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Bertolaso indagato. Di nuovo

Omicidio colposo. È questa l'accusa a carico di Guido Bertolaso, ex capo della Protezione Civile già coinvolto in scandali della portata dell'emergenza rifiuti, in un’inchiesta sul terremoto dell'Aquila parallela a quella che coinvolge la Commissione Grandi Rischi e nel cui ambito lo stesso Bertolaso dovrà deporre come testimone il prossimo 7 febbraio.

Bertolaso, in passato elogiato come salvatore della patria dall'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi proprio per le sue “gesta” inerenti alla gestione delle emergenze che lo vedono invece iscritto nel registro degli indagati, è stato accusato nuovamente a causa della diffusione di un’intercettazione telefonica. Parlando con Daniela Stati, assessore regionale, il giorno precedente alla riunione della Commissione Grandi Rischi, Bertolaso la definì letteralmente «un'operazione mediatica» che aveva il solo fine di «tranquillizzare la gente». Inoltre non lasciava dubbi su come considerasse la questione: «Bisogna zittire qualsiasi imbecille, placare illazioni, preoccupazioni. Ti mando i luminari del terremoto, da te o in prefettura, decidete voi… a me non me ne frega niente... in modo che è più un'operazione mediatica. Così loro, che sono i massimi esperti di terremoto, diranno: è una situazione normale».

Ora starà alla magistratura indagare, eventualmente processare e infine decidere di chi siano le responsabilità connesse al mancato allarme di quel tristemente famoso 6 aprile 2009. Quello che non cambia è l'amaro in bocca degli aquilani, e non solo, per come tutta la vicenda è stata condotta. Anche questo bisogna mandare giù: prima le telefonate ilari degli imprenditori interessati al grandioso business che si sarebbe fatalmente innescato a seguito del sisma, poi le prese in giro dei politici di turno riguardo alla ricostruzione “a tempi di record” e, ora, la consapevolezza di essere considerati quanto un due di picche.

Bertolaso, che venga condannato o meno per omicidio colposo, resterà sempre un altro sgradevolissimo pezzo del puzzle: l'ennesimo politicante, ancorché non eletto in nessun partito, dall'atteggiamento cinico e impastato di un palese disprezzo nei confronti dei cittadini, trattati da popolo bue che bisogna pungolare o ammansire a seconda delle necessità dei mandriani.

Sara Santolini

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