Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

UP, STUDENTS TO ARMS

Da Torino a Palermo i ragazzi tornano in piazza, e c’è da sperare che non sia il solito fuoco di paglia

Le manifestazioni sono state numerose, e affollate, fino a configurare una mobilitazione su scala nazionale. E anche i contenuti appaiono lucidi e condivisibili, visto che puntano il dito contro Monti e il suo esecutivo, identificandoli a ragione come il braccio politico dei potentati economici e finanziari.

Sugli striscioni compaiono scritte, che sono appunto sacrosante, quali «No al ddl Profumo, fuori banche e aziende dalle scuole, saperi per tutti, privilegi per nessuno». I leader della protesta, secondo quanto riportato dai grandi media, colgono in pieno il legame strategico tra i vertici italiani e quelli continentali, affermando che «La nostra generazione scende in piazza contro questo Governo e contro l'Unione Europea, che assieme privano milioni di giovani del diritto all'istruzione, al lavoro e al futuro»

Agli slogan fanno seguito i tafferugli, con le forze dell’ordine (dell’ordine costituito, ovviamente) che manganellano senza andare troppo per il sottile, ivi inclusi dei ragazzini che non dovrebbero fare neanche una briciola di paura a degli agenti in tenuta antisommossa. Ma il potere è fatto così: non potendo e non volendo rimuovere le cause profonde del disastro economico e sociale, preferisce reprimere le ribellioni sul nascere. Fingendo che i teenager tornati a manifestare in questo inizio di autunno del 2012 siano già pronti a chissà quali episodi di guerriglia urbana. 

Finora, purtroppo, il passato gli ha dato ragione. Negli anni scorsi, e ormai sono trascorsi tre decenni dai famigerati/criminalizzati Anni di piombo, le proteste studentesche si sono accese e spente nel giro di breve tempo. Ma oggi, forse, le cose potrebbero andare in maniera diversa, perché quel disastro si sta spingendo alle estreme conseguenze e, finalmente, stanno diventando palesi non soltanto i suoi esiti ma anche le sue cause. I suoi meccanismi. Le sue strategie.   

I nostri Editori

Turchia: via libera alla guerra, ma anche no

Blasfemia. L’Egitto come il Pakistan, o quasi