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Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Teatro degli Orrori – 1 dicembre 2012 – Ciampino (Rm)

Venezia…

Venezia da cartolina, col suo charme di principessa orientale e una bellezza che non può morire.

Venezia dei canali e Canaletti, piena di turisti istupiditi dallo splendore e quell’alone di fiaba al quale si deve necessariamente cedere.

Venezia col suo trionfo di umidità e atmosfere indulgenti al decadente, dove il concetto di crepuscolo, di tramonto interiore, ti accompagna ogni istante facendoti sentire Von Aschenbach ne La Morte a Venezia.


È osservando la vita da questo avamposto fuori dal mondo e dal tempo, così pieno di fascino ma anche di malinconica tristezza,  che si è formato Pierpaolo Capovilla, ex (apprendista) filosofo e cameriere, oggi alla guida del Teatro degli Orrori.
Ultraquarantenne disilluso e, nello stesso tempo, appassionato come un ragazzino, dopo la lunga “palestra” degli One Dimensional Man si è ostinato a non mollare di fronte ai suoi demoni personali e all’avanzare del tempo, rimanendo attaccato a uno scoglio dal quale sembra essere sempre più facile, al giorno d’oggi, scivolare: l’etica.

Etica intesa come guerra perenne al disimpegno ideologico della maggior parte della gente e di troppa musica italiana (alternativa e non) in particolare. Ed etica intesa anche come completa dedizione al lavoro, che nel caso della sua band consiste in una costante ricerca musicale che dovrebbe essere l’ubi consistam per chi, nell’affollato mondo delle sette note del nostro Paese, vuol trovare una sua posizione, una sua identità. Sì, perché il Teatro degli Orrori, nel parlare costantemente di uomini e di tragedie umane, utilizza un piglio musicale e lirico fuori dal comune, con una possente mescolanza di hardcore-noise, Jesus Lizard e canzone d’autore che va a saldarsi con continue citazioni della grande tradizione poetica e filosofica mondiale, da Esenin a Majakovskji, da Artaud fino Carmelo Bene. Un’influenza, quest’ultima, ancor più marcata nelle esibizioni live, dove Capovilla, introducendo le canzoni, molto spesso assume un tono di voce simile a quello del Maestro salentino.

 

Dopo il bellissimo A sangue freddo, che li ha fatti uscire alla grande dalla scena underground, regalandogli via via platee sempre più importanti e numerosi sold outconsecutivi, in una serie praticamente ininterrotta per due anni, il combo veneto ha sfornato nel 2012 Mondo Nuovo, una prova discografica che, pur non avendo riscosso gli entusiastici favori critici riservati al suo predecessore (soprattutto per il ricorso ad una cifra stilistica molto meno aggressiva), ha comunque dimostrato l’impossibilità per Capovilla e soci di rimaner fermi ad una formula collaudata.

Suoni più liquidi e dilatati, un ricorso meno insistito alle sfuriate distorte per favorire le “declamazioni” del suo leader, il Teatro degli Orrori ha cercato di indirizzare il proprio sound su territori meno battuti in precedenza, optando, contemporaneamente, per la scelta di un concept testuale sui migranti che ha in “Skopje”, “Doris” e soprattutto nell’amarissima “Adrian” gli episodi più riusciti. Qualcuno ha voluto leggere in questa svolta un cedimento “commerciale” e un tentativo di farsi culturalmente  più mainstream. In realtà, incaponendosi a fare i rigidi censori a tutti i costi, ci si dimentica spesso che uno dei motivi principali per cui si imbracciano gli strumenti e si mette su un gruppo è quello di far giungere a quante più persone possibile il messaggio del quale ci si sente latori. E quello che il Teatro degli Orrori ha cercato di portare avanti con Mondo Nuovo è un messaggio di spietata e puntualissima cronaca riguardante uno dei fenomeni più drammatici della società moderna. Senza pose da “salvatori” d’occasione, né fuorvianti concessioni a un indirizzo di pensiero dichiaratamente schierato. Soltanto: grandi canzoni e ottima musica.

Se non li avete ancora visti dal vivo o se la loro ultima performance romana alle Terme di Caracalla vi ha lasciato in qualche modo insoddisfatti (ricordo una resa sonora non all’altezza del loro spettacolo. Cose che capitano. Spesso, purtroppo), domani avrete una nuova occasione all’Orion di Ciampino, in via J.F. Kennedy 52. Orario di apertura dei cancelli alle 22, inizio del concerto previsto alle 23.

Domenico “John P.I.L.” Paris

 

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