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Proteste no, merci sì

Troppo facile. Che la legge venga usata come egida per fermare d’autorità lo sciopero degli autotrasportatori, è una soluzione troppo facile per il Governo. Che dovrebbe invece dare risposta alle istanze di chi sta protestando contro le mille manovre che stanno mettendo in ginocchio il Paese.

«Vogliamo riformare l'Italia nella comprensione delle categorie ma facendo rispettare le leggi», proclama Monti. Ma quali leggi? Soprattutto, visto che il presidente del Consiglio ha pronunciato queste parole in riferimento al blocco dei Tir, quelle che garantiscono il diritto al libero movimento delle merci. Merci che hanno più diritti degli uomini: al contrario degli esseri umani possono sempre “emigrare” senza essere considerate clandestine né essere rimpatriate, e hanno dei diritti che si impongono su quelli di protesta dei lavoratori, limitandoli.
Il rispetto della legalità è ritenuto imprescindibile proprio perché di merci si tratta.

In una nota della Commissione Europea si legge infatti: «In una conversazione telefonica con il ministro Cancellieri, Antonio Tajani (vicepresidente della Commissione europea, responsabile di Industria e imprenditoria - Ndr) ha espresso la sua preoccupazione per la possibile interferenza dei blocchi con la libera circolazione delle merci nell'Unione europea, dato che molti camion degli altri stati membri usano le strade italiane». E Cancellieri si è affrettata a promettere di liberare le strade da quei fastidiosi Tir che almeno per un po’ fanno inceppare la giostra del consumo, e del consumismo, di massa.

(ss)

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