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L'attualità del paradigma indigeno

Esiste ancora l’indigeno? Probabilmente no. Anche gli “incontattati” residuali che vivono nelle Andamane o in altre lenzuola di terra marginali rappresentano ormai, in realtà, solo l’accidente di un processo di civilizzazione inesorabile in atto. I pregiudizi etnocentrici e il marchio di “arretrati, incivili e selvaggi” affibbiato ai popoli tribali hanno radicato dei sentimenti di presunzione e disprezzo, alimentando – di fatto – storici genocidi fisici e culturali. Quando i coloni europei sbarcarono in Australia, la dichiararono “terra nullius”, ovvero “terra di nessuno”. Ma non era così: il popolo degli Aborigeni vi viveva forse da 50mila anni; eppure, il concetto di “terra nullius” fu abolito solo nel 1992, dopo avere privato quasi completamente un intero popolo della sua terra e avere provocato la morte di centinaia di migliaia di persone. Allo stesso modo, Cristoforo Colombo, quando venne sospinto inconsapevolmente nel “Nuovo Mondo”, giunse in realtà nella terra natale di popoli che vi vivevano già da millenni e avevano proprie leggi, nonché culture, valori, stili di vita e religioni secolari. Chi pretende di combattere e “civilizzare” in nome dell'umanità pone i propri avversari al di fuori dell'umanità. 

di Eduardo Zarelli Nel Mensile

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