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Iran. Sanzioni con retroscena

Le nuove sanzioni occidentali contro l’Iran non impediranno di collaborare con le imprese energetiche iraniane, e questo per poter andare contro la Russia.

I lobbisti inglesi, mentre l’UE aggrava le misure contro Teheran, sono riusciti ad ottenere che la BP non venga bandita dagli Stati Uniti, pur continuando a collaborare con gli iraniani nello sfruttamento dei giacimenti di gas azeri di Shah Deniz. Il risultato è stato raggiunto riuscendo a convincere Camera e Senato USA che si deve impedire che, mentre si infligge il massimo danno all’Iran, la Russia possa aumentare il suo potere di ricatto energetico verso l’Europa.

Strano che di questo “ricatto” verso l’Europa si sia occupato il parlamento statunitense e che da Shah Deniz il gas arrivi solo fino alla Turchia. Le motivazioni addotte dai lobbisti inglesi, secondo i quali «le sanzioni contro l’Iran non devono ritorcersi contro le economie europee», sembrano piuttosto seguire interessi che di europeo hanno poco. L’impressione è piuttosto che, fatturato della compagnia a parte, si persegua quella politica statunitense che promuove, fin dai tempi dell’assurdo gasdotto “Nabucco”, un controllo turco del gas. Altro che «economie europee».

La Russia, evidentemente, sta ridiventando l’avversario geopolitico  numero uno degli USA, prova ne sarebbe che anche le sanzioni contro l’odiato Iran possono essere aggirate, se ciò va contro Mosca.

(fm)

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