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13 attentati a Baghdad: oltre 57 morti e 150 feriti

Ieri l’ANSA titolava, nella sezione “primo piano”,  L'ultimo convoglio Usa ha lasciato l'Iraq. La guerra è finita.Oggi oltre 57 persone sono morte e 150 rimaste ferite, in una serie di 13 attentati coordinati che hanno squassato Baghdad: meno male che la guerra era finita.

La guerra sarà forse finita per gli USA, anche se con qualche anno di ritardo rispetto alla dichiarazione di G.W. Bush e nonostante la chiamassero “missione di pace”, ma per gli iracheni è solo all’inizio: gli scontri etnici e religiosi, che la disastrosa occupazione ha acuito, sono sul punto di esplodere e nulla pare in grado di impedirlo.

Inutile provare ad imputare genericamente ad Al Qaeda gli attentati di oggi. Questi coincidono con la grave crisi parlamentare che ha seguito le accuse di dittatura peggiore di quella di Saddam mosse dal partito Iraqiya al governo di unità nazionale ed al suo leader Nouri al-Maliki, che la nostra stampa si ostina a definire sciita moderato, anche se fra gli accusatori c’è il vice premier, di cui ha chiesto le dimissioni, Saleh al-Mutlak, anch'egli di confessione sciita.

Iraqiya ha deciso di boicottare i lavori parlamentari, e il “dittatore moderato” per ritorsione minaccia di sostituire tutti i membri di quel partito presenti nel governo di “unità” nazionale ed intima al governo autonomo curdo di consegnargli il vicepresidente sunnita Tareq al-Hashemi, accusato di attività terroristiche.

L’ANSA avrebbe forse fatto meglio a titolare: L'ultimo convoglio Usa ha lasciato l'Iraq. La guerra che hanno seminato incomincia.

Ferdinando Menconi

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