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Lisbona: treni fermi (e cittadini infuriati)

Sciopero contro i provvedimenti anti-sciopero. I macchinisti portoghesi stanno protestando in queste ore contro le procedure disciplinari applicate a 200 lavoratori che non avrebbero garantito il servizio minimo durante uno sciopero precedente. La protesta durerà quattro giorni durante i quali saranno garantiti solo il 20 per cento dei collegamenti nazionali.

Nonostante alcuni portoghesi siano solidali, la grave situazione sta creando malcontento e scontri tra i cittadini. Mentre i pendolari pensano che «i lavoratori abbiano il diritto di protestare: è una lotta per i diritti civili» le generazioni più anziane hanno difficoltà a comprendere la situazione e a fornire il loro appoggio alla protesta. 

«Non approvo lo sciopero: paghiamo un abbonamento per il trasporto pubblico, penso sia sbagliato lasciare bloccare la gente per così tanto tempo quando si paga tanto denaro ogni mese». Difficile non essere d’accordo con le motivazione di un’opinione del genere, almeno sulle prime. Ma la conseguenza del ragionamento può rappresentare un paradosso e una nemesi: se i cittadini daranno la responsabilità dei disagi allo sciopero, e non alle condizioni inique e ingiuste che i lavoratori sono costretti a subire, non saranno mai realmente solidali, e soprattutto la lotta contro le politiche di lacrime e sangue volute dal Governo (e dall’Europa) sarà votata al fallimento.

red

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