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Siria. Referendum il 26 febbraio

Il più volte annunciato referendum sulle riforme costituzionali siriane si volgerà a breve termine, nonostante lo scetticismo internazionale, e più precisamente il 26 febbraio prossimo. La consultazione popolare mette in gioco questioni sostanziali in senso democratico, e il testo redatto da una apposita commissione è inequivocabile: «il sistema politico sarà fondato sul principio del pluralismo e il potere sarà esercitato democraticamente attraverso le elezioni».

Benché i tempi per un dibattito preventivo siano estremamente ristretti, l’adozione della nuova stesura permetterebbe aggiustamenti successivi e le disposizioni in essa contenute costituiscono un enorme passo in avanti rispetto alla situazione attuale. Esistono naturalmente dei rischi che la revisione resti lettera morta, ma ancora più gravi sono i rischi di boicottaggio per impedire una transizione democratica, che sembra interessare le opposizioni meno di quanto interessi ad Assad.

Il vero timore è che vengano intensificati gli scontri per turbare le elezioni, quando non addirittura impedirle, cercando di imputare la responsabilità del fallimento allo stesso Assad. In modo da arrivare finalmente ad una guerra che consegni il paese non alla democrazia, ma a poteri sovrannazionali che della vera democrazia hanno orrore.

(fm)

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