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Libano sull’orlo del baratro

L’attentato in cui è morto il capo dei Servizi libanesi, Wissam al-Hassan, rischia di far ripiombare il paese nella tragedia di una guerra civile, le cui cause immediate andrebbero ricercate nell’incapacità internazionale di risolvere la crisi siriana.

I funerali di al-Hassan si sono trasformati in una manifestazione anti governativa, che è degenerata in scontri violenti, ma gli slogan dei contestatori non erano indirizzati solo contro il premier Najib Mikati, ma anche contro Assad, che è considerato il mandante dell’attentato.

L’influenza della crisi siriana, che starebbe spaccando in due il paese, è innegabile, tuttavia questa sta anche venendo strumentalizza a fini interni, per rinfocolare divisioni che continuano a covare sotto le ceneri: potrebbe bastare un niente per spezzare il fragile equilibrio instauratosi alla fine della guerra civile.

La destabilizzazione della Siria sta cominciando quindi ad estendere fuori dai confini i suoi influssi nefasti, che non saranno certo interventi militari, sul suo territorio o quello libanese, a placare. Essi, al contrario, potrebbero scatenare un incendio incontrollabile in una regione che le varie Primavere hanno reso estremamente sensibile.

 

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Rassegna stampa di ieri (22/10/2012)

EVASIONE, TASSAZIONE E CORRUZIONE: IL DANNO E L’INGANNO