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Formigoni non si ricandida. E si nasconde dietro un dito

Preso in mezzo tra i consiglieri regionali in manette e un’indagine in corso sulle proprie spalle, per Roberto Formigoni sembrerebbe difficile darsi all’ironia. Eppure, il governatore della Lombardia ha sempre la battuta pronta. Durante una trasmissione dichiara: «Non mi ricandiderò: sono al sedicesimo anno, completerò questa legislatura e poi ragioneremo insieme se ci saranno altri incarichi. Sono a disposizione del mio partito».

Non proprio una gran sorpresa, visto che il Presidente della Regione è già oltre il limite di legge e ha raggiunto il quarto mandato consecutivo, nonostante le norme prevedano che non se ne possano avere più di tre, solo grazie a un provvidenziale cambio della legge elettorale del 2004. Si tratta piuttosto di una specie di preparazione a un’uscita di scena meno imbarazzante di quella che lo aspetta nelle circostanze attuali. La conclusione di Formigoni è infatti che, se il Pdl volesse assegnarli «altri incarichi», nazionali s’intende, sarebbe pronto a lasciare anche nel 2013.

Bella mossa. Uscire di scena prima che le indagini e il processo seguano il loro corso, e magari poterne seguire gli sviluppi da lontano, magari in una posizione di potere diversa, presumibilmente da deputato o anche oltre. Riguardo agli arresti e alle indagini che stanno interessando membri regionali del Pdl e della giunta Formigoni parla di vicende personali, e però dimentica di constatare che tutti insieme si trasformano in un fenomeno regionale: «Il caso di Ponzoni – dichiara – riguarda la sua attività imprenditoriale, ed è quindi qualche cosa completamente all'esterno dell'attività in Regione. Le responsabilità sono personali, non si vede come si possa spostare la vicenda sul piano politico chiedendo le dimissioni della giunta che si regola su una maggioranza solida e compatta». Poi, soffermandosi anche sull'arresto dell'ex vicepresidente del Consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani, ha aggiunto: «Se le accuse verranno confermate sono fatti molto gravi che attengono alla responsabilità personale di queste persone».

Ma allora, dopo aver fatto di tutto per rimanere in sella in Regione, cos’è tutta questa fretta di abbandonare la nave?

(ss)

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