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Mediazione russa per i negoziati sul Nagorno Karabagh

Armenia e Azerbaigian hanno sollecitato la mediazione russa per dare nuovo impulso ai negoziati sulla sovranità dei territori del Nagorno Karabagh, l’enclave armena che venne posta da Stalin all’interno dei territori dell’ex repubblica socialista sovietica azera, e che si è resa indipendente de facto dopo una sanguinosa guerra all’inizio degli anni Novanta.

La Russia si è dichiarata «pronta a servire da mediatore», dopo che anche i leader armeni e azeri hanno sottolineato l’importanza che si stabiliscano «rapporti diretti sia umanitari che culturali, al fine di creare un clima favorevole all’adozione di decisioni politiche».

La soluzione è ancora lontana, ma sembra si sia ad un punto di svolta: è importante notare come la Turchia sia stata esclusa dai negoziati. Gli azeri, forse, si sono resi conto che stavano venendo usati come pedine sacrificabili dalla politica di potenza di Ankara, che, per parte sua, ha perso interesse in un conflitto locale, dopo l’accantonamento del gasdotto “Nabucco”, che doveva partire da Baku ed attraversare l’Anatolia.

Il successo del gasdotto “South Stream”, che passa sotto il Mar Nero, ha avuto come sottoprodotto di smorzare i venti guerra che stavano cominciando a soffiare in Transcaucasia, grazie anche al mantice turco.

(fm)

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