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    venerdì
    nov302012

    Tutti pronti per un nuovo martire antimafia?

    Di Christian Abbondanza abbiamo già parlato in passato.

    Nel febbraio di quest’anno il Ribelle dedicò tre articoli consecutivi alle sue attività (qui, qui e qui). Che si riassumono in una serie interminabile di inchieste autocondotte, a proprio rischio e pericolo, contro la malavita organizzata nel nord Italia, ma non solo. A capo dell’associazione no-profit che ha contribuito a far nascere, la “Casa della Legalità e della Cultura”, e di cui è attualmente presidente, Abbondanza ha un po’ di brutti vizi. Brutti specialmente in questa italietta dei poteri legali e illegali che si sovrappongono fino a confondersi.

    Il suo primo vizio è quello di ficcare il naso. E di ficcarlo a fondo, in modo circostanziato, con ricerche approfondite, verifiche incrociate sulle fonti e sui materiali. Nel migliore dei casi, per chi finisce nel mirino di Abbondanza, la ricerca sfocia in un articolo di fuoco sul sito dell’associazione. Quando va male, tutto diventa un incartamento sul tavolo della Procura eventualmente interessata. In entrambi i casi Abbondanza esercita un secondo brutto vizio: fa nomi e cognomi. Senza giri di parole. E quando può, mette anche foto o filmati, spesso fatti da lui stesso e dai pochi collaboratori di cui si avvale.

    Bersaglio costante della sua attività è la malavita organizzata, mafia, ‘ndrangheta, camorra, comunque la si voglia chiamare. In sostanza i rami aziendali principali, in questo paese all’incontrario, con sedi distaccate nelle sezioni dei partiti di ogni colore, negli enti pubblici e nelle loro partecipate, nelle aziende private, e spesso anche in magistratura. Inevitabilmente, Abbondanza è un collezionista di querele, solo in piccola parte sfociate in condanna. Sul piatto della bilancia sono di più le denunce da cui sono scaturite indagini che hanno finito per scardinare sistemi criminali consolidati e radicati, mandando in galera fior di boss o sputtanando promettenti carriere politiche.

    Inevitabilmente un personaggio del genere, alla lunga, finisce per stare sull’anima a molti, a troppi. Molti nemici, molto onore, diceva qualcuno. Nel caso di Abbondanza, molti nemici, specie quel genere di nemici, significa restare isolati. Che è l’anticamera del mirino puntato al centro della fronte. Non a caso da tempo le forze dell’ordine hanno lo hanno messo sotto vigilanza, cosa ben diversa e molto più blanda di una scorta, consigliandogli a buon peso di evitare di circolare da solo. Cioè, se proprio vuole farsi ammazzare, almeno si porti nella tomba qualche amico, già che c’è.

    E così oggi uno come Abbondanza – che denunciava la malavita, senza fare romanzi, quando ancora Saviano doveva cominciare a pensare in modo articolato e prima che stringesse l’alleanza mediatica con Fabio Fazio, e prima ancora che Libera diventasse un’associazione colonizzata da PD e dintorni – è esposto alle promesse di vendetta di una quantità di cosche, con tutti i loro supporter politici e affini, da far rabbrividire chiunque. Per quanto eroica talvolta possa essere la sua attività, portata avanti con i pochi spiccioli raggranellati essenzialmente dalle donazioni spontanee alla sua associazione, in questo caso Abbondanza ha ritenuto di segnalare il proprio pericolo alle autorità. Risposta: niente scorta. Sottinteso: smetta di rompere e nessuno gli torcerà un capello.

    Ed è per questo che i pochi che da sempre gli stanno accanto, hanno deciso di promuovere un’iniziativa. Un appello perché sia assegnata una scorta a Christian Abbondanza. La richiesta di appoggio all’opinione pubblica (qui) è lunga e articolata, e cerca di sintetizzare in poche righe ciò che la Casa della Legalità ha realizzato in anni di attività. Ma denuncia anche con chiarezza l’isolamento di questo attivista antimafia vero, di quelli che operano senza l’appoggio dei media, con pochi mezzi, ma con una volontà di ferro nella difesa di precisi e incrollabili principi.

    Questo mix tra Peppino Impastato e Simon Wiesenthal, che denunciava la presenza della mafia al nord molto prima che diventasse un fatto acclarato, è stato a lungo usato da giornalisti, politici, scrittori, editori, per avere letture della realtà davvero incisive, notizie di prima mano, interpretazioni informate su tutti gli accordi e gli eventi sotterranei, e che i comuni mortali conoscono solo nelle manifestazioni più superficiali e artefatte. Da Abbondanza in molti hanno tratto vantaggio. E oggi non uno si spende a suo sostegno. Da questo, e da una forma di sana indignazione per l’isolamento che lo pone ad altissimo rischio di essere ammazzato, nasce l’iniziativa dei suoi pochi e fedelissimi sostenitori.

    Si tratta di conoscere Christian Abbondanza. Ciò che ha fatto e ciò che fa. Dopo di che si tratta di supportare l’appello per la sua sicurezza. A meno che non si voglia mettere a breve un altro morto ammazzato nel pantheon dei ribelli che non hanno mai smesso di crederci, nemmeno quando sono rimasti da soli.

    Davide Stasi

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    Reader Comments (2)

    La mafia è il vero tumore maligno di questo paese, lo ha reso corrotto e decadente e boicotta ogni nobile tentativo di renderlo un paese, uno stato civile dove essere lieti di vivere. Come posso dare l' adesione?

    venerdì, novembre 30, 2012 | Registered CommenterMaura Del Torrione

    Può scrivere qui: sostegnocasalegalita@gmail.com

    sabato, dicembre 1, 2012 | Registered CommenterDavide Stasi
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