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Si avvicinano le elezioni, e Obama torna “verde”

Ecologisti di tutto il mondo, gioite: Barack Obama è improvvisamente tornato “verde”. Dopo aver confermato praticamente tutte le strategie politiche dell’era Bush, sia sul petrolio, che sul carbone, che sul nucleare, oggi il presidente americano si risveglia e chiude per vent’anni alla possibilità di estrarre uranio dalle miniere attorno al Grand Canyon. Le stesse il cui sfruttamento era stato promosso da Bush jr. all’epoca dell’ultimo rantolo dell’industria nucleare, prima che Fukushima stracciasse il velo a tutto quanto, facendo crollare l’economia dell’atomo, con nette influenze sul prezzo dell’uranio.

L’impegno ambientalista mondiale è sicuramente sentito e meritorio, ma nella sua storia più volte ha peccato di ingenuità. Questa è una di quelle volte: ovunque, ma in particolare negli USA, si esulta per la decisione dell’amministrazione americana, come se non fosse semplicemente coerente con gli andamenti economici di settore, ma soprattutto come se non si fosse proprio all’inizio di una campagna elettorale per le presidenziali. Nella quale evidentemente Obama non teme di figurare come faccia di legno, rispetto alle politiche condotte finora. L’essenziale è dare un motivo agli ambientalisti creduloni a stelle e strisce per votarlo. In attesa che il prossimo presidente repubblicano sovvenzionato dall’industria nucleare abolisca il divieto di Obama, facendo ricominciare il gioco daccapo.

(ds)

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