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Legge sui genocidi. Minacce turche alla Francia

Il voto al Senato francese sulla legge che criminalizza i genocidi, già passato all’Assemblea, è previsto fra le 18 e le 20 di oggi, e si moltiplicano le pressioni, che sarebbe meglio definire minacce, esercitate dalla Turchia nei confronti della Francia.

Ankara ha dichiarato, infatti, che se i rappresentanti eletti dal popolo francese voteranno a favore della legge, entreranno in vigore delle sanzioni permanenti contro la Francia. Il che sarebbe in fondo in linea con la politica occidentale, abituata ad attuare embarghi contro i governi degli altri paesi, siano questi espressione della volontà popolare o meno. Solo che se si condanna questa pratica occidentale la si deve condannare anche quando sono gli orientali a metterla in pratica o a minacciarla.

Quello che lascia basiti è, soprattutto, la motivazione con cui il ministro degli esteri turco invita i senatori a votare contro la legge: «Per gli intellettuali e i senatori francesi è arrivato il momento di difendere la libertà di espressione, nostro valore comune». Peccato che chiunque chiami “genocidio” quello degli armeni in Turchia rischi sanzioni pesanti, alla faccia del «valore comune della libertà di espressione»: questa è riaffermazione del diritto alla malafede di Stato.

Nel minacciare la sovranità francese Erdogan si fa anche forte dell’appoggio di Obama, che recentemente lo ha incluso nella top 5 degli amici più fedeli degli USA. Si può però sperare che l’attacco si risolva in un boomerang: i francesi hanno un invidiabile senso di orgoglio nazionale, e poi siamo sotto elezioni. Mezzo milione di voti armeni fa comodo alla destra come alla sinistra.

Va notato, comunque, che la normativa francese, al contrario della legge Gayssot che esplicitamente puniva il negazionismo sulla Shoà, non parla in nessun punto di genocidio armeno, ma si riferisce genericamente ai genocidi riconosciuti dalla République. Se quello armeno non fosse stato fra questi la Turchia non si sarebbe di certo indignata per questa “inaccettabile” espressione di libertà.

(fm)

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