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OBAMA: YES, WE CRASH

Nel primo faccia a faccia tv con Romney, Mr. the President paga pegno alla crisi senza fine degli Usa

Di qua l’Uomo dei Sogni in versione Democrat: quello che nel 2008 aveva incantato gli elettori con le sue promesse di rinascita quasi festosa, da conseguire rapidamente e col sorriso sulle labbra.
 

Di là l’Uomo dei Sogni in versione Republican: quello che mira a galvanizzare gli americani rispolverando la vecchia ma collaudatissima truffa del liberismo selvaggio, per cui la giungla del “tutti contro tutti” non è affatto il regno della sopraffazione, bensì l’apoteosi delle qualità individuali.

Finora si erano affrontati a distanza. Ieri lo hanno fatto di persona, fisicamente nell’università di Denver e virtualmente, grazie alla diretta televisiva, al cospetto di oltre 50 milioni di connazionali. Romney è apparso pimpante, come se non vedesse l’ora di arrivare alla Casa Bianca e di mettersi ai comandi. Obama, al contrario, è sembrato vacillare sotto il peso di tutto quello che non è riuscito a risolvere.

Nel 2008 aveva presentato la crisi come una sfida da vincere di slancio. Oggi l’ha dovuta invocare come un’attenuante per il suo bilancio tuttora in rosso.

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