni mattina mi sono guardato allo specchio chiedendomi “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quel che sto per fare oggi?”. Nel caso la risposta fosse “No” per troppi giorni di seguito, sapevo che dovevo cambiare qualcosa".

Sebbene non servano computer e capacità tecniche, ma basti la propria sensazione per farlo proprio, quel messaggio di Jobs rimane lettera morta sino a che non lo si mette in pratica.

Forse la visione più futuristica e rivoluzionaria che ci ha lasciato Jobs non ha nulla di straordinario, di inaudito, di inconcepibile, eppure rappresenta, in potenza, l'unica cosa che davvero è in grado non tanto di cambiarci il futuro (che sempre incerto e inafferrabile alla comprensione rimane) ma il presente stesso. 

Perché cambiare il futuro, o semplicemente direzione, non si può, se non si parte da ora e subito. Se non si parte da noi stessi.

Quante persone nel mondo, oggi, chiedendosi “se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quel che sto per fare oggi?”,  risponderebbero affermativamente?

E soprattutto, in un mondo folle come quello attuale, con tanta "fame" in giro ("Stay Hungry" altra frase di Jobs) quante persone hanno davvero da perdere, se non le proprie catene, a mollare tutto e ricominciare?

Jobs concluse quel discorso con queste parole: "Ricordarmi che presto sarei morto è stato il migliore strumento per aiutarmi a fare le grandi scelte della mia vita. Perché quasi tutto - tutte le attese dell’esterno, tutto l’orgoglio, tutte le paure, gli imbarazzi, o i fallimenti - scompare di fronte alla morte, lasciando solo quello che è davvero importante. Ricordarvi che prima o poi morirete è il modo migliore per sfuggire alla trappola di pensare che ci sia qualcosa da perdere. Siete sempre nudi. Non c’è motivo per non seguire quel che vi dice il vostro cuore".

Ma in un mondo, il nostro, in cui si è rimossa la morte, probabilmente per i più si è rimosso anche il coraggio autentico di vivere la propria vita. 

Valerio Lo Monaco

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