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IL GOVERNO CHE SPEGNE LA LUCE

Nelle pieghe della legge di stabilità c’è anche questo: meno illuminazione pubblica, per risparmiare

Un dettaglio? Mica tanto. E del resto quello che ci interessa di più, come sempre, non è nemmeno il singolo provvedimento ma la logica che lo ispira.

Tuttavia, non può non colpire questa decisione di procedere allo «spegnimento dell’illuminazione ovvero suo affievolimento, anche automatico, attraverso appositi dispositivi, durante tutte o parte delle ore notturne». Un conto, infatti, è migliorare l’efficienza energetica e ridurre gli sprechi, mentre tutt’altro è ridurre la quantità di luce che rischiara le strade urbane quando calano le tenebre.

A essere delirante, in particolare, è l’idea dei lampioni che si accendono al passaggio delle persone, manco fossimo nel giardino, o nel parco, di casa. Può darsi che a Monti & C., abituati a muoversi in luoghi ultrasicuri o comunque ben protetti, il particolare sfugga, ma il punto non è solo vedere dove si mettono i piedi di qui a cinque metri, o evitarsi di dover trovare a tentoni la serratura nella portiera dell’automobile. Il punto è che non si possono trasformare le città, grandi o piccole che esse siano, in territori oscuri da attraversare con un certo timore, ancora più di quanto non accada ora, e confidando solo nelle proprie forze.

Eppure, come dicevamo all’inizio, l’aspetto peggiore è la logica che si coglie (nella penombra…) dietro questa misura da “tirchiopatici” della spesa pubblica. Nel momento in cui si inizia a pensare che tutto si può contrarre o persino eliminare, in nome di qualche risparmio nei bilancio dello Stato e degli enti locali, ci si incammina su una china pericolosissima. Che oggi porta a sopprimere gli uffici postali nei paesini e a diradare gli ospedali periferici, e che domani potrà indurre a limitare la sorveglianza notturna da parte delle forze dell’ordine, la cui attività è peraltro carente già adesso a causa della scarsità di risorse che limita la disponibilità di uomini e di automezzi (e persino dei soldi per pagare la benzina).

Il modello che si profila, nel medio e nel lungo periodo, è quello di una società in cui saranno sempre di più gli ambiti in cui i cittadini se la dovranno sbrogliare da soli. Chi vorrà maggiore illuminazione nelle ore di buio, se non altro là dove risiede, si dovrà consorziare coi vicini e comprarsi il privilegio. E lo stesso varrà per quanto riguarda la vigilanza, come è d’uso nei comprensori di lusso. Lampioni privati e guardie private, per chi è in grado di permetterselo. A prezzi di mercato, of course.

Gli altri, ‘sti disgraziati, se ne stiano a casa loro dopo il tramonto. Oppure si aggirino a proprio rischio e pericolo. Sperando di trovare accese, almeno, le vetrine dei negozi.

(fz)

 

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