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USA. Quante ombre, tra i repubblicani

Più si va avanti e più sembra una corsa al male minore, quella per la nomination del candidato repubblicano alla Casa Bianca. Nel giro di tre sole votazioni, compresi i “caucus” dell’Iowa che sono meramente consultivi, il gruppo iniziale formato da otto contendenti si è ormai ridotto alla metà. Ai precedenti ritiri di Herman Cain (che aveva mollato già a inizio dicembre), di Michele Bachman e di Jon Huntsman, si è infatti aggiunto anche quello di Rick Perry, il governatore del Texas che era accreditato come uno dei più competitivi e che invece si è sgonfiato a tempo di record dopo una serie di figuracce nei dibattiti televisivi.

Al momento attuale rimangono quindi solo in quattro: due personaggi di primo piano, che sono il super veterano Newt Gingrich e il super milionario Mitt Romney, una figura minore con qualche chance di rafforzamento, il feroce antiabortista Rick Santorum, e infine un tipico esempio di outsider come Ron Paul.

 

di Marco Lambertini

(nel Quotidiano)

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