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Da "super Mario" a "nonno Mario"

«…Lisa, una bambina di due anni e mezzo, alla domanda “che cosa hai visto in TV?”, risponde “Ho visto il nonno Mario, quello che dice le cose giuste per il futuro…». Queste parole sono apparse stamattina sul sito di Palazzo Chigi, a firma di “una coordinatrice pedagogica di una cooperativa sociale”. Assieme a questa, altre tre lettere che non coinvolgono bambini ma che parlano di Monti come di uno di cui ci si può fidare.

Com’è ovvio le letterine a nonno Mario sono state accuratamente selezionate tra le oltre duemila mail arrivate al suo indirizzo. Secondo i curatori del sito «più della metà dei cittadini (56%) scrive al presidente Monti per esprimere un sentimento di “gratitudine e fiducia” nel suo operato e con l’intento di formulare proposte per contribuire a risolvere la crisi e far ripartire la crescita». Quello che dicono tutte le altre, invece, non è dato sapere. Né sembra molto corretto indicare che sia più della metà degli italiani, e non come sarebbe più giusto “più della metà di coloro che hanno avuto la voglia di inviare una mail a palazzo Chigi”, a valutare positivamente l'operato di Monti. Così come non è corretto, e viceversa è subdolo, che il pensiero di una bambina di due anni – sempre che lo abbia espresso davvero così, e c’è da dubitarne – venga presentato come un avallo nei confronti del Governo.

Il tutto, a cominciare proprio dal coinvolgimento della piccola Lisa, assomiglia alquanto a un'operazione mediatica bella e buona. Quella dell'uomo di Stato anziano, e dunque saggio, che è per definizione super partes e che perciò merita di suscitare sentimenti di fiducia, tanto da essere considerato "uno di famiglia". La favoletta ha dei precedenti illustri. A suo tempo Ciampi e tuttora Napolitano. Le lettere selezionate e pubblicate come se fossero indicative di un apprezzamento generale rientrano nel tentativo, che in troppi casi va a segno, di mostrare agli italiani quello che dovrebbero pensare di fronte alle manovre “lacrime e sangue” varate dal Governo.

Il messaggio è che non c’è ragione di opporsi, e men che meno di manifestare, di fronte a una cura che non può essere che necessaria, visto che a imporcela è il vecchio, e buono, nonno Mario. D'altra parte l'altra favoletta di "super-Mario", l'uomo che avrebbe risanato in poco tempo i conti nazionali e fatto riacquistare credibilità all'Italia in sede europea, rischia di perdere smalto. Dunque bisogna puntare a qualcosa di più irrazionale (ancora) della semplice fiducia nella bravura del tecnico scelto dallo stesso Napolitano e piazzato d’autorità a capo del Governo.

Così Monti viene trasformato in una autorità morale evidenziando le lettere di apprezzamento che gli vengono inviate, e aggiungendoci l’aneddoto toccante della piccina che a soli due anni e mezzo ha già capito che quell’uomo anziano «dice le cose giuste per il futuro». Chiaro: si sta facendo leva sull’empatia istintiva degli adulti nei confronti dei bimbi, e sull’idea che questi ultimi, innocenti come sono, non possano che dire la verità.

Resta solo da sperare che la piccola Lisa, così precoce, apra gli occhi in fretta e inizi a fare commenti diversi, quando vede “nonno Mario” in tivù. Per esempio: «ecco quel ******** che ha ritardato la pensione del mio nonno vero!».

Sara Santolini

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