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Siria. In arrivo una nuova Costituzione

La riforma costituzionale promessa da Assad, che dovrà essere sottoposta a referendum popolare la prima settimana di marzo, sarà presentata nei prossimi giorni, ma già filtrano alcune indiscrezioni: la prima è sul sistema elettorale, che sarà un doppio turno “alla francese”.

Di maggiore rilevanza sarebbe, invece, la limitazione a due mandati presidenziali, mentre prima non ve ne era alcuna: il padre di Assad ha, infatti, ricoperto il ruolo per ben cinque volte, prima che il figlio la “ereditasse”. Qualora la norma entrasse in vigore, essendo retroattiva, Assad dovrebbe lasciare il potere nel 2014, alla scadenza, appunto, del suo secondo mandato. Giusto il tempo di gestire una transizione che gli assicuri l’immunità per i crimini commessi, probabilmente.

Nel testo vi sarebbero anche disposizioni tese a garantire maggior pluralismo e rispetto delle libertà civili, che se rispettate porterebbero a quella svolta democratica che tutti sembrano sostenere. Peccato che non sembri esservi intenzione di mettere alla prova la buona fede di Assad, considerato inaffidabile in maniera generalizzata da tutte le forze che hanno interesse ad interventi stranieri. Allo scopo di pervenire a un rovesciamento violento del regime, anziché a soluzioni negoziali come quelle yemenite.

(red)


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