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TRA I DUE LITIGANTI, L’EUROPA CREPA

I due, stavolta, sono Merkel e Hollande: ma o loro o altri, quello che non va è la visione d’insieme

Nelle previsioni quello di ieri a Bruxelles doveva essere un vertice di transizione e quindi senza particolari motivi di attrito, ma il clima si è acceso – o surriscaldato – ancora prima che i lavori cominciassero.

A dare fuoco alle polveri è stata Angela Merkel, con le dichiarazioni di cui abbiamo già scritto stamattina: una “tirata”, al cospetto del Bundestag, per caldeggiare il controllo europeo sui bilanci nazionali, in modo tale da intervenire subito su chi sfugga ai parametri ed evitare che le anomalie si trasformino, o presto o tardi, in guasti pressoché irreparabili. 

Un’alzata di scudi che non è piaciuta per nulla al Presidente francese. Che si è affrettato a puntualizzare che la questione non va considerata della massima urgenza e che, perciò, doveva restare esclusa dalla riunione odierna. Oggi – ha puntualizzato Hollande – c’è da parlare solo di «unione bancaria, Spagna, Grecia e tutte le condizioni necessarie per risolvere la crisi».

Altre forme di controllo sovrannazionale, come si vede. E su questo sì, che sono tutti d’accordo.

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Rassegna stampa di ieri (18/10/2012)

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