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Al Qaeda. Nel mirino c’è l’Iran

Dunque Ahmadinejad non mentiva, quando affermava che il terrorismo di Al Qaeda era suo nemico: Abu Mohammad al Adnany, il portavoce dello “Stato islamico in Iraq” ha, infatti, individuato nell’Iran il nuovo nemico.

In un video messaggio il rappresentante dell’organizzazione ha detto che, a seguito del ritiro delle truppe Usa il mese scorso, il nuovo obiettivo è «l'occupazione iraniana e i suoi agenti», che finora sta perseguendo con efficacia: una interminabile sequela di attentati terroristici che fanno strage di civili sciiti, per buona parte donne e bambini.

Questa dichiarazione è l’ennesima evidenza che è in corso una guerra di religione interna all’Islam, ma di cui nessuno pare volersi rendere conto e denunciare all’opinione pubblica: l’Iran, il nemico di tutti, è sciita; oltre ad essere inviso ad Israele è quindi odiato dall’Arabia Saudita, fedele all’ortodossia sunnita.

In questa chiave “religiosa” vanno, anche, visti gli avvenimenti della primavera araba, specie negli sviluppi “siriani”, che vedono una conduzione bicefala: Arabia Saudita come centro finanziario/religioso e Turchia come braccio armato. Il tutto con il supporto statunitense ed israeliano, che assicurano il proprio appoggio nell’assalto al nemico comune iraniano.

Bisogna domandarselo: gli USA hanno realmente fatto la “guerra al terrore”, oppure lo hanno usato per poter arrivare a fare la guerra all’Iran, che di quel terrorismo era nemico?

(fm)

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