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Vajont, un paradigma

Quarantanove anni fa, oggi, l’Italia contava i morti. Li contava dopo averli fermati tra i flutti del Piave incrociando lunghe pertiche, a valle di Longarone, in provincia di Belluno. Una catastrofe naturale, si disse subito. Un pezzo del monte Toc si era inspiegabilmente staccato piombando nell’invaso costruito poco sotto. Un capolavoro dell’ingegneria civile italiana, la diga del Vajont. Nell’invaso c’era acqua, che i 270 milioni di metri cubi di frana spinsero con la forza di un missile lungo la gola della valle. In fondo alla valle il paese di Longarone. Che scomparse sotto 25 milioni di metri cubi d’acqua e fango.

di Davide Stasi Nel Quotidiano 

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